Il Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina Militare Italiana

Ciao a tutti, oggi vi racconto il duro lavoro che porta avanti un gruppo di uomini preparati e coraggiosi in nome e per conto della nostra amata Repubblica.

Il Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina Militare rappresenta già dalla sua costituzione, il 15 febbraio 1960 e intitolato alla memoria del maggiore del Genio Navale Teseo Tesei, una vera e propria eccellenza mondiale.

A guidarmi in questa interessantissima visita conoscitiva c’era il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Ammiraglio Valter Girardelli, un vero e proprio archivio storico multimediale ed un appassionato divulgatore delle innovazioni che sta portando avanti la Marina Militare Italiana.

COMSUBIN è retto dall’Ammiraglio di Divisione Paolo Pezzutti dal quale dipendono a cascata i diversi reparti:

  • il Gruppo Operativo Incursori (G.O.I.), guidato dal Capitano di Vascello XXXXXXXXX che costituisce l’unico reparto di Forze Speciali della Marina Militare erede degli uomini dei Mezzi di Assalto della Marina;
  • il Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.), guidato dal Capitano di Fregata Gianfranco Stanislao Betrò, reparto alle cui dipendenze sono posti i Palombari, gli operatori subacquei con le capacità d’immersione più spinte frutto di una tradizione residente in Marina da oltre 160 anni;
  • il Capitano di Vascello Emilio Ratti comanda l’Ufficio Studi, il cuore pulsante dello sviluppo tecnologico dei materiali e mezzi utilizzati dagli uomini dei Gruppi Operativi.
  • il Capitano di fregata Cerri si occupa invece del Gruppo Scuole, suddiviso nelle scuole Subacquei, Incursori e di Medicina Subacquea ed Iperbarica, che oltre a selezionare e formare i nuovi Palombari, Incursori, Medici ed Infermieri, ha il compito di addestrare gli operatori subacquei di tutte le Forze Armate e Corpi di Polizia dello Stato;
  • il Gruppo Navale Speciale, alle cui dipendenze sono poste tre Unità Navali (Aneto, Pedretti e Marino) che sono state progettate per fornire il supporto subacqueo al personale dei Gruppi Operativi e delle Scuole di Comsubin;
  • il Quartier Generale del Raggruppamento, che assicura i servizi ed il mantenimento dell’efficienza del Comando al fine di consentire ai Gruppi sopra indicati di assolvere alla loro missione.

ll Gruppo Operativo Incursori (GOI) costituisce la componente di Forze Speciali della Marina Militare. Capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno del GOI uno strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni molto critiche.

Gli attuali scenari di conflittualità internazionale e la continua minaccia terroristica richiedono l’intervento di piccole unità non convenzionali, particolarmente addestrate ed equipaggiate.

Gli Incursori della Marina costituiscono uno strumento agile e flessibile, particolarmente idoneo ad affrontare le sfide globali perché in grado di proporre soluzioni straordinariamente concrete e di garantire al Paese un’ampia libertà d’azione con un impegno molto limitato.

La loro capacità di soddisfare requisiti politici, militari, economici e psicologici, di operare anche in clandestinità o in condizioni di isolamento, in piccolissime unità tattiche, in contesti molto ostili utilizzando tutti i mezzi, gli equipaggiamenti ed i sistemi d’arma necessari all’assolvimento della missione, ne fanno un assetto strategico di primo piano.

I compiti assegnati al GOI sono molto delicati, tecnicamente difficili e politicamente sensibili:

  • attacco ad unità navale e mercantile in porto con l’impiego di diversi sistemi d’arma;
  • attacchi a installazioni portuali/costiere e ad infrastrutture civili e militari entro la fascia dei 40 Km dalla costa;
  • operazioni di controterrorismo navale per la liberazione di ostaggi su unità passeggeri o mercantili e su installazioni marittime;
  • infiltrazione e permanenza in territorio ostile per missioni di tipo informativo e di supporto alle operazioni navali.

A questo scopo, il personale è interamente professionista e l’addestramento è molto duro, selettivo ed approfondito, in modo da garantire elevati standard operativi. Di qui discendono le peculiari capacità individuali degli operatori che devono essere in grado di fornire prestazioni:

  • condotta di mezzi navali;
  • assalto a unità navali in porto;
  • rilascio da elicotteri;
  • movimento a terra occulto notturno e diurno e superamento di pareti rocciose;
  • fuoriuscita in immersione da sottomarino;
  • aviolancio con paracadute ad apertura automatica e comandata;
  • impiego delle armi, degli esplosivi e delle cariche speciali;
  • capacità di permanenza occulta su territorio avversario;
  • condotta di autoveicoli di vari tipi e prestazioni.

Da decenni il GOI è costantemente chiamato in ogni situazione di crisi a svolgere i compiti più delicati e risolutivi di evidente valenza strategica, per rispondere in modo determinante a problemi operativi urgenti e con pericolosi risvolti politici.

Partendo dagli anni bellici con le operazioni subacquee contro il naviglio nemico, passando agli anni di piombo con la lotta al terrorismo nazionale ed internazionale con il sequestro dell’Achille Lauro negli ultimi anni i compiti affidati al GOI hanno subito un ulteriore evoluzione che lo hanno posto come centro di gravità nazionale allargando di fatto i suoi orizzonti operativi ed implementando la capacità di proiezione globale.

