IL VALORE DEL LAVORO AUTONOMO IN UN MONDO DEL LAVORO CHE CAMBIA (video)

IL VALORE DEL LAVORO AUTONOMO IN UN MONDO DEL LAVORO CHE CAMBIA

 

#freelance sono lavoratori con elevate competenze e disponibili alla flessibilità che chiede il mercato, tanto da risultare l’unica categoria di lavoratori davvero dinamica: in #Europa, dal 2011 al 2015, sono aumentati di oltre il 13%, a fronte di una crescita generale degli occupati di appena il 2%. Al tempo stesso, però, questi lavoratori indipendenti sono totalmente esposti alle oscillazioni del mercato, ricevono compensi molto bassi e non hanno un #welfare adeguato che li possa proteggere nei momenti di difficoltà.

È quanto emerso dalla ricerca europea I-WIRE Independent Workers and Industrial Relation in Europe, cui ha partecipato l’associazione dei freelance #ACTA che ha presentato i dati in conferenza stampa alla #CameradeiDeputati.
Oltre 900 interviste da cui è risultato che il 75% è contento di essere un lavoratore autonomo, data la possibilità di svolgere la professione che si ama, con un equilibrio fra lavoro e vita privata. Di contro, i freelance devono fare i conti con la dura realtà, come la diffusione del fenomeno degli slash workers, ovvero coloro che svolgono più di una professione, molto spesso non per scelta, ma per necessità economica, a causa di compensi troppo bassi, o per via di un contesto non adeguato a supportare i cambiamenti in atto con le esigenze delle professioni.

Eppure il mondo delle professioni, è quello che più di ogni altro riesce ad intercettare il cambiamento, sia generazionale che sociale, dando risposte e servizi innovativi ad esigenze emergenti, sia per le imprese che per le persone.

Anche dalla nostra ricerca previsionale #Lavoro2025, sull’evoluzione del lavoro nel prossimo decennio è emerso che nel prossimo futuro si lavorerà sempre più per obiettivi e per team di lavoro, i lavoratori saranno sempre più chiamati a esercitare la propria autonomia e la propria creatività, a favore di un maggiore coinvolgimento e una maggiore auto-organizzazione dei dipendenti che saranno considerati sempre più collaboratori e collaborativi, mentre le mansioni routinarie e ripetitive saranno sempre più soggette ad automazione e la prestazione risulterà sempre meno inquadrabile in un’organizzazione rigida all’interno di una azienda.

Per questo è necessario approntare al meglio le azioni politiche per governare i cambiamenti in atto e non subirli, in una logica di servizio e del miglioramento della qualità della vita dei professionisti.

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FONTE : Tiziana Ciprini

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