Torino prosegue il percorso di candidatura intrapreso, ma a determinate condizioni, secondo il nostro modello

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di Chiara Appendino

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Torino prosegue il percorso di candidatura intrapreso, ma a determinate condizioni, secondo il nostro modello.

Come noto, il Coni ha deliberato delle linee guida per la valutazione dei progetti di candidatura alle olimpiadi invernali 2026, tra cui quello di Torino e delle sue valli.
Durante la prossima seduta del Consiglio Comunale, voteremo in aula una delibera contenente le condizioni, già note al Coni e a tutti gli interessati, da noi ritenute imprescindibili che sono:
una analisi costi/benefici per tutte le candidature italiane.
no debito per gli enti locali coinvolti no a candidature spalmate su più territori il rispetto dei requisiti già presenti nel dossier

Il dossier che abbiamo presentato al Coni è stato ampiamente discusso con tutti i territori interessati e largamente condiviso fino ad ottenere il supporto di tutti i sindaci dell’area montana che ringrazio per l’impegno profuso e il lavoro fin qui svolto.
La delibera successiva del Coni, come ampiamente rilevato dagli organi di stampa, conterrebbe alcuni “assist” a favore di Milano.
Il punto 12, infatti, auspicherebbe una candidatura spalmata su più territori, ma Torino ha giá tutto quello che serve, impianti, infrastrutture, esperienza e, soprattutto, le montagne.
Perché mai dovremmo accettare di fare da stampella a Milano, la cui area metropolitana è situata al centro della Pianura Padana e il cui comune più d’alta quota è Rescaldina con i suoi 220mslm?
Come gestire, poi, da un punto di vista operativo, logistico, ambientale ed economico le gare di Bob e Salto a St. Moritz in uno stato extra-UE?
Perchè gestire le gare di sci a Bormio e Santa Caterina, situati a quasi 4 ore di percorrenza e 200km di strada statale dalla loro medals plaza, quando Sestriere e Bardonecchia distano meno della metà da Torino?

Qualsiasi soluzione alternativa a una candidatura compatta come la nostra, sarebbe un compromesso al ribasso che renderebbe il progetto meno credibile anche a livello internazionale e meno sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico.
Al punto 4, poi, viene richiesta l’acquisizione della delibera piena e incondizionata(!) da parte dei Consigli Comunali.
Come riportato nella delibera che porteremo in votazione, è bene sottolineare che sulla base dei principi espressi dal nostro ordinamento democratico, il Consiglio Comunale di Torino, essendo un ente democraticamente eletto dai cittadini, è sovrano nelle proprie decisioni.
La scelta definitiva, infine, dovrà essere ponderata, basata su dati completi e credibili e supportata da un’analisi costi/benefici, terza e oggettiva.

Siamo fermamente convinti che il modello proposto e che porteremo in votazione sia il migliore possibile per la nostra Città e per il Paese, perchè basato sul recupero e sul riutilizzo dell’esistente, senza consumo di suolo vergine e per tutte le ragioni contenute nel dossier presentato, inclusa la sua sostenibilità ambientale ed economica.
Valuti poi, chi è deputato a farlo, quale sarà la soluzione migliore per il Paese e la giustifichi, assumendosene ogni responsabilità, davanti a tutti i cittadini.

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FONTE : Il Blog delle stelle

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