Vigevano-Malpensa: No ad un’opera inutile, sì all’ascolto del territorio
Vigevano-Malpensa: No ad un’opera inutile, sì all’ascolto del territorio

Vigevano-Malpensa: No ad un’opera inutile, sì all’ascolto del territorio

Di fretta e senza ascoltare.

Questo è il modo in cui si sta cercando di far digerire forzatamente ai territori il progetto della superstrada Vigevano-Malpensa. Una colata di cemento non necessaria, incapace di rispondere alle esigenze dei cittadini e che andrà a mutilare eccellenze quali il Parco del Ticino, attualmente patrimonio dell’Unesco.

La riunione preparatoria alla Conferenza dei servizi, in programma il 14 dicembre, convocata con soli due giorni di preavviso ha di fatto impedito a molti sindaci contrari al progetto, di far pervenire a Roma le voci dei paesi coinvolti che, ancora una volta, sono rimaste inascoltate. Chiediamo vengano prese in considerazione le istanze del territorio. Le alternative ad un progetto inutilmente mostruoso nelle sue dimensioni, esistono e sono da tempo a disposizione, ma sembra che nessuno sia interessato ad ascoltarle. In un primo momento il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici aveva rimandato ad ANAS il progetto in quanto non conforme alla normativa vigente. Accompagnandolo con richiesta di integrazioni e modifiche sostanziali. Nella successiva riunione ha poi, di fatto, approvato lo stesso progetto dimenticando le indicazioni dei cittadini e contraddicendo platealmente il precedente parere. Attualmente i rappresentanti legali dei comuni stanno vagliando se la procedure eseguita possa o meno considerarsi conforme alla normativa vigente.

Corriamo concretamente il rischio di ritrovarci con un altro fallimento annunciato. Praticamente con un’altra Pedemontana. I cittadini non solo pagherebbero il prezzo di un’opera inutile con la devastazione del loro territorio, ma sarebbero anche costretti a sostenerne i costi economici, proprio come sta avvenendo per il fallimentare progetto della Lega. Manca del tutto uno studio esaustivo, che tenga ciò conto degli attuali flussi di traffico veicolare, dei costi/benefici legati alla realizzazione dell’opera. Inoltre, fanno notare i comitati, sarebbe maggiormente opportuno sostenere un investimento di questo tipo a favore di opere che servono realmente al territorio. Come ad esempio il rimodernamento e il raddoppio della linea ferroviaria Milano Mortara, partendo dal tratto Albairate-Abbiategrasso. O come lo sviluppo di un’adeguata rete di piste ciclabili.

L’incessante lavoro dei comitati ha portato la questione anche all’attenzione del Parlamento Europeo. Merito di una petizione, attraverso la quale negli anni sono state raccolte circa 14mila firme, fra i cittadini contrari alla tangenziale. Una petizione sottoscritta, tra gli altri anche da Agnese Guerreschi, dei Comitati No Tang, Michele Bona, sindaco di Cassinetta di Lugagnano e Giovanni Pioltini, sindaco di Albairate. Durante la seduta dello scorso 11 ottobre Cecilia Vikstrom, Presidente della Commissione Petizioni dell’Unione Europea riguardo alla petizione ha commentato: “Questa parte d’Europa è troppo bella per essere distrutta”,

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