Verso una strategia esterna dell’UE contro i matrimoni precoci e forzati

Quando sentiamo parlare di matrimoni forzati, siamo portati a credere che si tratti di qualcosa di remoto. Nel tempo e nello spazio.

Tristemente, si tratta invece di un problema più che mai attuale. Ciò che è più triste, si tratta di una gravissima violazione dei diritti umani che a volte si compie proprio sotto i nostri occhi.

Alcuni giornali, ad esempio ne hanno denunciato la presenza in una delle città in cui sono cresciuto: Palermo. Adolescenti comprese tra i 13 ed i 17 anni, originarie, perlopiù di Bangladesh, Pakistan, India e Sri Lanka sono letteralmente scomparse da scuola, da un giorno all’altro, per essere rispedite dalle loro famiglie nei loro paesi d’origine e là sposare l’uomo che era stato scelto per loro e che loro non avevano mai visto.

Ciò dimostra che la lotta ai matrimoni forzati deve essere combattuta su tutti i fronti, all’interno e all’esterno del territorio europeo e dalle istituzioni a tutti i livelli: a partire da chi negozia i trattati commerciali con questi paesi ed ha il dovere di condizionare qualsiasi beneficio al raggiungimento di standard minimi in questo importantissimo settore, fino ad arrivare alle maestre delle scuole che – come dimostrano le vicende di Palermo – svolgono un ruolo primario nel vigilare e denunciare.

L’intervento di Ignazio Corrao a Strasburgo del 2 luglio 2018.

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FONTE : Ignazio Corrao

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