CHIUSURE DOMENICALI: MAGGIORE TUTELA DEL COMMERCIO E DEI DIRITTI DEI LAVORATORI

In commissione abbiamo iniziato l’iter per rivedere le assurde liberalizzazioni del governo #Monti sugli orari di apertura degli esercizi commerciali, rivelatesi fallimentari sia per l’economia, sia per la salute dei lavoratori e delle famiglie italiane.

La nostra è semplicemente una misura di buon senso che mira a salvaguardare la volontarietà del lavoro domenicale e festivo, assicurando i diritti di tutti, sia ai piccoli esercenti, sia ai dipendenti nella #GDO.

Attualmente, l’Italia è l’unico Paese europeo a far registrare queste assurde condizioni di lavoro. Come forza di governo, abbiamo l’obbligo di tutelare il commercio e, al contempo, le famiglie: perciò è necessario prevedere una gestione più razionale delle aperture nei giorni festivi, non votata soltanto al mercato, ma anche alle esigenze di lavoratori e piccoli commercianti, stritolati in questi anni dalla morsa delle liberalizzazioni.

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“In commissione abbiamo iniziato l’iter per rivedere le assurde liberalizzazioni del governo Monti sugli orari di apertura degli esercizi commerciali, rivelatesifallimentari sia per l’economia, sia per la salute dei lavoratori e delle famiglie italiane”. È quanto affermano i deputati pentastellatiTiziana Ciprini eFilippo Gallinella, in merito alla proposta di legge del Movimento che mira a ripristinare le chiusure domenicali e riaffidare alle Regioni la competenza in materia.

“Quella presentata – aggiungono i parlamentari – non è né una misura punitiva nei confronti degli esercenti, né un provvedimento che mira a diminuire i posti di lavoro, come cerca di far credere parte dell’opposizione. La stessa, che in tv attacca ilMovimento 5 Stelle e la sua pdl, per poi presentare proposte analoghe che mirano a superare la legislazione vigente, limitando le liberalizzazioni. La nostra è semplicemente una misura di buon senso che mira a salvaguardare la volontarietà del lavoro domenicale e festivo, assicurando i diritti di tutti, sia ai piccoli esercenti, sia ai dipendenti nella GDO.

Chiaramente – continuano i deputati – sono escluse dalla proposta le attività commerciali nei comuni a carattere turistico e le attività di somministrazione di alimenti e bevande. Per quanto riguarda gli e-commerce, invece, il consumatore potrà continuare a collegarsi ai siti e acquistare prodotti, ma se l’attività commerciale si svolge in Italia, non potrà essere esercitata.

Ricordiamo, inoltre, che già durante la scorsa legislatura il Movimento 5 Stelle aveva presentato una legge che mirava al superamento del regime ultraliberista imposto dai precedenti governi: legge che fu approvata alla Camera, ma poi fermata al Senato.

Il nostro obiettivo – incalzano i deputati – è quello di giungere ad una proposta condivisa da tutte le forze politiche, con il fine ultimo di mettere un freno alla libertà indiscriminata di apertura degli esercizi commerciali nei giorni festivi: oltretutto, la normativa attuale, non prevedendo alcuna distinzione tra piccoli e grandi commercianti, ha creato non pochi problemi, sia sul piano della ripartizione delle competenze tra Stato e regioni, sia in termini di danno ai piccoli commercianti che si sono trovati in una situazione di concorrenza diretta e spietata, portando alla desertificazione dei centri storici e dei quartieri più periferici.

Pensiamo che i territori debbano essere liberi di scegliere, garantendo anche un piccolo margine di chiusura, con una turnazione mirata dal doppio obiettivo: rispondere alle esigenze dei consumatori, e garantire una migliore qualità della vita a chi lavora nel commercio, sia nella GDO che come piccolo esercente.

Attualmente, l’Italia è l’unico Paese europeo a far registrare queste assurde condizioni di lavoro. Come forza di governo – concludono Ciprini e Gallinella – abbiamo l’obbligo di tutelare il commercio e, al contempo, le famiglie: perciò è necessario prevedere una gestione più razionale delle aperture nei giorni festivi, non votata soltanto al mercato, ma anche alle esigenze di lavoratori e piccoli commercianti, stritolati in questi anni dalla morsa delle liberalizzazioni”.

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FONTE : Tiziana Ciprini