PROGRAMMA DI GOVERNO #M5S: EDITORIA – Per un’informazione libera e trasparente

Editoria

Indice

Obiettivi 1
Nuove regole per disciplinare il sistema dell’informazione 1
Proposte 1
Contributi pubblici alle testate giornalistiche 1
Trasparenza sulla proprietà delle aziende editoriali 2
Abolizione Ordine dei giornalisti 2
Pluralismo del mercato editoriale e delle comunicazioni 2

Obiettivi

Nuove regole per disciplinare il sistema dell’informazione

Il mondo dell’editoria e dell’informazione è soggetto a una costante trasformazione, che sta
rapidamente coinvolgendo forme di consumo, modelli di business, modalità di generazione,
composizione e offerta del prodotto informativo, fino ad arrivare alla natura stessa della
professione giornalistica.
Prendere atto dell’evoluzione tecnologica e di mercato in corso, impone la necessità di
adottare nuove regole che disciplinano il sistema dell’informazione.
Proposte

Contributi pubblici alle testate giornalistiche

Il punto di partenza nel settore dell’editoria è l’ abolizione del finanziamento diretto e
indiretto in primo luogo ai giornali, tenuto conto che esistono quotidiani che pur non
ricevendo un finanziamento pubblico diretto usufruiscono di quello indiretto ​. A tal fine
si propone l’abrogazione e il superamento della legge delega 198/2016 e dei relativi decretiattuativi (cosiddetti decreti Lotti), che seppure abbiano introdotto dei principi di maggiore
trasparenza e merito nella distribuzione dei fondi, hanno dato vita a uno stanziamento di
risorse ingente, pari a 196 milioni di euro nel triennio 2017-2019, disposto con la legge di
bilancio per il 2017.
È necessario, inoltre, sopprimere il fondo per le tv locali, finanziato anche con una parte del
canone Rai, e riassegnare le risorse ad esso destinate ad altre finalità.
Occorre inoltre avviare una riforma complessiva del sistema delle agenzie di stampa.

Trasparenza sulla proprietà delle aziende editoriali

Uno dei principali problemi del sistema dell’informazione in Italia riguarda la presenza di
editori impuri, ovvero di soggetti che perseguono un altro interesse oltre a quello editoriale.
Parliamo della compresenza di interessi politici ed economici da parte dei proprietari di tv e
giornali. Gli esempi più eclatanti sono certamente quelli di Berlusconi, De Benedetti e
Caltagirone. L’obiettivo del M5S è creare le condizioni affinché il sistema editoriale italiano
possa virare verso il modello dell’editoria pura. A tal fine, andranno previsti alcuni benefici
per chi svolge esclusivamente o prevalentemente l’attività editoriale senza collegamenti
diretti o indiretti con società operanti in settori estranei.

Un altro strumento per convertire il sistema editoriale italiano è quello di prevedere una
sempre maggiore trasparenza. L’obiettivo è quello di introdurre l’obbligo, in capo a tutte le
testate registrate – cartacee, online e televisive –, di indicare l’assetto proprietario completo,
al fine di evitare eventuali conflitti d’interesse.

Abolizione Ordine dei giornalisti

L’Italia è l’unico Paese europeo a prevedere un ordine professionale per i giornalisti. Già nel
dibattito del Dopoguerra sulla costituzione dell’ordine furono diverse le posizioni contrarie,
da Luigi Einaudi a Mario Berlinguer. La legge attuale che regolamenta l’Ordine dei
giornalisti è del 1963. Da allora il contesto è decisamente cambiato. Basti pensare che
all’epoca i giornalisti professionisti erano circa diecimila e i pubblicisti quasi ventimila, mentre
oggi l’Ordine conta oltre 110mila iscritti. In Francia i giornalisti sono poco più di 45 mila, negli
Usa intorno ai 68mila.

Nel 2016 è stata approvata la legge 196 che delega il Governo ad adottare uno o più decreti
legislativi finalizzati alla razionalizzazione della composizione e delle attribuzioni del
Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Tali decreti non sono ancora stati adottati.
Il Movimento 5 Stelle vuole riformare tale disciplina, nel pieno rispetto dei diritti dei
giornalisti, con l’obiettivo di prevedere che l’accesso alla professione e il rispetto del
codice deontologico siano garantiti da un soggetto terzo e indipendente dalla politica ​.
Verrà mantenuto il principio del segreto professionale, così come quello dell’obbligo di
rettifica da estendere anche al web e alle televisioni.Pluralismo del mercato editoriale e delle comunicazioni
Riteniamo che il primo punto da affrontare sia quello della revisione delle soglie del
paniere del mercato delle comunicazioni ​, il cd. SIC della legge Gasparri. Oggi un
soggetto non può detenere oltre il 20% del paniere, che tuttavia è talmente ampio da
occultare le reali posizioni dominanti. Fu congegnato dal centrodestra per tutelare
Berlusconi. Dodici anni dopo dobbiamo rivedere il SIC anche alla luce della progressiva
convergenza dei vari mercati delle comunicazioni elettroniche (tv, telefonia, banda larga).
Il secondo punto è, invece, la revisione della soglia di concentrazione della stampa ​, che
oggi è del 20% della tiratura nazionale e del 50% della tiratura interregionale. Occorre
ripensare le soglie soprattutto alla luce del fatto che i colossi della stampa sono
controllati da imprese operanti in altri settori economici ​: vedi ITEDI (Stampa) che era
controllata da Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e il gruppo Espresso dei fratelli De Benedetti,
controllato da CIR tramite COFIDE, ossia di soggetti operanti nel campo delle infrastrutture,
dei componenti di autoveicoli e di assistenza socio-sanitaria.

L’obiettivo del M5S è quello di avviare una grande operazione di studio, coinvolgendo
tutti gli attori interessati, al fine di valutare quanto le soglie di concentrazione siano
ancora attuali ed efficaci ​, e, successivamente, provvedere alla presentazione di una
proposta riformatrice che riguardi sia la legge Gasparri (paniere SIC) sia le soglie nei singoli
mercati.

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Per il programma ufficiale del governo #m5S, si prega di fare riferimento a: http://www.movimento5stelle.it/programma/

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