Supportare la ricerca scientifica con la Blockchain

di Valentina Petricciuolo – La ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica saranno soggette alla rivoluzione e al vento del “cambiamento” che soffia impetuoso nel mondo dell’economia, del business e della finanza? Ebbene sembra proprio di sì, grazie alla innovazione aperta – open innovation – possibile sulla blockchain.

Una tecnologia decentralizzata, dove nessuno “comanda”, e che permetterà di aprire i cancelli chiusi del mondo accademico e delle istituzioni centralizzate, spesso più legate alla politica e agli interessi personali che non all’avanzamento della conoscenza.

La blockchain, infatti, può aiutare la ricerca ad essere aperta e trasparente, a premiare chi davvero riesce a risolvere i problemi più complessi, e a fare in modo che i fondi che vengono destinati ad oggi solo a coloro che possono vantare le giuste referenze, siano invece accessibili a tutti. Perché esistono menti brillanti che non hanno accesso alle istituzioni accademiche da sempre arroccate su posizioni vecchie ed immutabili e che non sono per nulla aperte al già menzionato “cambiamento”.

Un altro problema che la tecnologia decentralizzata della blockchain è in grado di risolvere è quello della frammentazione e della dispersione in mille rivoli dei fondi destinati alla ricerca. Che troppo spesso si concretizzano in un enorme spreco. L’approccio decentralizzato, invece, incoraggia la collaborazione a livello globale, e permette lo scambio di informazioni e conoscenza senza compromettere la possibilità di premiare chi raggiunge l’obiettivo prefissato.

La soluzione è la creazione di una piattaforma globale, Matryx, che “gira” sulla blockchain e che permette a tutti, professionisti e semplici amatori, di partecipare alle grandi sfide del nostro tempo.

Matryx funziona così: attraverso una simulazione di realtà virtuale, sulla piattaforma vengono postati i problemi che, di volta in volta, i vari soggetti hanno necessità di risolvere. Questi problemi – come ad esempio la progettazione di una navicella spaziale – vengono “messi all’asta” e, attraverso un meccanismo di competizione collaborativa, si sviluppano successivi round per risolvere il problema e fornire la risposta. La blockchain permette di tracciare e individuare con certezza i soggetti che hanno risolto – in parte o del tutto – il problema e premiarli per questo.

Il pagamento avviene con il token – la criptovaluta – della piattaforma Matryx, che perciò acquista un valore all’interno del sistema e successivamente anche al di fuori.

Insomma, una nuova frontiera della ricerca aperta e condivisa che potrà portare risultati al momento imprevedibili.

Oggi è diventato necessario, vitale, adottare nuovi schemi, nuovi modi di premiare e compensare il lavoro portato avanti da menti geniali ma sconosciute ai più. E, grazie alla blockchain, sarà possibile guardare al futuro con più ottimismo.

 

L’AUTORE

Valentina Petricciuolo – Laurea in Economia, specializzazione in commercio internazionale e promozione delle imprese italiane all’estero. Responsabile dello sviluppo e supporto delle aziende australiane in Italia presso il Consolato Generale di Milano. Trade Relations Officer per UK Trade and Investment presso l’Ambasciata Britannica a Roma. Crowdfunder e micro Business Angel attiva sulle piattaforme europee e statunitensi. Attualmente funzionario dell’Istituto per il Commercio Estero (Agenzia ICE) di Roma e responsabile, dal 2005 al 2010, del Desk Attrazione Investimenti esteri della sede di New York. Master in trasferimento tecnologico e open innovation del Politecnico di Milano (2014) e membro dal 2014 al 2017 del panel europeo dei valutatori di progetti Proof of Concept per la valorizzazione della ricerca scientifica dello European Research Council. Autrice del blog La Curiosità è la Bussola su innovazione, imprenditorialità, valorizzazione della ricerca scientifica, crowdfunding, nuove dinamiche del lavoro, reddito di base universale, crescita personale e libertà finanziaria, blockchain e criptovalute. http://valentinapetricciuolo.it



FONTE : Il Blog di Beppe Grillo

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