Sanzioni alla Siria, l’Italia dica no
Sanzioni alla Siria, l’Italia dica no

Sanzioni alla Siria, l’Italia dica no

Qualcuno si ricorda dei 500.000 bambini morti a causa del criminale embargo occidentale nei confronti dell’Iraq negli anni ’90?
Qualcuno sa che la stessa cosa sta accadendo in Siria?

Il 9 maggio 2011, con la decisione 2011/273/PESC del Consiglio, l’Unione Europea, senza alcuna copertura da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha dato il via all’embargo nei confronti della Siria. Da allora, per ogni anno, tale decisone è stata prorogata fino al primo giugno 2016.
Gli effetti delle sanzioni sulla popolazione civile sono devastanti e criminali. Significative le parole di Monsignor Georges Abou Khazen, Vicario apostolico di Aleppo, con le quali ha recentemente richiamato l’Occidente alle sue responsabilità: “A seguito del conseguente blocco dei trasferimenti di denaro verso la Siria, per posta o a mezzo banca, i siriani stabiliti all’estero già da prima dell’inizio della guerra, tra cui non mancano professionisti qualificati e imprenditori di successo, non possono spedire denaro ai loro parenti in patria. Per questo motivo può accadere che a dei figli o nipoti residenti in Europa o negli Usa sia impedito di dare sostegno a genitori anziani o nonni bisognosi di cure e di assistenza. Un gran numero di giovani, che frequentavano università europee o americane grazie a borse di studio offerte dal governo o da altri enti siriani, hanno poi dovuto interrompere gli studi perché tali borse sono state bloccate”.
A queste parole si riaggancia il noto appello di un anno fa delle monache trappiste che operano in Siria: “È veramente ora di finirla con questa vergogna.. Si sa benissimo che queste misure non colpiscono affatto chi è al potere. Le sanzioni colpiscono la gente, ed in modo durissimo… Niente materie prime per lavorare, niente medicinali, anche per le malattie gravi. Tutto carissimo, i prezzi degli alimenti sono arrivati a dieci volte tanto… Senza lavoro, in un paese in guerra, dilaga la violenza, la delinquenza, il contrabbando, la corruzione, la speculazione, l’insicurezza. Questi, sono i frutti delle sanzioni.”

Basta affamare il popolo siriano!
Nel silenzio assoluto dei media, le sanzioni disumane e illecite alla Siria scadranno tra qualche giorno. Occorre l’unanimità all’interno del Consiglio Europeo: il governo italiano ha la possibilità, quindi, di dissociarsi interrompendo questo dramma umanitario nei confronti della popolazione siriana.

Noi del Movimento 5 Stelle lo chiediamo dal settembre scorso.
Con una risoluzione, a mia prima firma (http://goo.gl/TRtWhD), chiedevamo e chiediamo di rimuovere l’embargo alla Siria, ristabilire le relazioni diplomatiche, rispettare la sovranità del Paese, assumere un ruolo di intermediazione nel conflitto per ristabilire la pace e aiutare la ricostruzione del Paese.
È il momento di farlo. È il momento che l’Unione Europea rispetti il diritto internazionale umanitario e i diritti umani di una popolazione ormai in ginocchio.

esteri



FONTE : Manlio Di Stefano | Un cittadino in Parlamento