Lettera aperta a Mattarella.

Lettera di un cittadino al Presidente Della Repubblica Mattarella:

Pregiatissimo Sig. Presidente,
premetto di essere un pentastellato, ma soprattutto Cittadino Italiano, padre di tre stupendi Figli, sposato da ventinove anni e residente in un Comune del nord barese.
Sono a scriverle questa missiva, dopo aver analizzato il risultato della competizione elettorale del 04 Marzo scorso.
Stiamo andando da Nord a Sud, da Levante ad Occidente della nostra bellissima Terra, alla deriva e non solo politica, ma anche economica e culturale. Gli estremismi si accentuano sempre più e spesso sfociano in vere e proprie battaglie di quartiere tra forze di estrema destra e sinistra. I nostri poveri militari, costretti a contenere le cariche di sì tali delinquenti che parlano nelle piazze di Giustizia Sociale, ma poi applicano il razzismo e lo squadrismo.
L’asticella della situazione economica e finanziaria tende sempre verso il basso; colpa delle politiche di risanamento degli istituti bancari che hanno derubato i poveri risparmiatori, non hanno dato più fiducia agli imprenditori se non agli amici degli amici e a cinici speculatori; ma anche l’economia langue e con essa, il Lavoro. Si nasconde la polvere sotto il tappeto raggirando l’art.18, con contratti a tempo determinato, ad impiego giornaliero, a tutele crescenti, interinali, co-co-co e chi più ne ha più ne metta. Stiamo continuando a svendere i gioielli di Famiglia, non abbiamo più industria pesante, le comunicazioni svendute e in stato comatoso, l’Agricoltura sotto attacco, il Manifatturiero sempre più affossato, la tecnologia esportata, le intelligenze lasciate andar via. Stiamo assistendo ad una desertificazione del nostro Territorio per la fuga dei nostri Cari Giovani, costretti ad emigrare nuovamente e questa volta anche fuori dei nostri confini, anche fuori del nostro Continente, ma neppure si nasce più, con un futuro così incerto, consapevolmente e preventivamente pochissimi di noi decidono di mettere al mondo un solo figlio.
E poi la Sanità, l’Assistenza e la Previdenza, oramai distrutte, insufficienti, inconsistenti. Lei certamente avrà visitato un Ospedale Pubblico, bene lo faccia senza annunciare la Sua visita, da Cittadino Comune, vedrà cose e tasterà situazioni al limite della decenza etica e sanitaria. Medici e paramedici costretti a turni spasmodici, manca personale, mancano le sale operatorie, mancano persino i farmaci e le siringhe, mancano i posti letto. Eppure tanto, dall’altra parte viene trasferito sulla Sanità Privata.
E i pensionati, la maggior parte di Loro vive con 480.00 euro al mese, con questa somma devono innanzitutto pagarsi i sempre più costosi farmaci visto che la Previdenza ne diminuisce il numero di esenzioni, poi c’è la spesa alimentare, qualche volta anche per il Figlio disoccupato, le bollette, sempre al rialzo; insomma un povero Anziano, oggi, dopo quarant’anni di lavoro, costretto a vivere in casa con il lumicino, senza potersi permettere una serata al cinema o in una piccola trattoria, quella di fronte alla sua dimora.
Sig. Presidente, Lei certamente condividerà con me che non possiamo più vivere in questo stato, abbiamo bisogno di riappropriarci della nostra Dignità e della nostra Felicità. Questa è sempre stata la Terra dei Poeti, degli Artisti, degli Scrittori, Essa testimonia le gesta di Grandi Condottieri, Statisti, Scienziati.
Una Terra dove scorre il Latte e il Miele, bagnata tutt’intorno da quello che fu uno splendido Mare, con le Montagne innevate le cui cime svettano alte verso il Cielo blu dell’Italia, ricca di fiori e frutti e il Sole che rende il nostro clima temperato e piacevole, dove la cucina, il nostro vino, il nostro olio ci rendono famosi in tutto il Mondo.
Sig. Presidente, eppure, sempre più nostri Fratelli patiscono la fame e gli stenti, sempre più perdono il sorriso, il pianto bagna le gote delle nostre mamme e delle nostre mogli e compagne, sempre di più perdiamo la stima e il rispetto nelle Istituzioni e qualcuno sceglie persino di mettere la parola fine alla sua miserabile vita.
Sig. Presidente, Lei che è il baluardo a difesa della nostra Democrazia, Lei che ha potuto osservare e giudicare il Governo appena trascorso, i cui risultati sono stati quelli appena da me descritti, dia fiducia al nostro Luigi Di Maio, per il semplice fatto che il M5S non ha fino ad ora governato, ma le sue intenzioni le ha messe in atto già restando in questi anni all’opposizione. In fondo, un Italiano su tre vorrebbe il MoVimento alla guida del Paese. Diamo la Fiducia a Coloro che non solo con le Parole, ma anche e soprattutto con i Fatti hanno dimostrato di essere con la Gente e per la Gente, vivendoci accanto.
In fondo, cosa di peggio potrebbe mai accadere di quello che è già successo e sta attualmente accadendo? Che magari un terremoto distrugga le poche Anime che ancora restano in piedi?
Dia la Fiducia al nostro Luigi.
E magari sarà da tutti ricordato come un Grande Presidente, come uno dei nostri Grandi Padri della Democrazia.
Non so se mai leggerà questa mia missiva, è una accorata lettera di un Italiano, come Lei.

Vito Di Vittorio

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