Tutto quello che devi sapere sulla Manovra del Popolo

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di Pasquale Tridico

La Nota di aggiornamento al Def 2018 (NaDef) è stata trasmessa alle camere la sera del 4 ottobre. È la cornice di finanza pubblica entro la quale si inseriranno i provvedimenti della successiva Legge di Bilancio (che deve essere presentata alle camere entro il 20 ottobre).

Nella terza sezione della NaDef, chiamata Programma Nazionale di Riforma (PNR), viene pubblicato il programma cronologico delle riforme e degli interventi che saranno attuati dal governo nel triennio successivo (2019-2021). Questi interventi non sono spiegati nel dettaglio e non si indica ancora con precisione in quale esercizio finanziario verranno effettivamente implementati, motivo per cui la sintesi che segue è passibile di revisioni nelle prossime settimane fino alla presentazione ufficiale della Legge di Bilancio.

Alla prossima Legge di Bilancio si affiancheranno anche i cosiddetti decreti collegati, che si occuperanno di interventi importanti fra i quali ricordiamo il fondo di ristoro a favore dei risparmiatori truffati dalle banche, l’Ires verde e la semplificazione burocratica, con l’intervento decisivo sul codice degli appalti per attivare miliardi di investimenti già stanziati nel bilancio dello Stato ma non ancora partiti.

Evitiamo l’aumento dell’IVA. Abbiamo ereditato un problema enorme dai governi precedenti e lo risolviamo
– Chi ha distrutto il Paese – con la complicità di certa stampa – ora sale in cattedra e ci dice cosa dovevamo fare. Tutti pontificano. Questa gente dovrebbe almeno avere la decenza di tacere
Preparatevi perché oggi e nei prossimi giorni assisteremo all’operazione di terrorismo psicologico di chi prevede catastrofi varie, calamità, drammi. Sono gli stessi che hanno causato centinaia di miliardi di debito pubblico senza nessun vantaggio per i cittadini
– I cittadini dovrebbero avere paura dei politici che tolgono, non che danno
– Ci accusano di fare deficit, ma noi abbiamo iniziato tagliando gli sprechi (vitalizi, e prossimamente pensioni d’oro e numero parlamentari). Inoltre siamo stati sotto il tetto del 3% rapporto deficit/Pil, rispettando un vincolo che molti altri Paesi, anche con debiti pubblici simili al nostro in rapporto al Pil non hanno rispettato quasi mai (vedi Portogallo)
Finora ci siamo fidati degli economisti come se fossero oracoli. Ma quelli che ci hanno governato fino ad oggi hanno prodotto crisi, paralisi, debito. La verità è che degli economisti abbiamo bisogno, ma è la politica che deve tornare a decidere rispettando il voto dei cittadini. Gli economisti devono aiutarci a realizzare al meglio possibile quello che noi come forza di governo decidiamo di fare. Sono loro al nostro servizio, non il contrario
La strada delle manovre lacrime e sangue l’abbiamo già provata e abbiamo visto dove ci ha portato. Adesso è ora di provare la strada degli investimenti, anche in deficit.
– Ci vuole coraggio per fare le cose in Italia, e noi ce l’abbiamo. Non arretriamo di un millimetro, altrimenti è inutile stare al Governo per fare quello che tutti gli altri hanno sempre fatto
– Il 4 marzo gli italiani ci hanno mandato qui per fare quello che stiamo facendo. Creiamo lavoro, siamo dalla parte delle imprese, dei pensionati e delle famiglie che non arrivano a fine mese. In Italia c’è tanta gente onesta che vuole lavorare, ma gli serve formazione e gli serve un aiuto per partire. È per loro che stiamo realizzando il reddito di cittadinanza
– Ed è agli anziani costretti a mangiare alla Caritas, o a rovistare nei cassonetti o che semplicemente vivono nell’ansia di non arrivare a fine mese che abbiamo pensato quando abbiamo fatto la pensione di cittadinanza. Nessuno in Italia nel 2018, dopo avere faticato una vita, deve vivere con meno di 780 euro al mese
Sul Reddito di cittadinanza ne abbiamo sentite di ogni. Che paghiamo la gente per stare sul divano, che è assistenzialismo di Stato, ecc. Il meccanismo è semplice: i 780 euro sono un’opportunità che diamo alle persone per formarsi e poi avere un lavoro. Di questa opportunità ne puoi fare un buono o un cattivo uso. Se non ti formi e non accetti un lavoro, saremo inflessibili: perdi il reddito. Se hai 780 euro al mese non è che ci compri una villa a Saint Moritz, ma vai a fare la spesa sotto casa. È anche così che si comincia a rilanciare l’economia
Fondo truffati dalle banche: dopo i governi che davano miliardi alle banche, questo governo dà 1,5 miliardi ai truffati dalle banche e li risarcisce. Un risarcimento 15 volte maggiore del ridicolo fondo Baretta finanziato per appena 100 milioni dal governo Gentiloni

PREMESSA TECNICA: I SALDI DI BILANCIO
La Nota al Def fissa un deficit nominale del 2,4% nel 2019, del 2,1% nel 2020 e dell’1,8% nel 2021, mentre il deficit strutturale (calcolato togliendo da quello nominale la componente dovuta al ciclo economico e le misure una tantum) si attesta nell’intero triennio all’1,7%. Considerando che nel 2018 il deficit strutturale si chiuderà intorno allo 0,9%, la prossima manovra avrà un effetto espansivo strutturale dello 0,8% che produrrà una maggiore crescita del Pil di 0,6 punti, dato che il Pil 2019 crescerà secondo il governo all’1,5% contro una previsione a legislazione vigente dello 0,9%. È anche grazie alla maggior crescita che il deficit nominale 2020 e 2021 si ridurrà. A questa riduzione, inoltre, contribuirà una seria e rigorosa spending review (il team “mani di forbice” citato da Luigi Di Maio).

LEGGE DI BILANCIO 2019
1) Reddito di cittadinanza e Pensione di cittadinanza
Per il reddito di cittadinanza e le pensioni di cittadinanza saranno stanziati circa 10 miliardi per il 2019, e 11 miliardi per il 2020 e per il 2021. Il reddito costerà 5,2 miliardi nel 2019, a cui si aggiungeranno circa 2 miliardi per la riforma e il potenziamento dei centri per l’impiego e 2 miliardi per la pensione di cittadinanza.
Il reddito di cittadinanza serve a evitare che un cittadino viva sotto della soglia di povertà stabilita in 780 euro mensili (beneficio massimo che diamo al singolo). Ne beneficeranno 6 milioni di persone, che diventano 6 milioni e 700 mila aggiungendo la pensione di cittadinanza.
Per ricevere il reddito di cittadinanza bisogna partecipare a programmi di formazione presso i centri per l’impiego, che saranno riformati e potenziati in linea con i migliori esempi internazionali, in particolare il modello tedesco.
In Germania esistono 113mila centri per l’impiego e funzionano bene. In Italia ce ne sono 800 e funzionano male. Per riformarli e potenziarli stanziamo circa 1,5 miliardi.
Le pensioni di cittadinanza arriveranno già a partire dal 1° gennaio 2019, mentre il reddito di cittadinanza dal 1° aprile 2019: il tempo ci serve per avere centri per l’impiego ben funzionanti.
Non c’è nessun assistenzialismo e non paghiamo nessuno per stare sul divano: dal lato della domanda il reddito permette di aumentare i consumi ed abbattere la povertà, mentre dal lato dell’offerta permette alla forza lavoro di riqualificarsi. Gli imprenditori avranno quindi risorse qualificate a costo zero.

2) Flat Tax per partite Iva e piccole imprese; riduzione Ires per tutte le imprese
La Flat Tax verrà realizzata su due livelli: estensione del regime forfettario del 15% fino ai 65mila euro di fatturato (forse uno scaglione al 20% fino ai 100mila euro). I beneficiari saranno i professionisti (che vedono alzarsi la soglia del forfettario da 30.000 a 65.000 euro) e le imprese che scelgono questo regime (che vedono alzarsi la soglia da 50.000 a 65.000 euro). La platea di beneficiari del regime forfettario dovrebbe coì salire dai 935 mila di oggi a circa 1,5 milioni. Ci sarà probabilmente anche ad una “mini flat tax” del 5%, per tre-cinque anni, per le startup di giovani under 35 con ricavi fino a 65mila euro.
Per quanto riguarda le imprese soggette ad Ires si prevede un taglio strutturale del 9%, con l’aliquota ordinaria del 24% che scende al 15% sugli utili che l’azienda reinveste per ricerca e sviluppo, macchinari e assunzioni stabili. Questa è una misura che incentiva gli investimenti e l’occupazione stabile.
Per dare nuovo slancio all’economia e agevolare chi vuole intraprendere una nuova attività verrà prevista la cedolare fissa al 21% anche sui nuovi contratti di affitto degli immobili commerciali (capannoni, ecc.). Sarà a costo zero perché riservata solo ai nuovi contratti, non a quelli già esistenti.
Queste misure incentivano gli investimenti delle imprese e permettono di ridurre un carico di tasse che da troppi anni è enorme. Ancora nel 2018 la pressione fiscale si attesta al 42,2% del Pil.

3) Superare la Fornero (in pensione a 62 anni)
Verranno stanziati 7 miliardi per il superamento della legge Fornero, attraverso il meccanismo della “quota 100”: si potrà andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati. Questo permette di avviarsi alla pensione con più tranquillità e libera posti di lavoro per i più giovani, così da aumentare la produttività del sistema economico e, probabilmente, anche il tasso di natalità, oggi a livelli molto bassi. Un tasso di natalità più alto corrisponde ad un sistema pensionistico più sostenibile nel lungo periodo.

4) IRES verde – Meno inquini, meno paghi
Saranno approvati incentivi fiscali per tutte le imprese che riducono l’inquinamento e usano tecniche di produzione più pulite e rispettose dell’ambiente.

5) 1,5 miliardi per i truffati dalle banche
Sarà istituito un fondo da 1,5 miliardi di euro per risarcire i risparmiatori truffati dalle banche. Oltre 15 volte il fondo Baretta finanziato durante il governo Gentiloni con appena 100 milioni in 4 anni (25 annui). Il fondo verrà finanziato probabilmente attingendo ai conti e alle polizze dormienti.

6) Piano di investimenti
Abbiamo previsto di aggiungere ai 118 miliardi già stanziati negli anni passati, che attiveremo da subito e spenderemo gradualmente nei prossimi 15 anni, anche 15 miliardi aggiuntivi per il prossimo triennio. Si tratta di una maggiore spesa media annua per investimenti di 8,8 miliardi, probabilmente anche più alta nell’immediato (2019-2021), quando agli investimenti già stanziati aggiungeremo quelli aggiuntivi del governo e degli enti locali.
I campi prioritari in cui rilanciare gli investimenti pubblici sono:
– viabilità e sicurezza (ponti, gallerie, strade interne)
– infrastrutture idriche (garantire l’acqua pubblica in un contesto climatico ed ambientale sempre più difficile)
– sicurezza anti-sismica
– efficientamento energetico degli edifici
– intelligenza artificiale e tecnologie (5G, fibra-banda ultra larga, blockchain)
La logica è preferire le piccole diffuse opere sul territorio alle grandi cattedrali nel deserto, la cui convenienza verrà valutata nei prossimi mesi tramite attenti studi sul rapporto costi-benefici.

Non dimentichiamo che anche il potenziamento dei centri per l’impiego è, di fatto, un investimento, perché riguarda il cosiddetto capitale umano.
Per la buona riuscita del piano di investimenti abbiamo previsto una cabina di regia presso Palazzo Chigi per monitorare e verificarne l’attuazione (la “task force”).
La riuscita di questo piano di investimenti passa non solo per le maggiori risorse finanziarie (in particolare per gli enti locali: aboliremo il Patto di Stabilità interno che li ha penalizzati in questi anni e abbiamo già liberato nel dl Milleproroghe 1 miliardo per i comuni in avanzo di amministrazione), ma anche per la semplificazione del Codice degli Appalti e lo sblocco del turn over nella Pa. L’obiettivo è ricostruire competenze di alto livello nel campo degli investimenti pubblici, rilanciando la spesa pubblica in conto capitale fino al 3% sul Pil che l’Italia registrava nel decennio precedente alle politiche di austerità (2001-2011). Oggi siamo ad un misero 1,9% ed è principalmente questo calo ad aver compromesso la nostra crescita e gli stessi investimenti privati.
Infine, decisivo sarà anche il contributo in termini di investimenti delle partecipate pubbliche di diritto privato, a partire probabilmente da Cassa Depositi e Prestiti.

7) Contrasto all’evasione fiscale e fisco semplice per le imprese
Combatteremo l’evasione digitalizzando il processo di fatturazione con l’introduzione obbligatoria dal 1° gennaio della fatturazione elettronica anche tra privati (è già prevista nei rapporti tra fornitori e pubblica amministrazione).
Da luglio 2019 diventerà obbligatoria anche la trasmissione telematica delle transazioni con i consumatori finali.
Estenderemo la compensazione tra crediti e debiti verso la Pa.
Sosterremo il Fondo di Garanzia delle PMI.
La logica generale consiste nel rendere più rapidi e tracciabili gli adempimenti fiscali sfruttando la tecnologia disponibile ed eliminando la carta in eccesso, in un’ottica di riduzione della pressione fiscale e di pace fiscale per i contribuenti che hanno dichiarato correttamente ma non hanno potuto pagare le imposte. Un sistema fiscale più semplice e leggero, comprensivo con chi è in difficoltà e molto severo con chi evade.

In questa terza sezione della Nota al Def sono indicati in linea di massima molti altri interventi, per i quali tuttavia non sono ancora chiari i tempi e i modi di attuazione. Si segnalano in particolare:
8) sostegno al welfare familiare, anche per stimolare l’occupazione femminile
9) decontribuzione ulteriore dei contratti stabili, così da fare un altro passo verso la stabilità del posto di lavoro dopo il dl Dignità
10) assunzioni di magistrati e personale amministrativo, nell’ottica di processi civili e penali più rapidi ed efficienti

Coperture: per reperire le risorse necessarie a finanziare tutto quanto delineato sinteticamente sopra ricorreremo in parte al deficit e in parte a spese o detrazioni dei governi precedenti. Ad esempio assorbiremo 2,2 miliardi di reddito di inclusione nel reddito di cittadinanza, verranno ridotte le percentuali di deducibilità fiscale degli interessi passivi per banche ed assicurazioni, oggi altissime, e introdurremo il taglio delle pensioni d’oro: la parte sopra i 4.500 euro che non corrisponde ai contributi effettivamente versati viene eliminata: un ennesimo e odioso privilegio che se ne va. Il team “mani di forbice” si occuperà di una rigorosa spending review, così da accompagnare ad un maggior deficit produttivo la migliore allocazione della spesa pubblica.

MISURE che inseriremo nei cosiddetti DECRETI COLLEGATI
Pace fiscale e risoluzione liti pendenti
Eliminiamo i contenziosi per tutti i cittadini con cartelle e liti pendenti fino a 100.000 euro (soglia da verificare in Legge di Bilancio). Allo stesso tempo portiamo avanti la lotta all’evasione e all’elusione fiscale grazie a:
– fatturazione elettronica (in vigore dal 1° gennaio 2019)
tracciabilità dei pagamenti
– utilizzo dei dati sulle transazioni incrociati con quelli delle dichiarazioni dei redditi
Spunto: noi un condono non l’avremmo mai votato. Questa pace fiscale invece è un modo per permettere a chi ha dichiarato un certo guadagno di ripagare un debito. “Caro Stato, io ho fatturato x, ho fatto spese e la differenza di IVA te la devo versare. Però non ho abbastanza soldi, perché o pago te o pago i miei dipendenti”. Questa è una situazione diffusissima: non stiamo parlando di evasori, stiamo parlando di persone che non ce l’hanno fatta e hanno scelto magari di pagare i propri dipendenti. Non è più accettabile che se io devo allo Stato 50, tre anni dopo lo Stato me ne chieda 300! Devo potere essere messo in condizioni di pagare un debito, dopo che ho dichiarato e quindi mi sono comportato correttamente, ma non avevo la liquidità per pagare il debito in quel momento. Ci sono imprenditori che si sono anche suicidati per questo motivo.

ALTRE MISURE
– fondo di risarcimento per i risparmiatori truffati dalle banche
– una profonda riforma per semplificare il Codice degli Appalti, così da rilanciare gli investimenti
– Ires verde
– una riforma del Codice Civile per ridurre i tempi della giustizia
– un programma per sfoltire la burocrazia e digitalizzare la pubblica amministrazione
– enti locali (Comuni, Regioni, ecc.): sblocchiamo gli investimenti, ripensiamo le procedure di risanamento finanziario, sblocchiamo il turn over e rafforziamo le competenze dei dirigenti
– misure a favore delle start-up innovative
– dl concretezza (riforma Pa), attraverso la valutazione del merito, controlli più stringenti sull’attività lavorativa e l’assunzione di maggiori responsabilità da parte dei dirigenti, ma anche tramite lo sblocco del turn over ed investimenti in digitalizzazione
– riordino del settore dei giochi
– disposizioni su istruzione, università e ricerca
– riforma del Codice del Lavoro

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FONTE : Il Blog delle stelle