Lasciate stare Conte

“I giornali attaccano il presidente del consiglio. Di nuovo. È da prima della sua nomina che cercano di colpire il premier gialloverde. Allora s’inventarono falsità sul suo curriculum professionale insinuando che fosse gonfiato e dipingendo Conte come una specie di truffatore da quattro soldi che pur di ottenere quella poltrona si spacciava per quello che non era. Tutte infamità.
Poi ci hanno provato con la panzana del concorso universitario alla Sapienza. Per giorni hanno imbrattato i giornali sparlando di presunti conflitti d’interesse e bugie che il premier avrebbe detto per celare chissà quali indicibili verità. Tutte infamità. Non solo non c’era nulla d’irregolare in quella vicenda del concorso ma è emerso come Conte si sia comportato con una correttezza e una sensibilità inedita alla politica italiana. Rinunciando cioè in prima persona per salvare le apparenze e il decoro istituzionale.
Oggi le carogne tornano all’attacco. Se la prendono con Conte per insulse beghe amministrative del passato. Roba che paragonate ad un premier in conflitto d’interesse perfino con la mafia e che frodava il fisco per miliardi, viene da ridere. Roba che paragonate ad un premier megalomane e mentitore seriale che aveva un padre che vagava dietro le quinte del più grande appalto d’Europa, viene da piangere. Ma le carogne dei giornali a quel tempo parteggiavano per quei premier e quindi minimizzavano, tranquillizzavano e nascondevano le porcherie dei loro padroni sotto al tappeto.
Oggi sono invece tutti all’opposizione e dato che finalmente i governanti sono persone pulite e perbene, le schifezze se le inventano. Passano il tempo a vangare nel passato in cerca di qualsiasi appiglio da usare come arma per pugnalare alle spalle i governanti gialloverdi. Per rovinargli la reputazione e minare con ogni mezzo la loro autorevolezza. Vigliacchi sfascisti che non avendo contenuti politici la buttano in rissa. Ma questo ennesimo vile attacco a Conte non poteva succedere in un momento migliore perché dimostra il livello di depravazione morale raggiunto da certo giornalismo politicizzato. Da giorni le carogne dei giornali frignando per presunte volontà di censura da parte di Di Maio e dei gialloverdi. L’ennesima fake. Carnefici che si fingono vittime.
Se i giornali sono in crisi e alcune testate stanno fallendo, la colpa è solo e tutta loro. Hanno perso milioni di lettori perché sono disonesti e falsi. Hanno perso milioni di lettori perché sono obsoleti, perché non hanno niente di nuovo da dire e quel poco lo dicono pure male. Perché sono stati complici e parte del vecchio regime che gli italiani hanno seppellito nelle urne. Perché la loro cattiveria e viltà trabocca da ogni riga e da ogni pagina. Perché fanno politica e pure da cani. I giornali sono diventati davvero illeggibili ma quella è solo la conseguenza del livello squallido che ha raggiunto il giornalismo politicizzato in Italia. Una cloaca non solo dal punto di vista deontologico e professionale, ma anche umano. Una cloaca in cui è affogato il rapporto di fiducia tra cittadino e stampa. Altro che censure, i giornali si stanno censurando da soli. Fallendo. E i loro appelli accorati fanno solo pena. Sono i cittadini a farli chiudere, ignorandoli. Non i governanti censurandoli.
La vicenda Conte dimostra come anche nel giornalismo, il passaggio ad un nuovo paradigma sarà traumatico come è tipico da noi e come successo anche per la vecchia politica il 4 marzo. In Italia è inutile aspettarsi passi indietro o conversioni o ammissioni di colpe da parte delle caste. Non sanno cambiare, non vogliono cambiare. È il mondo che è sbagliato, è il mondo che ha torto, non loro. I giornalisti come i vecchi politici. Le redazioni come i vecchi partiti. Arroccati nel loro vecchiume, soffocati dalla loro arroganza. Anche se nessuno li legge più, anche se nessuno li vota più, anche se hanno la credibilità sotto le suole dei cittadini, procedono baldanzosi verso la disfatta.”

Tommaso Merlo