I Benedetti editori impuri : Un articolo di Tommaso Merlo

diTommaso Merlo :

Alla famiglia De Benedetti piace da pazzi il Pd. Hanno armadi pieni di Rolex ma il cuore batte a sinistra da sempre. Tra tutti i segretari che si sono succeduti, i De Benedetti hanno preso una cotta speciale per Renzi. Un segretario che ha coronato il sogno di tutti gli uomini di sinistra pieni di grana e cioè svoltare a destra e massacrare i diritti dei poveracci. Un rapporto molto intimo che secondo le cronache sfociò con la famosa soffiata da 600.000 euro che il capostipite della famiglia strappò allo statista di Rignano sull’Arno. La vita è così. Non c’è come dare per ricevere. E la famiglia De Benedetti al Pd ha dato più di chiunque altro. Si è spinta a gettare nella spazzatura montagne di soldi per difenderlo e promuoverlo e ancora oggi si sacrifica pagando lo stipendio a centinaia di persone che si definiscono giornalisti e che dalle colonne di giornali come La Repubblica e La Stampa fanno quotidiani salti mortali per inventarsi balle da scrivere a favore del Pd e dei cugini sfigati del mondo rolexista. Uno sforzo immane soprattutto da quando i cittadini hanno pensato bene di sfanculare il Pd, Renzi e tutto quel mondo che piaceva tanto alla famiglia De Benedetti. Una catastrofe. Invece di leggere i loro giornali e votare di conseguenza, i cittadini non li comprano più nemmeno per pulire i vetri o da mettere sul pavimento quando i cuccioli non hanno ancora imparato a farla fuori di casa. E nonostante il fango scorra a fiumi dalle loro servili penne, il vento si ostina a non cambiare. Davvero una catastrofe che sta ponendo la famiglia De Benedetti difronte ad un bivio epocale. O resistere rischiando di finire con le pezze al culo, oppure calare le brache e cambiare mestiere. Per il momento la famiglia tenta ancora di resistere e cioè si ostina a buttar via montagne di soldi a stampare tonnellate di carta che da quando stanno chiudendo le edicole non sanno nemmeno dove piazzare. I De Benedetti sanno benissimo che a furia di tifare Pd e rolexisti e scrivere balle, i loro giornali sono talmente sputtanati da non influenzare minimamente l’opinione pubblica. Sanno benissimo che è finita un’era e che i loro giornali non offrono nessun ritorno né economico né politico e sono solo soldi buttati nel cesso. Ma la legnata in testa del 4 marzo ancora gli fa male e non riescono a smettere di rosicare e di prendersa coi colpevoli e cioè con quel Movimento 5 Stelle che ha sottratto milioni di voti alla fu sinistra e soprattutto lo ha fatto senza stampare un solo foglio di carta e senza aver mai baciato i piedi a nessun aristocratico editore come loro. Un affronto inaccettabile perché colpisce il pilastro incestuoso del rapporto tra partiti e stampa che reggeva il vecchio paradigma e che ha fatto la fortuna della famiglia De Benedetti per decenni. Questo è il punto nevralgico al di là delle divergenze politiche. Il Movimento 5 Stelle è la dimostrazione che certi editori impuri sono inutili per la politica che può vincere anche senza di loro e può fallire anche con loro. E non solo. Il Movimento 5 Stelle osa sostenere che i cittadini hanno il sacrosanto diritto di conoscere quello che succede nel proprio paese senza che qualche debenedetto di turno ci ficchi il naso. E che certi editori impuri danneggiano i cittadini e quindi la democrazia facendo propaganda politica invece che informazione. Un affronto fatale che è l’origine di tutto il fango che sgorga ogni giorno contro il Movimento e contro il governo da giornali come La Repubblica e La Stampa. Da buona famiglia di sinistra, forse i De Benedetti sono preoccupati per il destino di quelle centinaia di servili penne camuffate da giornalisti. Certo, per loro sarà dura senza guinzaglio soprattutto i primi tempi. La libertà non è facile da gestire. Ma molte penne di fango sono ormai vecchie e rimbambite e i polli allevati in batteria impareranno a volare verso un giornalismo degno di una democrazia moderna. Che quindi la famiglia De Bendetti si metta il cuore in pace e con fiducia si cali le brache e cambi mestiere.

Tommaso Merlo

http://www.tommmasomerlo.com

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FONTE : : Diario di uno scrittore

Autore: Tommaso Merlo

Sono nato nel giugno del 1973 ed ho una figlia, ho sempre vissuto sulle sponde piemontesi del Lago Maggiore. Dopo la laurea in Economia a Parma nel 1998 e la specializzazione in Cooperazione Internazionale all’università di Bologna, ho intrapreso la carriera di operatore umanitario. Ho gestito progetti e sedi estere sia per ONG che agenzie ONU in Africa, Medio Oriente, Asia Centrale ed Est Europa. Nell’ambito delle mie missioni ho lavorato in diversi ambiti, dalla costruzione di pozzi d’acqua in Africa, alla ricostruzione di case nei campi profughi palestinesi in Giordania, all’emergenza post terremoto in Iran, alla costruzione di case nel Donbas nel sud dell’Ucraina, all’organizzazione delle elezioni in Afghanistan, alla riabilitazione delle cooperative agricole nel sud del Libano. Sono fiero di essere tra quelli che ad “aiutarli a casa loro” c’é andato per davvero rischiando anche la vita. Da tutte le mie missioni sono sempre tornato con la convizione di aver più ricevuto che dato, e che l’unica “categoria” che ha senso é quella dell’essere umano.

Dal 2016 mi sono dedicato alla scrittura. Dopo i primi libri “reportage” e svariati articoli, ho virato verso una direzione più artistica scrivendo libri che amo definire “pulp”. Libri ambientati nell’oggi e che affrontano le sfide dell’uomo moderno. Libri di contenuto ma con un sorriso e un approccio positivo alla vita.

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