Sul caso Lande il sonno delle Istituzioni
Sul caso Lande il sonno delle Istituzioni

Sul caso Lande il sonno delle Istituzioni

Dadone-Gallo incalzano Alfano sui controlli antimafia

Nonostante le inchieste che la riguardano e l’hanno riguardata, la società Lande(aggiudicataria di appalti per lavori pubblici in tutto il territorio nazionale) ha continuato a poter partecipare e a vedersi aggiudicare appalti pubblici, inclusi incarichi agli scavi di Pompei.

Il M5S chiede dunque oggi al ministro dell’Interno di chiarire i motivi per cui non sia mai stata disposta l’interdittiva antimafia per la società Lande.

Gia nell’ottobre 2015 il Gruppo MoVimento 5 stelle aveva chiesto al ministro per i beni culturali chiarimenti riguardo la suddetta società, scaturita a fronte del «secondo filone» dell’inchiesta cosiddetta «Medea», riguardante politici, appalti e imprese legate al clan dei Casalesi, «fazione Zagaria». Iscritti nelregistro degli indagati, tra gli altri, Marco Cascella, allora amministratore della ditta Lande, per corruzione e turbativa d’asta circa

L’inchiesta di Napoli che lo scorso aprile ha coinvolto il Pd campano e l’ormai ex presidente Pd Campania Stefano Graziano che, secondo l’accusa, sarebbe intervenuto per sbloccare un finanziamento europeo per un appalto di due milioni di euro di cui ha beneficiato anche Lande. Cascella avrebbe pagato mazzette per poter far parte dei lavori. Secondo la Direzione distrettuale antimafia la gara sarebbe stata vinta da un raggruppamento di imprese vicine al clan Zagaria.







FONTE : Fabiana Dadone