Mini idroelettrico: parzialmente soddisfatto della risposta del governo

A MIO AVVISO FONDAMENTALE CHE AL TAVOLO TECNICO PARTECIPINO I COMITATI E CHE LA MORATORIA SIA PREVENTIVATA ENTRO FINE ANNO

“Questa mattina il sottosegretario Velo ha risposto alla mia interrogazione relativa alle linee guida per le valutazioni d’impatto ambientale delle derivazioni idriche indicando che -con il decreto direttoriale n. 29 del 2017- è stato compiuto un avanzamento nel campo della tutela ambientale dei corpi idrici, in quanto per la prima volta a livello nazionale sono stati fissati criteri omogenei e scientificamente avanzati per effettuare la valutazione ambientale ex ante delle richieste di derivazione d’acqua” dichiara il parlamentare bellunese Federico D’Incà.

“Mi è stato risposto che, di fatto, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha costituito è un tavolo tecnico nazionale, cui partecipano anche qualificati esperti delle Autorità di bacino e dell’ISPRA” continua il deputato.

“Il sottosegretario ha delineato come nel corso della prima riunione di questo tavolo del 18 maggio scorso, è stato fissato uno stringente cronoprogramma delle attività per garantire la tempestiva operatività su tutto il territorio nazionale delle nuove linee guida. In particolare, le Autorità di bacino, unitamente alle rispettive regioni, dovranno garantire entro settembre di quest’anno il completamento delle attività di approfondimento scientifico-territoriale per la definizione dei valori di riferimento delle soglie di pressione e di impatto da utilizzare nell’ambito delle procedure di valutazione ambientale” prosegue l’esponente del M5S.

“Il Governo ha affermato come le proposte per l’implementazione distrettuale dei criteri indicati nel decreto saranno sottoposte, sempre entro ottobre, alla validazione finale del tavolo degli esperti -il tavolo nazionale- per essere successivamente portate in approvazione all’interno della conferenza istituzionale permanente delle Autorità di bacino, presumibilmente entro l’anno, novembre-dicembre 2017, in modo da garantire entro l’anno l’applicazione delle procedure. Secondo il Sottosegretario la promozione di un’eventuale moratoria sulle derivazioni fino all’operatività delle linee guida è superflua viste le scadenze temporali ravvicinate del crono programma” continua D’Incà.

“Il Sottosegretario ha affermato che nelle more dell’applicazione del decreto e nel piano di gestione delle acque del distretto Alpi Orientali è comunque già stata prevista una misura specifica per la tutela dei corpi idrici in relazione ai prelievi per uso idroelettrico. La misura si basa sull’adeguamento del deflusso minimo vitale a cura delle regioni e delle province autonome. I valori dei deflussi rilasciati a valle delle opere di presa delle derivazioni idroelettriche dovranno essere modulati nell’arco dell’anno in misura tale da preservare i processi biologici” prosegue il parlamentare.

“Devo dire che solo in parte mi reputo soddisfatto dalla risposta del sottosegretario. Sono convinto che al tavolo tecnico nazionale debbano partecipare anche i comitati che, nel corso del tempo, hanno sempre tenuto alta l’attenzione su questa problematica, proprio come Acqua Bene Comune. Credo inoltre che la moratoria debba essere preventivata entro fine anno, fino a quando cioè non ci sia un’analisi compiuta. Non dimentichiamo inoltre che devono essere rivisti tutti i calcoli per il deflusso minimo vitale perché non corrispondenti alla realtà dei torrenti e dei fiumi” incalza D’Incà.

“Sempre di più le istituzioni si devono rendere conto in cosa consiste il mini idroelettrico: di fatto, togliere l’acqua ai nostri torrenti significa mettere a repentaglio tutto l’ecosistema delle nostre valli. Queste centraline sono frutto di incentivi esagerati e sbagliati con produzioni di energia ad un prezzo di 3 o 4 volte superiore al prezzo del mercato. Inoltre, questi impianti sono progettati in gran parte nell’arco alpino: si contano 2.000 progetti in questo momento, con ben 150 impianti solo nel bellunese” prosegue.

“Oltre a questo l’incidenza di questa produzione sulla produzione totale di energia del nostro Paese è del 2 per mille. Ogni centralina produce un milionesimo del fabbisogno nazionale. L’ordine di grandezza dell’impegno finanziario -cioè quanto noi cittadini spendiamo in bolletta ogni anno per queste centraline – è di 1 miliardo di euro. Siccome la remunerazione vale per vent’anni, noi spendiamo 20 miliardi di euro per questo mini idroelettrico. Mi auguro che il tavolo tecnico prenda in considerazione tutte questi dati oggettivi che ho palesato nella mia risposta al Governo” conclude D’Incà.



FONTE : Federico D’Incà

LINK: http://www.federicodinca.it/2017/08/01/mini-idroelettrico-parzialmente-soddisfatto-della-risposta-del-governo/

Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi