Settimana politica n.11

Ci siamo … siamo entrati nel Parlamento.
Personalmente ho varcato la soglia di ingresso lunedì 11 marzo per adempiere alle prime formalità amministrative. Un pensiero di ringraziamento va al personale preposto all’accoglienza, che si è dimostrato molto disponibile e comprensivo nel minimizzare l’impatto emozionale soprattutto nei nuovi eletti. Ho incontrato un paio di concittadini che svolgono da anni il loro lavoro all’interno di palazzo Montecitorio e questo mi ha fatto sentire a casa.
Emozioni a parte, ci siamo subito messi al lavoro con l’intero gruppo di 163 eletti nelle fila del Movimento 5 stelle. Domenica 10 marzo ci siamo riuniti tutti insieme (deputati e senatori) per conoscerci e soprattutto definire la linea comunicativa con l’esterno: i resoconti dei nostri incontri saranno sempre divulgati attraverso video conferenze dei portavoce capigruppo (pro-tempore) di camera e senato, sui seguenti canali YouTube:
LaCosa (consultare la sezione Sfoglia video);
M5SParlamento

Il 12 marzo una nostra delegazione ha incontrato alcuni deputati del Partito Democratico all’interno delle stanze istituzionali di palazzo Montecitorio, con l’intento di definire un metodo condiviso per la scelta dei candidati alla carica di Presidente di Camera e Senato. I criteri definiti sono stati i seguenti: personalità con spiccata moralità ed etica, privi di ogni conflitto di interesse, scelti in assoluta trasparenza e rispettando il volere dei cittadini espresso attraverso il risultato elettorale.

A seguito di quell’incontro il Movimento 5 stelle ha intrapreso un percorso di confronto interno con due distinti gruppi (uno per la Camera ed uno per il Senato) in previsione della prima seduta ufficiale della Camera dei Deputati del 15 marzo. Questo percorso ci ha visti impegnati in un serrato ritmo di riunioni di gruppo nelle quali abbiamo valutato le singole candidature ed abbiamo votato il nostro candidato alla carica di presidente della camera. Il deputato Roberto Fico è quindi stata la nostra scelta in tutte le votazioni effettuate in aula dalla prima seduta fino alla seduta conclusiva di sabato 16 marzo. In tutte le votazioni effettuate in aula abbiamo sempre sostenuto e votato in maniera compatta il nostro candidato fino all’ultima votazione quando Laura Boldrini è stata eletta Presidente della Camera dei deputati. L’elezione è avvenuta alla quarta votazione dove il quorum richiesto è della maggioranza assoluta. Laura Boldrini ha ottenuto 327 voti, mentre Fico ha ottenuto 108 voti. Credo che il gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle abbia dimostrato una forte coesione di intenti. Anche chi credeva che non sarebbe stato opportuno proporre un candidato, si è dovuto ricredere. Infatti con il nostro voto abbiamo dimostrato una notevole capacità nell’assumere responsabilità. Inoltre credo che abbiamo mostrato tanta maturità e trasparenza nel modo in cui abbiamo scelto il nostro candidato. Il regolamento parlamentare non prevede la presentazione delle candidature in aula ma assegna questa funzione ai singoli gruppi parlamentari. Io credo personalmente che saremmo stati pronti a mostrare le ragioni della nostra candidatura anche di fronte a tutti i parlamentari in aula e che avremmo dimostrato maturità anche in questo. Comunque auguriamo buon lavoro alla neoeletta Presidente della Camera affinchè, come da sue parole, si faccia «[…] di questa Camera la casa della buona politica. Il nostro lavoro sarà trasparente, anche in una scelta di sobrietà che dobbiamo agli italiani».

Durante la mia permanenza a Roma ho avuto modo di partecipare alla conferenza finale conseguente all’incontro tra i rappresentanti della Bridgestone Europa ed il Ministro dello Sviluppo Economico (Passera) tenutosi il 14 marzo. All’incontro erano presenti anche i maggiori rappresentanti delle istituzioni locali (Regione Puglia e Comune di Bari) e soprattutto le organizzazioni sindacali e delegazioni di lavoratori.
La notizia della cancellazione della parola “irrevocabile” sulla chiusura dello stabilimento è certamente una bella notizia, ma non risolve definitivamente la questione. A mio avviso bisogna non mollare la presa sull’azienda che al di là delle “scuse” mostrate deve dimostrare di avere un piano industriale serio per il rilancio dello stabilimento di Bari.