Pensioni e lavoro: e se estendessimo la Fornero ai politici?

Quanti di noi inorridiscono solo a sentir nominare la Legge Fornero e quanti, al solo pensiero, si mettono le mani nei capelli pensando a quanti anni ancora dovranno lavorare per poter percepire la meritata pensione? Direi la stragrande maggioranza degli italiani, a eccezione della classe politica privilegiata.

Dunque, quale altra soluzione per mettere la parola fine alla Legge Fornero e impedire che in futuro vengano approvate leggi vessatorie nei confronti della gente comune, se non quella di trattare i politici al pari di tutti i cittadini? Questa è la proposta del MoVimento 5 Stelle!

Per la gente comune il “vitalizio” esiste solo se, miracolosamente, si vince qualche lotteria. Allora è il momento che i politici la smettano di beneficiare del “Win for life” senza aver dovuto scommettere un solo euro.

Per la gente comune la pensione arriva solo dopo 42 anni e 10 mesi di contributi.  Allora è il momento che tutti i politici la smettano di percepire la pensione – seppur all’età di 65 anni – dopo soli 4 anni e mezzo di legislatura.

Solo a quel punto i legislatori saranno molto più accorti nel legiferare in tema di lavoro e pensioni, perché il sedere sarà anche il loro!

In conclusione, mi raccomando di diffidare dalle imitazioni. Ascoltando l’intervista noterete che a parole sembrano quasi tutti favorevoli all’abolizione dei privilegi, ma gli unici che non ne hanno mai beneficiato e che di propria iniziativa rinunciano a buona parte dello stipendio sono i portavoce del M5S. Dico bene?

Intervista a TeleTutto del 17 agosto 2017.

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