Trump, Lavrov e i “déjà vu”
Trump, Lavrov e i “déjà vu”

Trump, Lavrov e i “déjà vu”

#ObiettivoEsteri

Due importanti incontri si sono tenuti questa settimana a Washington tra il Ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov e il Segretario di Stato USA Rex Tillerson, e tra lo stesso Ministro e Donald Trump.
In una fase in cui la Turchia ha definito una minaccia alla sua sicurezza la decisione di fornire nuovi armamenti ai curdi dell’YPG, l’incontro al vertice Russia-Stati Uniti è stato incentrato sull’ipotesi di creare zone cuscinetto in Siria come, del resto, emerso nel vertice di Astana tra Russia, Turchia e Iran.

Serghei Lavrov ha, comunque, voluto mandare alcune frecciate alla passata amministrazione: “per gli USA è umiliante, come è umiliante per il popolo americano, dire che la Russia influisce sul suo sistema politico”; e sulle sanzioni nei confronti delle proprietà della Federazione Russa negli Stati Uniti nel dicembre 2016: “credo che tutti lo capiscano che fossero illegali”.
Secondo il comunicato stampa diffuso dalla Casa Bianca, Trump ha, da un lato, espresso il suo desiderio di migliorare le relazioni per avere più cooperazione sulla questione siriana con la realizzazione di un accordo politico per porre fine alla crisi ma, dall’altro, ha anche chiesto a Mosca di “fare di più” per fermare il governo siriano guidato da Bashar al-Assad, l’Iran e gli “alleati di Teheran” in Siria. Chiaro riferimento agli Hezbollah.
Consiglio o avvertimento? Lo scopriremo presto.

Intanto abbiamo una certezza, la politica oscillatoria di Trump sulla Siria continua.
È arrivato alla Casa Bianca promettendo una politica isolazionista per concentrarsi sui problemi interni degli Stati Uniti ed escludendo nuove avventure all’estero, poco dopo ha lanciato decine di missili da crociera su una base aerea siriana e ora cerca una soluzione con la Russia.

Capite ora perché non ha senso né tifare per un candidato alle presidenziali piuttosto che un altro, né immaginarne le mosse prima ancora che si sia insediato? Perché a certi livelli la politica è una bestia incontrollata che si muove sulla spinta di fattori che non possiamo immaginare ma che, per fortuna, non hanno mai condizionato il M5S e mai lo condizioneranno m (le mani libere, che bella cosa…).
Noi ci limitiamo ad osservare le azioni e valutarle, sperando sempre che siano le migliori possibili.
Trump-Clinton, Macron-Le Pen, il nome non fa differenza, aspettiamo le risposte reali, aspettiamoli al varco.



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