L’erosione democratica in Occidente si salvera’ con Internet?

Fonte: https://democraticgeography.net/2018/01/06/will-democratic-erosion-in-the-west-be-saved-by-internet-the-italian-example-of-e-democracy-resilience/

L’erosione democratica in Occidente si salvera’ con Internet? L’esempio Italiano della resilienza con la democrazia digitale

Secondo Platone, che seguiva la teoria dell’anaciclosi ai tempi delle lotte fra Sparta e Atene, le societa’ passano attraverso cinque tipi di regimi politici, sempre attraverso la degenerazione del precedente. Il primo e’ l’Aristocrazia, con il re filosofo, poi viene la Timocrazia, con i proprietari come governanti, poi l’Oligharchia, con i ricchi al potere, poi la Democrazia, con il potere per tutti, e infine la Tirannia, quando l’anarchia creata dalle disfunzioni della democrazia viene gestita di nuovo da un leader forte per mantenere l’ordine. Se guardiamo ad oggi gli esempi eterni di Sparta e Atene potrebbero non essere utili solo per le Guerre del Peloponneso, con il “dilemma del prigioniero” (Thucydides trap) alla base del realismo nelle relazioni internazionali, ma anche per il loro regimi di politica domestica.

Oggi la democrazia occidentale e’ in declino, non tanto perche’ e’ inefficiente o disfunzionale, anche se ha problemi di governance abbastanza normali quando si vive “dentro la storia”, ma perche’ prima di tutto e’ diventata funzionale al sistema economico, rendendo il potere politico schiavo del potere economico, e secondo perche’ ci si e’ dimenticati che la democrazia e’ un processo senza fine, che ha bisogno di essere costantemente nutrito ma anche riformato, altrimenti anche le istituzioni piu’ forti, piu’ stabili ed efficienti si indeboliscono e vanno in decadenza, tornando come diceva Platone addirittura alla possibilita’ di Tirannia (come e’ successo un secolo fa con il nazifascismo). L’erosione nel mondo Occidentale della democrazia rappresentativa e delle sue istituzioni, sia dall’alto – con organismi sovranazionali come l’UE o con il potere delle multinazionali e dei processi di globalizzazione – che dal basso – con la societa’ civile, e tutti gruppi e gli individui che erodono il potere dello stato, dalle organizzazioni benefiche ai gruppi criminali – dimostra un urgente bisogno di riforme per la sopravvivenza stessa della democrazia. La democrazia, con la liberazione dell’individuo dalle catene della societa’ stratificata, iniziata gia’ dai tempi dei Sumeri, continua il suo cammino senza sosta. Ma non senza intoppi e non in maniera uguale in ogni parte del mondo.

Al contrario, da una parte nel mondo si stanno formando dittature e autocrazie sempre piu’ rigide, quasi Orwelliane, da grande fratello, dove l’informazione e la comunicazione sono ancora troppo controllate, dalla Cina a Cuba, dalla Russia all’Iran. Dall’altra le democrazie occidentali sono sempre piu’ partecipate, le persone hanno sempre piu’ forza per “controllare i controllori”, i responsabili della cosa pubblica, in primis i politici, potendo partecipare direttamente al “mercato dell idee” all’interno della sfera pubblica Questo grazie anche e soprattutto all’informazione e alla comunicazione sempre piu’ trasparenti attraverso la rete interconnessa, quella che viene chiamata comunemente in inglese “Inter-Net”. Quindi stiamo attraversando una fase di polarizzazione non solo all’interno dei paesi fra persone della vecchia “sinistra e destra”, che oggi in realta’ e’ sempre piu’ una divisione fra “i cosmopoliti e i nativisti” (dato che questa e’ la nuova divisione dell’elettorato e del popolo a livello sociale, politico ed economico) ma anche una polarizzazione nel mondo fra democrazie sempre piu’ dirette e autocrazie sempre piu’ controllate.

