Romania. Nuovo codice penale, rischia di penalizzare la magistratura e favorire la corruzione

Signor Presidente, onorevoli colleghi, Primo ministro, fin dal nostro ingresso in Parlamento abbiamo ribadito la centralità dello Stato di diritto nell’Unione europea e chiesto che le istituzioni ne monitorassero costantemente il rispetto da parte degli Stati membri e potessero intervenire in caso riscontrassero violazioni.

Siamo preoccupati da quello che leggiamo su quanto sta accadendo in Romania. Temo che le riforme del Codice penale portate avanti dal governo in corso non solo possano minare l’indipendenza della magistratura nel paese e favorire la corruzione, ma anche indebolire la cooperazione giudiziaria in materia penale con gli altri paesi dell’Unione, potenzialmente facendo della Romania un porto sicuro per continuare i propri affari illeciti impunemente. Mi riferisco alla legge che accorcia la prescrizione a un anno, di fatto lasciando impuniti gli autori di reati gravi, quali corruzione e riciclaggio di denaro, ma anche i provvedimenti abrogativi e reato di abuso di ufficio, fino alla rimozione del divieto di ricoprire cariche pubbliche per i condannati di corruzione o di abuso di ufficio e la depenalizzazione del reato di corruzione.

Noi, ad esempio in Italia, vogliamo fare esattamente l’opposto. Non possiamo permettere che chi si macchia di reati così gravi rimanga impunito. Vogliamo una riforma della prescrizione con la sospensione al primo grado di giudizio o dal rinvio a giudizio per evitare che i criminali possano beneficiare delle lungaggini dei processi per garantirsi l’impunità. Anche la lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione è una priorità del nostro governo.

Vogliamo istituire il “daspo” per i corrotti, il che significa che un condannato in via definitiva per corruzione non potrà più avere a che fare con la pubblica amministrazione. Nella direttiva per la lotta al riciclaggio di cui io sono stato relatore, siamo riusciti ad introdurre la sanzione accessoria al divieto di assumere cariche pubbliche e di candidarsi alle elezioni per coloro che hanno subito una condanna definitiva per reati di riciclaggio.

Questo è il nostro obiettivo: tenere lontani dalla pubblica amministrazione i criminali. Questo deve essere l’obiettivo, Primo ministro, della Romania e di tutta l’Unione europea. La Commissione deve vigilare affinché vengano rispettati i trattati dello Stato di diritto e gli Stati membri assicurino la corretta trasposizione di questi importanti strumenti normativi a livello dell’Unione europea, quali la direttiva sulla lotta al riciclaggio tramite il diritto penale, che ho citato, la quinta direttiva contro il riciclaggio che contiene importanti disposizioni sulle persone politicamente esposte, che mi risultano essere state scientemente omesse dal governo romeno, di cui spetterà alla Commissione valutarne la liceità.

L’intervento di Ignazio Corrao: https://www.youtube.com/watch?v=nXjQ_2CEfyg

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FONTE : Ignazio Corrao

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