Rousseau, un sistema operativo straordinario

di Beppe Grillo

Qui c’è da valutare un sistema operativo che, secondo me, è straordinario. Forse è in anticipo con i tempi, perché il 30% della popolazione italiana non legge un libro, non va al cinema, non è mai stata a teatro. C’è un analfabetismo di ritorno pauroso. E la scuola obbligatoria, secondo me, dovrebbe durare fino a 60 anni.
Il sistema operativo Rousseau è una cosa talmente straordinaria che è difficile da far capire, perché è un sistema completamente rovesciato rispetto a quello che noi abbiamo capito e abbiamo interpretato della politica e della democrazia.

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Una persona ha uno strumento e può fare un referendum alla settimana, per semplificare il concetto. Quindi l’idea di Gianroberto Casaleggio, e che Davide porta avanti benissimo, è proprio quella di far capire alle persone che ci possono essere strumenti, come in questo caso Rousseau, per poter dire e poter essere presenti. E che quindi la vita, la professione e l’esperienza non siano vane, e non muoiano con noi. L’esperienza di ciascuno potrebbe essere inserita in una proposta di legge, in una critica.

Dove va l’intelligenza? Dove va l’umanità? Io, che sono l’elevato, ho provato a chiedermelo dove vada. Siamo il popolo più vecchio del mondo dopo i giapponesi. Fra 20 anni avremo 60 – 70 mila ore di vita in più: che cosa ne faremo? Il lavoro diminuirà con le tecnologie. E quale sarà, allora, il lavoro? Recentemente sono stato a New York, ho sentito parlare i sindaci di Chicago e di New York, e hanno detto che i tre pilastri su cui verteva tutta l’intelligenza e tutto lo stato democratico degli Stati Uniti stanno crollando. E sono l’istruzione, il lavoro e la famiglia. Mancando il lavoro si è distrutta la famiglia, e l’istruzione, la scuola, l’università non sanno che cosa preparare.

Noi dobbiamo partire da lì: intelligenza – e quindi istruzione – e cognizione sulla scuola, per cui dare e capire gli insegnanti, perché gli insegnanti sono abbastanza indietro, non valorizzano la persona singolarmente, ma esiste ancora un curriculum antico, vecchio, che seleziona arbitrariamente, con una concezione post industriale, persone a un lavoro che magari non esiste neanche più dopo che si sono laureati e hanno ottenuto un master.

Cioè avremo molto più tempo libero e non siamo abituati a gestire il tempo libero. Avremo molti più disoccupati con la robotica, con l’internet delle cose, con le smart city, queste parole che cominciano a crearmi dei brividi, essendo elevato. Tutti che vogliono fare “smart”, tutti che scoprono il futuro. La gente che è sempre vissuta nel passato remoto, oggi scopre il futuro. Allora, ecco, che ci sono stage sul futuro, ci sono riunioni, ci sono conversazioni sul futuro. Tutti che vogliono parlare del futuro, gente che non ha mai capito che cosa sia, né dove vada il mondo.
Uno dei pochi che capisce dove va il mondo sono io, abbiate pazienza mi faccio questo piccolo complimento, e devo dirvi che il mondo sta andando verso una cosa meravigliosa: la scomparsa del lavoro. E speriamo che scompaia questo totem, questo dogma del lavoro.

Ci sono le macchine, c’è l’intelligenza artificiale. Henri Poincaré l’uomo più intelligente del mondo che era un umanista, lavorava tre ore al giorno. Darwin, con la teoria dell’evoluzione, ha scoperto il DNA dell’uomo e ancora oggi viviamo con questa sua scoperta. Lui lavorava tre ore al giorno.
Tutti convergono sul fatto che bisogna lavorare bene e noi continuiamo a mettere al centro il lavoro. Oggi abbiamo 8 milioni di poveri. 8 milioni di persone che sono sotto la soglia della povertà e hanno tre lavori.

I due dogmi, i due paradigmi su cui dobbiamo focalizzarci nel futuro saranno: l’istruzione e il reddito. Il reddito universale per tutti e un’istruzione adeguata universale per tutti. Con questi due paradigmi possiamo risolvere alcuni dei problemi che ci saranno. Con milioni di persone disoccupate, costerà meno dargli un reddito che cercare di gestirli con la sicurezza, la polizia, le prigioni, perché ci costerebbero in termini di soldi che non abbiamo.

Abbiamo un futuro da plasmare, possiamo cercare di capirlo adesso perché sta arrivando, è semplice, non è “l’elevato” adesso che parla, è semplice capirlo. Avremo flussi e dovremo controllarli: flussi di immigrazione, flussi di informazione, il flusso dell’acqua, dell’energia e il controllo del flusso è esattamente quello che si deve fare anche a casa propria.

Non vedete che oggi la politica si fa con un tweet? Un tweet e cambia la politica mondiale.
Quindi cambiano i lavori, cambiano le importazioni, le esportazioni, chiudono esercizi, chiudono negozi, aprono cose che sembravano impossibili. Dobbiamo cominciare a ragionare sulla scuola, sui ragazzi, sui giovani, a far esprimere i talenti. Noi, in Italia, abbiamo dei Leonardo Da Vinci che magari fanno i designer di automobili, abbiamo degli Shakespeare magari che fanno i direttori delle risorse umane. Siamo pieni di talenti.
È inutile che continuiamo a produrre più frigoriferi, macchine, industrie o cose; noi dobbiamo produrre il vero nostro benessere che è la cultura, la bellezza, l’intelligenza, la varietà. I nuovi lavori saranno di creatività. Siamo i numeri uno.

Diamo la possibilità ai ragazzi di non crescere facendo qualsiasi tipo di lavoro. Non se lo meritano.
Non si può fare qualsiasi tipo di lavoro. Cresciamo ragazzi pieni di frustrazioni. Ognuno deve seguire il proprio talento. Io che sono lo Stato ti dico va bene nasci con un reddito, nasci con una cittadinanza digitale, nasci con una email. Ti do il diritto, perché sei vivo, all’ingresso della conoscenza quindi alla rete gratuitamente, ti do il reddito perché sei vivo.
Ti batte il cuore e tu hai un reddito. Poi sarai tu a cercarti il lavoro in base alle tue esigenze. E non è vero che chi ha un reddito non fa più niente. Non è vero. In Finlandia lo stanno facendo, in Svizzera lo stanno facendo, in Corea lo stanno facendo, in Olanda lo stanno facendo. Sono tutti esperimenti che dobbiamo prima portare fuori da questa chiave incredibile della povertà che è diventato un equivoco, un espediente vergognoso. Perché oggi la discriminazione è totale. Il 5% dell’umanità detiene il 95% di tutto il patrimonio dell’umanità. Siamo fuori di senno.
Quindi dobbiamo riequilibrare e per riequilibrare occorre un reddito e un’istruzione. Più di questo io non vi posso dire. Devo risalire perché mi sono leggermente abbassato di quota. Io vi ringrazio, vi abbraccio tutti e poi ci troveremo la prossima volta.

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FONTE : Il Blog delle stelle