Milleproroghe: facciamo un pò di chiarezza sulle periferie


I Comuni hanno bisogno di ossigeno, dopo tanti anni di tagli e sacrifici. Nel Milleproroghe abbiamo sbloccato 1 miliardo di euro per i comuni in avanzo di bilancio, così che possano rilanciare già da quest’anno gli investimenti in opere e servizi pubblici.
Ma non ci siamo dimenticati delle periferie. Innanzitutto abbiamo garantito da subito i finanziamenti ai primi 24 progetti classificati.
Poi, dopo una proficua interlocuzione tra il Presidente Conte e l’Anci, ci siamo impegnati a finanziare nel prossimo triennio anche tutti gli altri progetti in fase già avanzata (esecutiva), inserendo una norma ad hoc nel prossimo provvedimento utile.
Infine, nei 60 giorni successivi all’approvazione del decreto Milleproroghe avvieremo un monitoraggio per valutare i progetti che ancora non sono in fase avanzata. Grazie al nostro intervento i comuni torneranno a vedere la luce.
Per quanto riguarda gli avanzi di amministrazione si tratta delle risorse che molti comuni hanno accumulato in questi anni a causa dei vincoli contenuti nel Patto di Stabilità interno e, successivamente, della nuova disciplina del pareggio di bilancio. Soldi sottratti indebitamente ai servizi pubblici e accantonati. Ora sono stati sbloccati fondi per 1 miliardo complessivo in 4 anni (2018-2021): 140 milioni di euro per l’anno 2018, 320 milioni di euro per l’anno 2019, 350 milioni di euro per l’anno 2020 e 220 milioni di euro per l’anno 2021.  
Per quanto riguarda il bando per le periferie, invece, ricordiamo che era stato finanziato dal precedente Governo per metà dell’importo complessivo. Si trattava quindi di promesse più che di risorse messe realmente a disposizione. Col bando periferie molti progetti presentati devono ancora essere valutati e quindi i fondi non sarebbero stati spesi in tempi brevi. Nelle condizioni economiche attuali non possiamo permetterci di tenere fermi centinaia di milioni di euro. Li abbiamo quindi messi a disposizione da subito a tutti i comuni che abbiano un avanzo di amministrazione.
Nel frattempo, però, abbiamo garantito i 500 milioni necessari al finanziamento dei 24 progetti del bando periferie già approvati. Per quanto riguarda gli altri 96 progetti (1,6 miliardi di euro totali) come detto, quelli esecutivi verranno finanziati tramite una norma ad hoc mentre gli altri saranno attentamente monitorati nei prossimi mesi. I fondi per questi ultimi (pari a 800 milioni) verranno recuperati tramite la convocazione della Conferenza Unificata che unisce Stato, Regioni e Comuni, nella quale verrà superata anche l’incostituzionalità della legge precedente che aveva dato il via al bando Periferie (governo Renzi, 2016). Si ricorda, infatti, che una sentenza della Corte Costituzionale del 7 marzo 2018 ha dichiarato illegittimo l’art.1 comma 140 della legge 11 dicembre 2016 “nella parte in cui non prevede un’intesa con gli enti territoriali in relazione ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri riguardanti settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale”. In sostanza l’articolo viola il principio di sussidarietà, perché attribuisce a Stato e Comuni funzioni appartenenti alle Regioni (come spendere i soldi del fondo nel caso di spese riguardanti ambiti di competenza regionale). Il ricorso alla Consulta è stato presentato dalla Regione Veneto, a guida centro-destra.
In casa dem sarà sfuggito che per la questione delle periferie l’esponente del Pd Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco di Bari, ha dichiarato testualmente che “i fondi sono tutti salvi”, così smentendo la clamorosa bufala dei suoi compagni di partito.



FONTE : Paolo Parentela