Cosa devono fare quindi le democrazie occidentali per combattere contro questa nuova guerra ideologica del 21 secolo, non tanto basata su due modelli economici opposti – come il comunismo e il capitalismo nel secolo scorso – ma su modelli socio-politici opposti? Prima di tutto non devono andare verso l’”autoritarianizzazione”. Le repubbliche parlamentari cioe’ non devono necessariamente diventare repubbliche presidenziali, per fare governi capaci di agire con piu’ forza e agilita’ nei tempi moderni, come si e’ creduto in Italia con la proposta di abolire una delle due camere fallita al referendum. Ma devono diventare piuttosto “repubbliche popolari”, riscoprendo l’importanza della democrazia diretta, Ateniese appunto, piu’ che quella rappresentativa britannica, basata solo sull’importanza del parlamento rappresentativo, uno strumento importantissimo per tanti secoli, ma oggi diventato troppo obsoleto. Alcuni propongono di tornare all’estrazione a sorte, come appunto nell’antica Atene, un po’ simile al sistema giuridico anglosassone delle giurie (come il mio amico David Grant con il suo “Common Lot”, Lotteria comune, http://thecommonlot.com). Altri, come il Movimento 5 Stelle in Italia, propongono di usare Internet al meglio.

Con questo Movimento, nato oramai quasi dieci anni fa da uno stratega del web e da un comico famoso per protestare da decenni contro il sistema partitico della casta, per la prima volta in Italia, e probabilmente nel mondo, un partito nato dalla societa’ civile guidata online da un blog e’ arrivato a diventare il primo partito votato al Parlamento (e forse nelle prossime elezioni arrivera’ anche a formare un governo). Non solo ma per la prima volta un partito ha permesso a qualunque cittadino incensurato di candidarsi iscrivendosi online alle primarie per il Parlemento per le votazioni del prossimo Marzo.

Questo dimostra il potere di Internet di amplificare la voce delle masse, come si e’ visto nelle Primavere Arabe. Ma gia’ da almeno un decennio ci sono segnali che dimostrano come l’Internet dia potere politico ai cittadini e alle masse. Di fatto i grandi cambiamenti sociali sono spesso guidati dalle rivoluzioni nella comunicazione. Anche con l’internet le persone possono accedere a tutte le informazioni del mondo ma oltre a quello internet sta cambiando le relazioni umane e quindi la societa’, come hanno fatto la stampa e la televisione. I cittadini possono intervenire direttamente nelle decisioni politiche, commentandole, protestandole, proponendole invece di avere dei rappresentanti che una volta votati non potevano essere piu’ controllati dal rappresentato (a parte nei casi in cui il rappresentato fosse stato una persona potente). Internet portera’ quindi piu’ partecipazione e democrazia diretta, a livello locale sicuramente e forse anche a livello mondiale in un lontano futuro, attraverso movimenti dal basso che si connetteranno sulla rete per decidere su tematiche fondamentali per il pianeta quali l’energia, il cibo, la sanita’, la protezione ambientale, lo sviluppo tecnologico. E forse aiutera’ anche a ridurre le “identity politics”, le politiche basate sulle identita’ come il nazionalismo e il nativismo, facendo degli esseri umani sempre piu’ dei cittadini planetari. Questa e’ la maniera in cui le democrazie occidentali possono risollevarsi dopo l’indebolimento causato dall’inefficienza e gli attacchi che stanno ricevendo dalle dittature “orientali”, usando l’internet come strumento di democrazia invece che come strumento di controllo o repressione come fanno le autocrazie (dalla Russia infiltrandosi nelle politiche delle democrazie occidentali alla Cina controllando le proteste in internet).

Non sappiamo come andra’ a finire ma nel frattempo una governo in Italia (che ha creato Berlusconi molto prima di Trump e Renzi molto prima di Macron, mostrando il cammino agli altri come sempre succede con l’Italia, nel bene e nel male) basato sulla democrazia digitale, come un Governo del Movimento 5 Stelle, potrebbe rappresentare un esempio di buona pratica per altre democrazie occidentali. Ai posteri l’ardua sentenza. Come disse Dante uscendo dall’Inferno: “a riverder le stelle”…in primavera?

Fonte: https://democraticgeography.net/2018/01/06/will-democratic-erosion-in-the-west-be-saved-by-internet-the-italian-example-of-e-democracy-resilience/

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi