#ProgrammaAffariCostituzionali: P.a. pubblica e trasparente

Il rapporti fra il cittadino e la Pubblica amministrazione sono stati oggetti di un ampio dibattito. In questa sezione si pone l’attenzione sull’importanza di accorciare la distanza fra utente e istituzione, sull’esigenza di incrementare la trasparenza della P.A, e su quella della semplificazione amministrativa, con una particolare attenzione alla modifica dei criteri di scelta dei vertici delle Autority, e del controllo della collettività sui servizi e sui dipendenti della P.A, attraverso la valutazione delle performance.

di Daniela Bolognino – docente di Contabilità di Stato presso l’Università degli studi Roma Tre

Il rapporto fra cittadini e la Pubblica Amministrazione è da sempre oggetto di un ampio dibattito. In questa sezione si pone l’attenzione sull’importanza di accorciare la distanza fra utente e istituzioni, sull’esigenza di incrementare la trasparenza della P.A., e su quella della semplificazione dei processi amministrativi, con una particolare attenzione alla modifica dei criteri di scelta dei vertici delle Authority e al controllo sui risultati dei servizi della P.A., attraverso la valutazione delle performance.

La Pubblica Amministrazione deve operare perseguendo obiettivi di efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa, in piena trasparenza, mettendo in campo tutte le strategie di prevenzione del fenomeno corruttivo, con dipendenti che si muovono, operano, e agiscono, nei confronti di cittadini nel pieno rispetto della legalità. Questi sicuramente sono obiettivi importanti su cui il nostro legislatore lavora sin dagli anni ‘90. Tuttavia questi obiettivi rimangono ancora in larga parte non ancora raggiunti e quindi occorre muovere un percorso di riforma incisiva, in parte di perfezionamento, in parte di accompagnamento, in modo migliorare l’operato della P.a. al servizio dei cittadini. Da questo punto di vista le aree di intervento su cui proponiamo di muoverci ruotano intorno ad alcuni obiettivi precisi: semplificazione, trasparenza, partecipazione, controllo sul piano delle performance.

È questo uno dei grandi ambiti, quello dei controlli, su cui il nostro legislatore è intervenuto negli ultimi vent’anni in maniera più o meno incisiva, più o meno burocratizzando il sistema. Tuttavia gli output, salvo esempi di best practice importanti ma circoscritte, non sono risultati in linea con le aspettative. Per questo gli interventi di riforma devono essere innanzitutto “a monte”: sugli strumenti di pianificazione, sui tempi e sui contenuti.

Per procedere in questa direzione è anzitutto essenziale incidere in maniera forte sul miglioramento della rilevazione della performance che chiamiamo convenzionalmente organizzativa perché questa può dare la misura di quello che è il rapporto che i cittadini hanno nei confronti delle amministrazioni. Del resto la soddisfazione finale del cittadino utente è il punto fondamentale di qualunque riforma che riguardi la Pubblica amministrazione. Per questo è importante che i cittadini possano incidere sulla performance organizzativa, con un intervento che gli consenta di comprendere esattamente se le loro attese sono state soddisfatte e questo intervento non può che essere collegato a quelli che sono tutti gli incentivi e anche le sanzioni sulla dirigenza e sul personale. Così è possibile evitare che ci sia uno scollamento tra le performance organizzative e l’output effettivo, quindi tra i risultati e la conseguente premialità o sanzione nei confronti di dirigenza e personale. Del resto è proprio quello che richiedono anche molti dei dipendenti e dirigenti che lavorano all’interno dell’Amministrazione: premiare le performance realmente efficienti.

L’ulteriore punto fondamentale su cui intervenire è il perfezionamento del quadro delle disposizioni vigenti in termini di trasparenza: occorre razionalizzarle sotto due profili. Il primo è quello del rapporto tra disposizioni che applicano il principio di trasparenza e la privacy, due diritti parimenti garantiti dalla Costituzione e che devono essere adeguatamente bilanciati all’interno del testo unico sulla trasparenza. Inoltre un ulteriore intervento in termini di razionalizzazione deve andare a semplificare, alleggerire, snellire la tempistica e gli obblighi di pubblicazione delle Pubbliche Amministrazioni. Occorre che sia pubblicato ciò che è realmente utile pubblicare, anche per non aggravare il processo di pubblicazione in modo da produrre i risultati opposti.

Per questa via si deve quindi procedere verso un miglioramento dell’istituto dell’accesso civico innanzi tutto a attraverso un processo di razionalizzazione e abrogazione delle disposizioni che, all’interno del nostro ordinamento, si pongono in maniera dissonante, sovrapponendosi al testo unico in tema di trasparenza e che creano una serie di problemi applicativi alle Pubbliche Amministrazioni.

La semplificazione è un ulteriore elemento fondamentale in un progetto di innovazione della P.A. Anche qui il punto di partenza è costituito da un quadro normativo che va ulteriormente perfezionato e implementato, a partire dal “Cad”, codice dell’amministrazione digitale, sulla cui applicazione occorre intervenire in maniera incisiva.

Ulteriore tassello importante è quello di modellare i siti web ufficiali delle Amministrazioni a misura di cittadino, per “accompagnarlo per mano” nell’esercizio dei suoi diritti.
La partecipazione è un punto fondamentale nelle riforme: occorre coinvolgere in un circolo virtuoso i cittadini in un clima di fiducia e di coinvolgimento nelle decisioni, in particolare su quelle che incidono in maniera profonda sul territorio sul quale vivono. In questo senso vogliamo partire dal coinvolgimento attraverso un istituto importante, già noto in Francia: il cosiddetto débat public, presente attualmente nel nostro codice degli appalti solo a livello embrionale. È un istituto di partecipazione di particolare importanza che consente di coinvolgere la cittadinanza a monte, nel momento in cui si prende una decisione e successivamente in tutti i passaggi della decisione stessa, per quanto riguarda la costruzione delle grandi opere, anche attraverso l’ausilio di un soggetto terzo di garanzia. In Francia questo soggetto terzo è la Commissione sulle opere pubbliche. Un intervento incisivo in questo settore deve essere rivolto a delineare una normativa ad hoc, che acquisti tutta l’importanza che merita all’interno del nostro ordinamento.

Ultimo punto importante delle riforme è quello di una maggiore garanzia di imparzialità dei soggetti fondamentali nel rapporto tra istituzioni e cittadini che si intende declinare attraverso la riforma delle autorità amministrative indipendenti. Si tratta di un intervento di riforma particolarmente importante che incide sulla vita di tutti i giorni dei cittadini, cosa che si comprende se si guarda ai settori in cui le autorità amministrative indipendenti operano: energia, trasporti, gas, privacy e, più in generale, diritti dei consumatori. La normativa attuale merita un intervento di riforma di tipo organico e in particolare di una riforma sul metodo di nomina dei vertici delle autorità indipendenti, in modo da garantire una reale indipendenza dal Governo. È essenziale a questo fine la presenza di professionalità non solo indipendenti a livello politico ma anche adeguate e dunque da nominare attraverso regole trasparenti sulla presentazione del curriculum dei candidati e una partecipazione allargata con uno specifico dibattito pubblico sulle nomine dei vertici delle autorità indipendenti.

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