Il prezzo dell’abbraccio con Salvini : Un articolo di Tommaso Merlo

diTommaso Merlo :

Il Movimento è cresciuto e ha sfondato da solo. Ha sempre combattuto contro tutto e tutti. Oggi per la prima volta coopera e lo fa al governo con la Lega, un’operazione responsabile ma anche politicamente molto pericolosa. Il contratto di governo è un’ottima metodologia, ma affrontando i dettagli è inevitabile che il Movimento abbia dovuto concedere qualcosa alla Lega e viceversa. Concessioni reciproche lecite e trasparenti ma che politicamente paga solo il Movimento e pure salate. Un esempio su tutti è stata la pace fiscale che si è trasformata in una valanga di fango travestita da condono contro il Movimento. Mentre alla Lega che é apertamente favorevole anche ai condoni più schifosi nessuno chiede conto. Il fango ha travolto il Movimento anche quando ha fermato “la manina” e non sulla Lega che l’ha mossa. Il Movimento paga ogni minima zona d’ombra, ogni vera o presunta deviazione dalla sua linea e dai suoi valori, mentre la Lega cresce nei sondaggi anche se per esempio si rimangia la flat tax o accetta il reddito di cittadinanza. Questo succede perché – ieri come oggi – il Movimento è l’unica vera forza innovativa e di cambiamento della politica italiana. Ed ha pure mire rivoluzionarie. La colpa del Movimento non è tanto il suo programma ma il suo fine ultimo che è quello di sostituire le caste coi cittadini, introdurre un nuovo modello di democrazia e una nuova cultura politica. Colpi fatali per qualsiasi regime. E se il Movimento ambisce ad un nuovo paradigma, Salvini no, Salvini garantisce continuità. Per questo i resti del vecchio regime si stanno coagulando tutti dietro a lui. Il loro è un disperato tentativo di sopravvivere. E per questo il Movimento paga triplo ogni minimo grigiore nella sua azione governativa, ogni minimo cedimento vero o presunto. Perché le caste del vecchio regime vogliono dimostrare che il modello a 5 stelle non funziona e che il Movimento è uguale a loro culturalmente e politicamente e che non ci sono alternative alla partitocrazia. Salvini invece alle caste del vecchio regime va benissimo perché è uno di loro, perché è compatibile e funzionale a loro. Piace sia alla fu destra che alla fu sinistra. Alla fu destra come nuovo capo e quindi fautore di poltrone. Alla fu sinistra come nemico ideale e quindi fautore di rimpatriate ideologiche. Salvini è vecchio come loro e lo è da qualunque punto di vista lo si guardi: politico, personale, culturale, ideologico, organizzativo, programmatico, mediatico. Nella Lega di Salvini non c’è assolutamente nulla di nuovo tranne il fatto di essere tornato di moda dopo anni di purgatorio. Salvini è un mix del peggio che va dai cinguettii di Trump fino alle nostalgie di Orban per passare al cabaret mediatico di berlusconiana e renziana memoria. Salvini dovrebbe baciare i piedi dei migranti clandestini per il suo successo politico (e sarà per quello che non li rispedisce a casa tutti col primo aereo come aveva promesso) e deve baciare anche i piedi di Renzi che ha svenduto i porti italiani per gli 80 euro facendoli entrare in massa. Salvini è la vecchia destra in salsa social media ma dietro a quel sorriso bonario e quell’immagine friendly c’è il leader più accentratore visto a destra negli ultimi decenni. Perfino Berlusconi e Bossi avevano attorno dei gerarchi, perfino Renzi aveva attorno un giglio magico, Salvini è completamente solo. Si è creato il vuoto attorno pur di spadroneggiare. Strategia che paga finché splende il sole, ma al primo scivolone si trascinerà tutti a terra. Un film già visto mille volte e che proprio per questo piace alle caste del vecchio regime. Perché in quel vecchio film c’è una parte anche per loro mentre in quello che propone il Movimento 5 Stelle se la scordano. Nei primi mesi di governo il Movimento ha fatto tanto e bene ma il prezzo politico dell’abbraccio con Salvini comincia a farsi sentire. La verità è che il Movimento è solo più che mai. E lo deve restare. Ed ha contro tutto e tutti come sempre. E li deve avere. Salvini è l’ultimo baluardo del vecchio regime, l’ultima sua metamorfosi. E come tale deve essere trattato.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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FONTE : : Diario di uno scrittore

Autore: Tommaso Merlo

Sono nato nel giugno del 1973 ed ho una figlia, ho sempre vissuto sulle sponde piemontesi del Lago Maggiore. Dopo la laurea in Economia a Parma nel 1998 e la specializzazione in Cooperazione Internazionale all’università di Bologna, ho intrapreso la carriera di operatore umanitario. Ho gestito progetti e sedi estere sia per ONG che agenzie ONU in Africa, Medio Oriente, Asia Centrale ed Est Europa. Nell’ambito delle mie missioni ho lavorato in diversi ambiti, dalla costruzione di pozzi d’acqua in Africa, alla ricostruzione di case nei campi profughi palestinesi in Giordania, all’emergenza post terremoto in Iran, alla costruzione di case nel Donbas nel sud dell’Ucraina, all’organizzazione delle elezioni in Afghanistan, alla riabilitazione delle cooperative agricole nel sud del Libano. Sono fiero di essere tra quelli che ad “aiutarli a casa loro” c’é andato per davvero rischiando anche la vita. Da tutte le mie missioni sono sempre tornato con la convizione di aver più ricevuto che dato, e che l’unica “categoria” che ha senso é quella dell’essere umano.

Dal 2016 mi sono dedicato alla scrittura. Dopo i primi libri “reportage” e svariati articoli, ho virato verso una direzione più artistica scrivendo libri che amo definire “pulp”. Libri ambientati nell’oggi e che affrontano le sfide dell’uomo moderno. Libri di contenuto ma con un sorriso e un approccio positivo alla vita.

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