Vasche di laminazione Senago abbandonate: quanto ci costerà?

Le criticità legate al fiume Seveso, sono note da oltre trent’anni. Eppure ogni temporale, il fiume esonda con spaventosa regolarità, costringendo i cittadini del Nord Milano a spalare fango e quanto le acque, di uno dei fiumi più inquinati d’Europa, lascino dietro di sé al proprio passaggio.

La giunta regionale continua a considerare la costruzione delle vasche di laminazione come una possibile soluzione. Una possibilità di fronte alla quale, come portavoce del Movimento Cinque Stelle, siamo fermamente contrari.

Riteniamo inopportuna la scelta di sacrificare altre aree verdi, in uno dei territori maggiormente cementificati d’Italia. Un po’ come dire: il fiume straripa per la mancanza di superfici assorbenti e per il mancato rispetto dei rapporti di invarianza idraulica, dal momento che attorno ai suoi argini è il cemento a farla da padrone. Come risolvere il problema? Perdendo altre superfici assorbenti, sacrificandole alle vasche. Una contraddizioni in termini, una scelta ai limiti della demenzialità.

Alle ragioni di carattere ambientale si sommano quelle di carattere logistico.

Risulta infatti che il cantiere di realizzazione della vasca di laminazione di Senago, finanziato per dieci milioni di euro da Regione Lombardia e per altri 20 dal comune di Milano, sia abbandonato da oltre un mese. Risulta che il gruppo Antifoni e Milesi, società che avevano in carico l’appalto, abbiano smantellato il cantiere e non intendano riprendere i lavori. Questo perché il piano economico prevedeva la vendita dei materiali da scavo, procedura resa impossibile dalla scarsa qualità dei materiali estratti, incapaci di rispettare gli standard qualitativi e di conseguenza inutilizzabili per la realizzazione di calcestruzzo.

La zona del cantiere al momento è abbandonata e rappresenta un pericolo anche per gli abituali fruitori del Parco delle Groane, all’interno del quale il cantiere sorge. Per questo motivo ho domandato alla giunta quali misure intenda prendere nei confronti del gruppo Artifoni Spa e Milesi Srl, che di fatto hanno rinunciato al proseguimento dei lavori.

Quanto costerà ai cittadini lombardi e milanesi l’interruzione del cantiere e quanto un eventuale contenzioso legale con le ditte appaltatrici?

Come M5S cercheremo di agire anche a livello nazionale per studiare soluzioni alternative. È nostro compito trovare soluzioni attraverso le quali risolvere il problema a lungo termine, non soluzioni tampone, capaci solo di mettere una pezza, ma che nel medio lungo periodo si rivelerebbero inefficaci ed il cui costo, come del resto sta già accadendo, andrebbe a gravare sui cittadini lombardi.

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FONTE : Massimo De Rosa