Serve al più presto dare alla Catullo certezze sia sul fronte della questione SAVE che sul tema del numero di voli ammissibili proposti in sede di Commissione Ambiente Aeroportuale

È necessario chiarezza sul futuro della Catullo – spiega Businarolo – la questione dell’ingresso della SAVE definita non conforme sia da ANAC che dall’Antitrust , e la questione del numero di voli ammissibili contenuti nel Piano di Sviluppo al 2030 presentato all’ENAC,stanno minando il futuro dell’aeroporto di Verona.

Sto preparando un interrogazione parlamentare – continua la Businarolo – al Ministro dei Trasporti affinché venga presa una decisione sui pareri dell’ANAC ed Antitrust e chieda all’ENAC come sia possibile ridurre la capacità aeroportuale del 50% per il 2030 (da 80 mila a 42 mila) compromettendo lo sviluppo economico-occupazionale di Verona e del territorio del Garda. I conti non mi tornano, come è possibile che l’aeroporto di Verona (secondo il piano presentato dalla SAVE) cresca solamente di poco più di 1 milione di passeggeri nei prossimi 12 anni arrivando solamente a 4.5 milioni di passeggeri quando il 2018 si chiuderà con più di 3.4 milioni di passeggeri ? È evidente che qualcuno gioca la carta del ridimensionamento ma ciò non può essere accettato dal territorio del Garda. Ridurre il numero di voli porterà i comuni limitrofi allo scalo di Verona a rivedere i piani regolatori, consentendo di costruire sempre più vicino al perimetro aeroportuale, compromettendo inevitabilmente il futuro sviluppo dello scalo stesso. Di esempi di mancate pianificazioni del territorio negli intorni di aeroporti in Italia ce ne sono stati tanti negli ultimi decenni,  oggi la situazione del territorio intorno allo scalo di Verona non è compromesso con ampi margini che garantiscono una crescita compatibile per l’aeroporto, perché ora compromettere tutto facendo una zonizzazione sulla base di una riduzione del 50% dei voli ammissibili per il 2030 ?
Ripeto – continua Businarolo – servono certezze affinché sia consentito allo scalo di Verona di intraprendere una fase di sviluppo importante senza impedimenti, e questo con la SAVE non potrà mai avvenire, visto anche il piano di sviluppo al 2030 presentato in ENAC. Si deve esprimere il Ministero, la questione della legalità è un principio a cui il movimento non rinuncia.



FONTE : Francesca Businarolo

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