Se si insegnasse la bellezza
Se si insegnasse la bellezza

Se si insegnasse la bellezza

Oggi è facile parlare di Peppino Impastato, lo fanno tutti e lo faccio anche io, perché 38 anni fa veniva brutalmente ammazzato uno dei volti più rivoluzionari della storia della mia terra.
Chi mi segue, però, sa che a Peppino mi riferisco spesso, spessissimo, ed in particolare mi vengono in mente le sue celebri parole legate alla bellezza.
Perché, in fondo, è tutto lì. È tutto nell’abitudine alle cose, alla violenza, al sopruso, al fatto che non cambi nulla, all’assenza di equità sociale. Ci abituiamo a tutto e Peppino ci voleva proprio allontanare da questo. Pensate al grandissimo astensionismo di questi ultimi anni, è solo gente che si è abituata e spenta.
Se vogliamo ricordare Peppino possiamo farlo in un solo modo, scrollandoci di dosso la rassegnazione e tornando a lottare, a sperare, a riconoscere la bellezza e non accettare mai la sua assenza. Grazie Peppino.

Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore” -Peppino Impastato-



FONTE : Manlio Di Stefano | Un cittadino in Parlamento