Terzo Settore: la riforma del governo è la tomba del non profit
Terzo Settore: la riforma del governo è la tomba del non profit

Terzo Settore: la riforma del governo è la tomba del non profit

Una progressiva ed inesorabile modifica del codice genetico del nostro welfare, che traghetta il nostro Paese in un sistema di finanziarizzazione e privatizzazione dei servizi sociali, assistenziali e socio sanitari, nonché dei servizi culturali e formativi. E’ a tutto questo che apre la riforma del Terzo Settore voluta dagli ultimi due governi, che hanno usato l’esigenza di rinnovamento della governance del comparto per svuotare di senso il no profit e trasformarlo in un’occasione di profitto, per alcuni,a regime agevolato.

In commissione Affari Sociali il MoVimento 5 stelle tra le giornate di ieri e oggi hanno espresso parere contrario sul Codice del terzo settore e sulla disciplina dell’impresa sociale.

Quello che il governo, con il Pd in testa, sta realizzando è lo smantellamento di una parte rilevante del settore pubblico attraverso un uso a fine privatistico dell’utilità sociale, la cannibalizzazione del mercato a discapito del settore privato e collegato rischio di concorrenza sleale – come già ipotizzato dall’Antitrust in un parere del 2015 – , la trasformazione del concetto di sussidiarietà in sostituzione, il fagocitamento del terzo settore da parte delle realtà più grandi, organizzate e con maggiore disponibilità di capitale . Tutto ciò finirà con l’andare a discapito delle piccole realtà che negli anni hanno rappresentato la vera spina dorsale del no profit.

Ma di punti strutturalmente critici o inaccettabili questa legge delega ne è piena e a dirlo non siamo solo noi. Anche il Consiglio di Stato in 54 pagine ha evidenziato numerose criticità specie, sull’articolo 77, dove ha rilevato la necessità che vi sia un soggetto terzo, preferibilmente pubblico, a valutare la meritevolezza degli enti cui gli emittenti (le banche) destineranno le erogazioni liberali. Sarebbe stato opportuno definire l’impresa sociale come un ente senza scopo di lucro. Le finalità sociali in forma di no profit avrebbero dovuta prevalere su ogni altro aspetto dell’impresa, prevedendo vincoli e controlli sulla remunerazione del capitale sociale e con una partecipazione maggiore da parte di lavoratori e utenti.

Il MoVimento 5 Stelle non si è limitato a dare parere contrario rispetto a un impianto inaccettabile ma ha presentato due pareri alternativi, sia sul codice del terzo settore che sulla disciplina dell’impresa sociale.



Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte: Giulia Grillo M5S : http://www.giuliagrillo.it/terzo-settore-la-riforma-del-governo-la-tomba-del-non-profit/