BLOCKCHAIN: QUALE RUOLO PER L’ITALIA? | SEMINARIO FUB

C’è grande attenzione attorno al tema della BLOCKCHAIN. Un fermento di iniziative che va dalle start-up anticontraffazione in materia alimentare, alle applicazioni per la sanità, ai servizi per la pubblica amministrazione e per il sistema paese. Non solo bitcoin e criptovalute quindi. Ne abbiamo parlato oggi al seminario organizzato dalla Fondazione Ugo Bordoni sul ruolo della Blockchain sui servizi, PA e imprese. E’ un segnale importante se consideriamo che la Commissione europea ha già investito oltre 80 milioni di euro in progetti a sostegno dell’uso della blockchain nelle aree tecniche e sociali e circa 300 milioni di euro in più saranno investiti entro il 2020.

E pensare che inizialmente l’Italia non era tra i 23 paesi europei che hanno firmato una dichiarazione congiunta per la costituzione di un partenariato sulla Blockchain. Una volta insediati al Governo, abbiamo ritenuto opportuno colmare questa lacuna. E proprio questo giovedì, il Ministro Di Maio formalizzerà a Bruxelles l’adesione dell’Italia.

Cosa possiamo fare in Italia per incoraggiare gli investimenti e, dunque, le sperimentazioni sulla blockchain? Occorre creare le condizioni normative e amministrative perché si possano sviluppare dei Blockchain district per attirare le migliori competenze e fare dell’Italia un laboratorio sperimentale di questa nuova tecnologia evitando la diaspora delle migliori energie di questo paese. Penso dunque al sandbox normativo, uno strumento pensato per aiutare le organizzazioni a testare vari prodotti e servizi in un mercato reale e con apposite misure di protezione del cliente, ma senza regolamentazioni restrittive.

Siamo ancora agli inizi di questa tecnologia ma l’impatto di una tecnologia aperta, decentralizzata, neutrale e resistente alla censura è vicino.

L’articolo BLOCKCHAIN: QUALE RUOLO PER L’ITALIA? | SEMINARIO FUB proviene da Mirella Liuzzi | Cittadina Portavoce.



FONTE : Mirella Liuzzi | Cittadina Portavoce