Dall’11 settembre ad oggi il GOI è stato impegnato in maniera sempre più preponderante anche nei principali teatri operativi terrestri, e per il contrasto a fenomeni quali la pirateria in oceano indiano o il monitoraggio degli sviluppi di crisi regionali quali la primavera araba. Da segnalare, soprattutto, le attività di Assistenza Militare a favore delle forze di sicurezza di altri paesi attraverso attività addestrative e di intelligence.

Con oltre 165 anni di storia invece la categoria “Palombari” è una delle più antiche della Marina Militare. Oggi questi uomini sono integrati nel Gruppo Operativo Subacquei.
Per svolgere le diverse missioni che gli vengono affidate il G.O.S. ha alle sue dipendenze il Reparto Pronto Impiego ed i Nuclei S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi, dislocati su tutto il territorio nazionale).

Le missioni assegnate dalla Marina Militare al Gruppo Operativo Subacquei sono:

  • condurre qualsiasi genere di intervento subacqueo, anche in alto fondale (fino a profondità superiori ai 1.000 m);
  • soccorrere gli equipaggi dei sommergibili in difficoltà mediante le apparecchiature subacquee di Nave Anteo ed un nucleo operativo chiamato S.P.A.G. (Submarine Parachute Assistance Group) che ha la capacità di proiettare nell’area del sinistro marittimo attraverso velivoli ad ala fissa o rotante, 10 operatori ed i materiali necessari sia ad allestire un campo base galleggiante per il primo soccorso, sia a stabilire le comunicazioni col sommergibile;
  • effettuare la bonifica subacquea di qualsiasi ordigno esplosivo, convenzionale od improvvisato E.O.D./I.E.D.D. (Explosive Ordinance Disposal/Improvised Explosive Device Disposal). Tale attività viene svolta quotidianamente con la neutralizzazione dei numerosissimi residuati bellici che annualmente vengono rinvenuti nelle acque nazionali.

Per le operazioni subacquee più complesse il Gruppo Operativo Subacquei si avvale delle Unità Navali raggruppate sotto il Gruppo Navale Speciale (COMGRUPNAVIN), anch’esso alle dipendenze di COM.SUB.IN., che ha il compito principale di fornire il supporto tecnico – logistico – addestrativo ai Gruppi Operativi del Raggruppamento, attraverso le tre Unità Navali alle proprie dipendenze: nave Anteo, nave Marino e nave Pedretti.

Tale supporto infatti allarga notevolmente lo spettro di impiego dei Palombari permettendo loro di raggiungere, grazie all’utilizzo delle tecniche di immersione in intervento ed in saturazione, profondità operative oltre i 250 metri, o di operare con apparecchiature e mezzi tecnologicamente avanzatissimi, come l’SRV-300 e lo scafandro rigido articolato A.D.S. (Atmospheric Diving System), una sofisticatissima “Armatura” che permette all’operatore al suo interno di muoversi sott’acqua fino a 300 mt di profondità con dei propulsori come un’astronauta nello spazio.

Per le operazioni subacquee “unmanned” i palombari sono addestrati ad impiegare una numerosa tipologia di veicoli filoguidati che permettono di investigare e recuperare oggetti dal fondo fino alla profondità di oltre 2.000 metri.

I Palombari di Comsubin sono impiegati sia in attività a tutela dei beni archeologici subacquei, sia in complesse operazioni di protezione civile. Tali peculiarità rendono la componente subacquea un vero e proprio strumento “dual use” al servizio della collettività.

Infatti il G.O.S. è intervenuto nelle recenti emergenze del Costa Concordia e del crollo della “torre piloti” nel porto di Genova ed ha prestato la propria opera in vari teatri internazionali:

  • in Golfo Persico (1987);
  • in Albania (1998);
  • nel Mare Arabico durante l’operazione “Enduring Freedom”(2001-2006) ed “Antica Babilonia” (2003);
  • in Libano (2007);
  • nelle missioni di antipirateria in Oceano Indiano (2007 – ancora in corso);
  • ad Haiti (2010) in soccorso alla popolazione a seguito di un devastante terremoto nell’ambito dell’operazione White Crane;
  • in Libia al termine del conflitto per recuperare dal fondo due Unità Navali libiche e ripristinare le banchine del porto di Tripoli (2011-2012);
  • nel centro del Mediterraneo conducendo attività d’immersione il alto fondale nell’ambito delle operazioni connesse al flusso migratorio;
  • in Sinai con un aliquota di operatori a supporto dell’M.F.O. (Multinational Force Offering);
  • in Antartide a supporto delle attività di ricerca scientifica condotte dall’Enea;

Voglio ringraziare tutti questi specialisti per il lavoro reso all’Italia e sto pensando insieme al mio staff a come valorizzare al massimo le loro imprese per aiutare i cittadini a comprendere quanto sia importante per chi rischia ogni giorno la propria vita per il sostegno della popolazione.



FONTE : Angelo Tofalo Movimento 5 Stelle

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