Riforme, la replica di Fabiana Dadone (M5S) alle bugie del Ministro Boschi
Riforme, la replica di Fabiana Dadone (M5S) alle bugie del Ministro Boschi

Riforme, la replica di Fabiana Dadone (M5S) alle bugie del Ministro Boschi

Gentile Ministra Boschi,
so che lei e il suo governo siete in piena campagna propagandistica pro riforme costituzionali, possibilmente da tenersi in assenza di contraddittorio, ma qualche cosa da ridire alla sua replica all’ormai celebre studente di Catania Alessio Grancagnolo, l’avrei da dire.

Innanzitutto le vorrei far notare che giacché pure lei fa propri interventi altrui è inutile e poco delicato sottolineare che Alessio ha “copiato”. Ciò quantomeno per onestà intellettuale.

Ha detto, con discreta saccenza, che la sentenza n. 1/2014 andrebbe letta fino alla fine per capirla. Bene, io l’ho fatto e ho pure affrontato l’audizione di 7 costituzionalisti in Giunta delle Elezioni, per la convalida del premio di maggioranza, censurato dalla Consulta. Il punto nodale sono i “rapporti esauriti”. Se tali fossero le elezioni, la Giunta Elezioni non avrebbe senso di esistere, sennò si violerebbe l’art. 66 cost. Questo è emerso dall’ascolto di esperti che la sentenza l’hanno non solo letta ma studiata e analizzata nel puntiglio!

Oltre a ciò il principio di continuità dello Stato é stato interpretato come volto a permettere la prosecuzione dell’attività legislativa ordinaria, non per quella costituzionale. Illegittimità, oltre che inopportunità politica e morale, a toccare la Carta! Questo hanno detto chiaramente 5 esperti su 7, che con ogni probabilità hanno più terzietà nell’interpretare la citata sentenza della sottoscritta e della Boschi.

Questa riforma è stata votata da maggioranza più ampia di quella che il premio ha garantito al Pd ha detto la Boschi. Certo ma si è scordata di precisare che senza il premio abnorme del “porcellum” e senza l’ammucchiata Pd, Scelta Civica, Ncd e Verdiniani la sua riforma non avrebbe avuto i numeri.

Sostiene che il testo a sua firma non cambi la forma di governo (parlamentare): il punto è che sembra soltanto che non la cambi ma di fatto la cambia eccome! Altrimenti non ci sarebbe tutta questa indignazione da parte del mondo accademico e da parte della società civile (non sono tutti feticisti del NO a capocchia).

Si difende dall’attacco dell’iniziativa governativa sostenendo che sia stato Napolitano ad aver dato quel mandato. Anche fosse, sicuramente non ha detto in quale maniera. Ma poi non eccederebbe dalle funzioni di Presidente della Repubblica?!?

Cita con disinvoltura il 41% ottenuto dal Pd alle elezioni europee, come dato a sostegno del Governo e delle sue riforme. D’altra parte però, in altre sedi, dice che le comunali non sono un voto sul Governo … ovviamente perché fa comodo. Non sta forse rigirando la frittata in base alle convenienze del momento?!?

Sull’inopportunità che l’iniziativa sia governativa, schiva abilmente la pallottola tirando fuori votazioni avvenute all’interno della seconda sottocommissione, sapendo benissimo che si trattava di voti “parziali di indirizzo iniziale” per la stesura della bozza di Costituzione. In quella sede si votò anche per il Senato con elezione indiretta, eppure la stesura definitiva prevede l’elezione diretta. Questo perchè dopo un dibattito serio (uno vero, non come quello avvenuto su questa “deforma”), molte decisioni prese nelle sottocommissioni vennero ribaltate.

Comunque a onor di cronaca, ciò che conta è ciò che la Costituente votò nel plenum!

In tema di contrappesi poi tira fuori il meglio di sé: prima dice che il Senato non è un contrappeso poi tra i contrappesi cita la carta stampata (che il governo ha fatto la gentilezza di non monopolizzare … quantomeno a suo dire) e gli organi di garanzia che, sempre per sua grazia, ancora esistono … peccato che li indeboliscano e di molto, ma questo la Ministra non lo dice.

Sulla difesa all’Italicum neppure spendo parole perché è noto a tutti che razza di legge sia.

Dulcis in fundo il ricatto delle dimissioni a fronte della perdita del referendum … perché un Ministro quando ha ottimi argomenti a sostegno delle proprie riforme sfodera l’arma, lo strumento più idoneo: il ricatto! Anche se questa personalizzazione, indicata dal comunicatore di Obama Messina chiamato appositamente, forse è più un caldo invito ai cittadini.

Che si dibatta seriamente del merito delle riforme o che si usino trucchetti comunicativi per personalizzare la questione #IoVotoNO!

NO a queste riforme, NO a questo governo.







FONTE : Fabiana Dadone