No alla superstrada Vigevano-Malpensa: “Vogliamo investire sul territorio, non sul cemento”

Quella contro la superstrada Vigevano-Malpensa – opera inutile e anacronistica, nonché destinata a seppellire sotto una colata di cemento risorse, bellezza e posti di lavoro – è una battaglia che il Movimento Cinque Stelle ha deciso di combattere a finco dei cittadini, su ogni fronte possibile.

Questa mattina, mentre ad Albairate i trattori degli agricoltori hanno manifestato in presidio di quei territori che l’opera minaccia di devastare, assieme ad Agnese Guerreschi e Ivan Fassoli portavoce dei comitati No Tang, abbiamo incontrato il direttore generale del progetto per il ministero delle Infrastrutture: l’architetto Maria Lucia Conti. Abbiamo portato la voce dei territori dentro le istituzioni, spiegando, ancora una volta, i motivi per i quali realizzare quest’opera rappresenterebbe l’ennesimo inutile spreco di risorse.

E’ stato gravissimo scoprire che al ministero non fosse ancora stato presentato alcun progetto alternativo. Questo significa che aldilà delle dichiarazioni sulla stampa locale, i rappresentanti degli altri partiti hanno speso parole alle quali non sono seguite i fatti. Limitandosi a fare mera propaganda elettorale, sulle spalle e sugli ideali dei cittadini.

 

Agnese Guerreschi e Ivan Fassoli hanno illustrato al rappresentante del ministero le ragioni del territorio, partendo da un presupposto chiaro. L’esigenza sarebbe quella di facilitare il pendolarismo in direzione Milano, ma come può un’opera che a Milano non arriva soddisfare lo scopo per il quale era stata progettata? Poi le criticità: “La realizzazione della superstrada avrà ripercussioni enormi sull’agricoltura, sul tessuto sociale e sul traffico” spiega Ivan Fassoli. Sì perché il tragitto, anziché sfruttare la rete stradale già esistente, è progettato per passare all’interno dei campi e del Parco del Ticino. Nei primi si concentra il lavoro e la produzione agricola tipica della zona, il secondo è patrimonio dell’Unesco.

La questione traffico merita un capitolo a parte. Sì perché è di qualche giorno fa la notizia della lettera inviata da
Cecilia Wikström (Presidente della Commissione per le petizioni del Parlamento europeo) al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. A sostegno della petizione presentata dall’eurodeputata del M5S Eleonora Evi, la missiva ricorda al ministro come la Pianura Padana sia al momento uno fra i territori più inquinati d’Europa, che quella porzione di territorio è troppo bella per essere distrutta e che l’Italia rischia di essere nuovamente sanzionata dall’Unione Europea. Secondo la Wikström l’opera sarebbe: “controproducente sotto tutti i punti di vista (economico, ambientale e sanitario)” non solo l’eventualità di una sua autorizzazione sulla base di una VIA (Valutazione Impatto Ambientale) obsoleta “potrebbe contribuire alla decisione della Commissione europea di deferire di nuovo l’Italia alla Corte di giustizia per le persistenti violazioni dei limiti di inquinamento atmosferico”.

A questo punto sorge spontanea la domanda posta da Agnese Guerreschi: “Perché in Italia si ha interesse solo nel costruire nuove strade?”. In Lombardia la politica della Lega in questi anni ha portato a scelte devastanti per l’ambiente e per il portafoglio dei cittadini. Il fallimento, peraltro abbondantemente annunciato, di BrebeMi e Pedemontana è sotto gli occhi di tutti. Il Movimento Cinque Stelle è per investire sul territorio non sul cemento. Per questo continueremo ad essere a fianco dei cittadini fino alla fine di questa battaglia. Giovedì saremo presenti nel corso della conferenza dei servizi, ma è necessario che tutti i sindaci, tutti gli assessori, tutte le associazioni contrarie, facciano sentire la propria voce in maniera univoca o unitaria. Abbiamo troppo da perdere, per sacrificarlo a chissà quali interessi, di chissà chi.

L’articolo No alla superstrada Vigevano-Malpensa: “Vogliamo investire sul territorio, non sul cemento” proviene da Massimo De Rosa.



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