Siamo come il gatto di Harvard

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di Beppe Grillo – Io sono affascinato, ma forse sto impazzendo, da questi due emisferi. Uno analogico, l’altro digitale, uno di sintesi, l’altro di analisi. Il corpo calloso che tiene insieme due cose completamente separate. Allora comincio a capire perché io ogni tanto mi alzo con un emisfero e vedo il mondo in un modo, se poi mi sveglio con il sinistro vedo una cosa e poi mi sveglio col destro e ne vedo un’altra.
A casa mia non mi sopportano più, sto girando questo video quasi di nascosto a casa mia. Guardate cosa leggo io. Leggo un libro che non ci capisco proprio niente, forse il 10%. Sottolineo le cose che riesco a capire, le sottolineo di rosso. Questo è il Pinker. Pinker è uno dei più grossi psichiatri che ci sono nel mondo, spiega come funziona la mente, come funziona la gamba, il braccio, e cosa c’è dentro il cervello. Dentro il cervello c’è un pezzo che ti dice come fare una cosa, come comandare la mano.

Io sono stato nel reparto di ingegneria dell’Università di Pisa per vedere gli arti artificiali della mano. Lì fanno dei materiali straordinari. Ma la mano è un pezzo di cervello. Il Pinker dice che la mano può essere configurata in una miriade di modi. In una presa a gancio per sollevare un secchio, una presa a forbice per tenere una sigaretta, la morsa a 5 ganasce per sollevare un sottobicchiere, la morsa a 3 ganasce per tenere una matita, una morsa a 2 ganasce, faccia contro faccia, per infilare un ago, oppure faccia contro costa per girare una chiave, e ancora, una presa stretta per reggere un martello, una presa a disco per aprire un barattolo, una presa sferica per tenere una palla. Ogni presa richiede una precisa combinazione di tensioni muscolari, che modellino la mano nella forma giusta e la mantengono, mentre il carico pone una forza contraria.

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Pensiamo di tirar su un cartone di latte. Con una presa troppo leggera cede e cade, con una presa troppo forte si schiaccia, mentre imprimendo un leggero dondolio si può addirittura utilizzare la forza di spinta a trazione, sulle punte, sulle punte. Io mi meraviglio. Io sono nato con queste manone grasse e grosse e mi chiedo come faccia il cervello, senza dirmi niente, senza dire nulla alla mia coscienza. Io non me ne rendo conto, prendere qualcosa mi viene istintivo, è come camminare, ma è qua dentro, è dentro il cervello che succede tutto.

Tu metti un passo dietro l’altro e vai avanti. E’ la forma di mobilità più del c**** che esiste al mondo. La ruota appoggia sempre su un punto, infatti la natura non ha inventato la ruota.

Non so come mai non abbia inventato la ruota. La natura si muove per osmosi, per vento, per spostamenti, ma noi abbiamo inventato un modo di camminare da scemi. Quattro appoggi erano meglio di due, come se camminassi e stessi continuamente per cadere e poi un piede dietro l’altro ti evita di cadere. Quello che c’è qua dentro (il cervello) è incredibile.

Allora affrontiamo il mondo senza capire esattamente che tipo di mondo arriverà, che tipo di mondo sta scomparendo. Siamo un po’ come il gatto di Harvard. Siamo a metà tra due mondi.

Il Gatto di Harvard l’hanno chiuso per due anni in una stanza dove c’erano tutte cose orizzontali. Lui vedeva solo cose orizzontali. Linee orizzontali, tavoli orizzontali, banchi orizzontali, solo cose orizzontali. L’hanno tenuto 2 anni lì povero gattino e poi l’hanno fatto uscire.
E lui poverino aveva sempre visto cose orizzontali, e tutte le cose verticali non le vedeva e gli dava delle testate. Prendeva tutte le gambe dei tavoli, le sedie, perchè non capiva il verticale.

Noi siamo in questa situazione qui. Come come il gatto di Harvard, stiamo entrando in un mondo verticale ma abbiamo sempre vissuto in un mondo orizzontale. Allora questa è la spiegazione, capire cos’è la coscienza e a cosa sta arrivando.

Io ho avuto la sensazione della coscienza quando mi hanno anestetizzato una volta che ho fatto una piccola operazione. Mi sentivo come se fossi scomparso. Sono entrato in un buio terribile, sono scomparso e riapparso in una frazione di secondo, ma è durata due ore invece.

Ecco quella cosa lì, mi ha potuto avvicinare solamente un pochino a che cos’è questa coscienza che vorremmo scoprire e poi applicare alle macchine nell’intelligenza artificiale.
Ma non sappiamo neanche bene cosa sia la coscienza che abbiamo. Scusate questa è una roba che ho fatto stamattina e io non so come è venuta, prendetevela un po’ così.



Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte: Il Blog di Beppe Grillo : http://www.beppegrillo.it/frammenti-di-pensieri-2-il-gatto-di-harvard/

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