“CASO GALA”, INTERROGAZIONE M5S ALLA CAMERA SU NODO ONERI

 
Il “caso Gala”, la società attiva nel mercato libero dell’energia, non può più operare come fornitore di energia, a causa del suo fallimento. I lotti di gestione di Piemonte, Val d’Aosta, Veneto e Fiuli, sono stati così messi sul mercato, ma nessuna società è subentrata. Su questo argomento l’onorevole Davide Crippa del MoVimento 5 stelle ha presentato, nei giorni scorsi, una interrogazione al ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’economia e delle finanze per avere chiarimenti sulla situazione.
Il Caso Gala conterebbe un’esposizione finanziaria (in procedura di concordato con riserva) che, secondo diverse fonti stampa, avrebbe raggiunto complessivamente i 4-500 milioni di euro; oltre a e-distribuzione, anche Unareti e Inrete avrebbero risolto il contratto di trasporto con la società e il settore si interroga su come verrà coperto l’ammanco in questo caso e in generale nei casi di morosità. Il presidente di Acea Luca Lanzalone ha quantificato in “qualche centinaio di milioni di euro” l’esposizione delle società, prefigurando che l’importo “ricadrà sugli utenti”.
La situazione della società Gaia è infatti molto complessa: si parla infatti di garanzie presentate dalla società a copertura del rischio inadempienza rivelatesi poi inadeguate, nonché di garanzie risultate non esecutibili, in un caso per fallimento del soggetto emittente – un operatore finanziario dell’Est Europa -, e in un altro perché non riconosciute dal soggetto emittente (italiano) e le garanzie sarebbero state acquisite attraverso un broker. Il 12 luglio scorso il Tribunale di Roma ha respinto il ricorso di Gala contro la sentenza con cui gli è affermata la validità dei contratti di trasporto di e-distribuzione e Areti, a dispetto dell’annullamento da parte del giudice amministrativo delle delibere in cui l’Autorità affermava lo stesso principio. Dalla sentenza iI Tribunale avrebbe ritenuto tra l’altro che gli oneri di sistema siano oneri “fiscali”, rivolti alla generalità dei cittadini, che e-distribuzione riversa integralmente allo Stato, che gli stessi sarebbero stati da Gala considerati come dovuti e, pertanto, regolarmente corrisposti per sette anni, senza alcuna contestazione, che, anche se l’Aeegsi (come ritiene il Consiglio di Stato) non avrebbe il potere di integrare i contratti, le parti avrebbero disciplinato volontariamente nel contratto di trasporto il trattamento degli oneri generali di sistema, sia per quanto attiene al relativo versamento sia per quanto riguarda la determinazione delle garanzie e che sarebbe logico un sistema che fa gravare su coloro che hanno contatto con i clienti finali, il rischio del loro mancato pagamento.
I giudici avrebbero inoltre dichiarato infondata la denuncia avversaria di abuso di posizione dominante e la denuncia avversaria di violazione, da parte di e-distribuzione, della normativa europea di settore e del principio di libera concorrenza del mercato elettrico. Nel corso delle audizioni annuali dell’Autorità per l’energia, A2A, senza citare Gala, avrebbe parlato di “una società di vendita” inadempiente, che ha prestato garanzie non utilizzabili, creando un “buco” a fronte del quale A2A si sta preparando ora a fare uno stanziamento in bilancio “importante”. Il presidente dell’Autorità avrebbe anche ribadito che nel medio termine la soluzione alla situazione dovrà essere quella proposta dall’Aeegsi di una “maggiore fiscalizzazione. Dico maggiore, non completa, che metterebbe in difficoltà la fluidità” del meccanismo per tutti i soggetti beneficiari degli oneri.
Dal 18 luglio migliaia di utenze servite da Gala, se non sono passate ad un altro operatore, sono servite in regime di ultima istanza, così come annunciato da una nota di Acquirente Unico trasmessa a tutti i clienti finali di Gala, ma ben presto l’Autorità tornerà ad intervenire su questo argomento.
«La richiesta di socializzare – avrebbe dichiarato Bortoni – sarà l’ultima spiaggia, non si andrà subito a socializzare il buco. Dovremo riformare le decisioni della giustizia che non stanno in piedi, pur rispettandole. Nel contempo dovremo definire formule di sopravvivenza da qui al nuovo assetto ‘a canone Rai’, spero che il transitorio sia di alcuni mesi, vedremo».
Vista la situazione, molto grave è necessario sapere se gli oneri non pagati dai morosi dovranno andare nella generalità delle bollette degli utenti italiani, se il maggior costo sarà sopportato dagli aderenti alla gara Consip che andranno in salvaguardia e se il rischio di socializzazione delle perdite sia una possibilità realistica.



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