UPDATE: Le balle di Repubblica (il cui condirettore è candidato con il Pd)

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di MoVimento 5 Stelle Europa

UPDATE DELLE ORE 16
Repubblica dimostra ancora una volta la scorrettezza con cui opera. Le mail pubblicate dal giornale del Pd dimostrano quanto affermato stamattina. L’elenco delle altre missioni pubblicate nel nuovo articolo sono state sottoposte a normale verifica interna e giudicate conformi, tant’è che per nessuna di quelle è stato chiesto il rimborso. A tutti i funzionari, anche ai colleghi di Cristina Belotti viene normalmente chiesta verifica delle missioni. Non è il primo caso in cui l’amministrazione di un gruppo verifica le attività dei funzionari. Consigliamo a Repubblica di cambiare fonti, onde evitare altre polpette avvelenate. Di seguito rispondiamo punto per punto alle illazioni del giornale del PD.

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1. A Cristina Belotti non sono mai state richieste le dimissioni né dalla delegazione né dal gruppo Efdd. Si è ragionato sul come procedere con la richiesta da parte di Belotti per l’aspettativa non retribuita, correttamente gestita dall’amministrazione del Parlamento europeo (nel rispetto delle regole e con l’opportuna documentazione. Esiste la documentazione ufficiale del Parlamento europeo con sede in Lussemburgo).
2. Il giornale del pd Repubblica pubblica un elenco di missioni che rappresentano tutte le missioni svolte nell’attività di Belotti, in qualità di funzionario. Non sono missioni contestate. Se così fosse, chiediamo a Repubblica di pubblicare il risarcimento economico richiesto a Belotti.
3. La missione di Strasburgo a cui si fa riferimento nel “verbale” è stata rinunciata da Belotti perché arrivata a Strasburgo (era un treno e non un aereo) e ripartita il giorno dopo. Pertanto ha fatto richiesta di rinunciare alla copertura economica della missione. Il giorno prima (domenica) Belotti e altri funzionari del gruppo si trovavano a Treviso per un evento EFDD sul ricorso alla CEDU (venerdì 10 dicembre – tutto documentato) e sempre durante quella settimana il gruppo ha organizzato un evento EFDD sul tema della Robotica a Milano presso la sede della Triennale (domenica 17 dicembre, tutto documentato) e un evento sulla Democrazia Diretta e partecipata (venerdì 15 dicembre, tutto documentato). Anche la missione a Messina, citata nell’articolo, riguarda un evento EFDD sui fondi europei (tutto documentato).
4. Falsità anche sulla richiesta di rimborso del volo: si riferisce a un volo per raggiungere la sede del Parlamento europeo dall’Italia per la riunione del 19 dicembre. Richiesta doverosa per ogni funzionario che si sposta per attività lavorative.
5. In sede di riunione l’amministrazione ha mostrato tutte le missioni che sono state ritenute pertinenti. Ogni spostamento è stato dimostrato.
6. Ogni missione di Belotti è avvenuta in presenza di parlamentari europei e per regolari attività con la leadership.

Il 21 febbraio ore 10.30 si terrà l’udienza con il giornale del pd La Repubblica per la grave diffamazione fatta ai danni di Luigi Di Maio. Saremo lieti di procedere anche in questo caso a opportuna querela. Si consiglia inoltre al giornalista di andare a controllare cosa fanno e dove sono tutti i funzionari e i dipendenti dei partiti italiani rappresentati in Europa. Il MoVimento 5 Stelle è l’unico ad aver rinunciato ai soldi del partito e della fondazione europea. Mentre gli altri, che hanno un esercito di dipendenti pagati dalle istituzioni europee, meriterebbero una adeguata attenzione e approfondimento che adesso ci aspettiamo dalla “libera” stampa italiana.

Articolo originale:
Le informazioni pubblicate da Repubblica sono false e mistificatorie.

1) Non c’è stata nessuna irregolarità nelle missioni in Italia di Belotti, infatti Repubblica non mostra alcun documento in supporto a quanto sostiene. Se li ha li pubblichi, altrimenti chieda subito scusa. Nel caso specifico della missione di 196 euro, è stata rimborsata in maniera del tutto volontaria da Belotti poiché in concomitanza con un evento di chiusura campagna a cui ha partecipato a titolo volontario. Quindi per evitare fraintendimenti ha preferito spontaneamente rinunciare al rimborso, andando però di fatto a coprire privatamente spese di viaggio sostenute nell’esercizio della sua funzione. Peraltro risale a giugno 2017, nulla a che vedere con la campagna di Di Maio

2) Non è esploso alcun caso tra MoVimento 5 Stelle e amministrazione EFDD, non è mai arrivata nessuna richiesta informale di dimissioni a nessuno, non sono mai state contestate missioni per 15.000 euro. Anche qui nessun documento a supporto: perchè non esistono. Le attività dei collaboratori vengono controllate ogni anno prima della chiusura dei bilanci, ma questo rientra nella normale amministrazione e vale per tutti i responsabili di delegazione.

3) Le informazioni corrette erano state fornite al giornalista di Repubblica che invece ha deciso di pubblicare illazioni e falsità e ne risponderà in tribunale. Ogni missione dei collaboratori del gruppo vengono giustificate presso i funzionari del Parlamento Europeo

4) Torre da febbraio 2018 è distaccato presso Roma e si è occupato in particolare del restyling del sito della delegazione del MoVimento 5 Stelle in Europa e degli eventi degli europarlamentari sul territorio nazionale. Inizialmente a partire da gennaio ha collaborato come stageur accompagnato dal tutor Pollano (come previsto dal regolamento), che è stato scelto anche perchè residente a Roma in modo da non rappresentare dei costi di missione per il gruppo. Il giornalista che ha chiamato Torre, furbescamente, non gli ha chiesto il suo ruolo effettivo, ma gli ha fatto domande solo ed esclusivamente sul fundraising. Torre ha quindi spiegato che si occupa “della parte tecnica del sito di fundraising”, che infatti è stato sviluppato entro novembre 2017 quando sono state lanciate le donazioni, ma che ora, come sa chiunque abbia un minimo di nozioni informatiche, non richiede più interventi particolari visto che funziona a pieno regime e da novembre sono stati raccolti circa 500.000 euro. Eventuali interventi di Torre sulla parte tecnica del sito di fundraising sono piccoli interventi che Torre presta a titolo volontario, ma che non richiedono un impiego continuativo. Pollano non si occupa del documentario che invece è curato da Federica S. e Carlo C. (ci sono centinaia di immagini a dimostrarlo).

In nessuno di questi casi si potrebbe profilare la violazione delle regole UE.
L’inchiesta su Marine Le Pen non c’entra assolutamente nulla. In quel caso infatti c’erano documenti di prova, in questo caso non c’è niente, se non illazioni e trappoline. Un fatto non trascurabile per comprendere l’ennesimo articolo bufala di Repubblica è la candidatura del condirettore del giornale con il Pd. Repubblica provi a fare informazione se ne è ancora capace e lasci perdere la propaganda.

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