Gentiloni comincia subito a cedere sovranità: in UE senza sentire il Parlamento

La sovranità espropriata un pezzetto alla volta. E questa volta tocca al Parlamento Italiano (che è appunto sovrano, secondo la Costituzione appena salvata dai cittadini): niente voto parlamentare sul Consiglio europeo, in calendario giovedì prossimo.

Finora i Governi, prima di ogni Consiglio Ue, hanno comunicato al Parlamento la posizione che intendevano assumere in Europa in rappresentanza dell’Italia sui vari temi, ricevendo poi mandato dalle Camere dopo il voto sulle risoluzioni delle varie forze politiche (è la legge 234 del 2012). Sia chiaro: il Parlamento, a maggioranza, non ha mai votato contro le proposte governative. Però almeno la nazione salvava la faccia, consentendo ai propri rappresentanti di essere informati, discutere, votare e decidere sulle istanze da portare in Europa.

Bando alle ciance, deve essersi detto il nuovo esecutivo: tutti sanno che il Parlamento non conta nulla, che il governo italiano è sottomesso all’Europa in tutto, quindi perché perdere tempo? D’altronde Gentiloni è colui che nel 2012 twittava: “Dobbiamo cedere sovranità all’Europa”, quindi se ne andrà a Bruxelles senza informare gli italiani e con le mani libere riguardo a dossier scottantissimi quali: immigrazione e accordi di Dublino, MES Cina e sanzioni alla Russia.
Il Parlamento sarà allora lasciato a commemorare ricorrenze, mentre i burattinai prenderanno le decisioni per nostro conto oltreconfine. E tra i burattinai, ne siamo certi, Gentiloni non è neppure incluso.



FONTE : Marco Brugnerotto