Rifiuti Zero, Galletti loda modello Treviso. Ma nei fatti favorisce gli inceneritori
Rifiuti Zero, Galletti loda modello Treviso. Ma nei fatti favorisce gli inceneritori

Rifiuti Zero, Galletti loda modello Treviso. Ma nei fatti favorisce gli inceneritori




















Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti loda il modello rifiuti di Treviso, la provincia che arriva a oltre l’82% di raccolta differenziata. Un modello da seguire, secondo il ministro. Soprattutto dopo le battaglie per impedire la costruzione di ben due inceneritori sul territorio. Quello che però Galletti forse non sa è che quei termovalorizzatori sono stati bloccati anche grazie al Movimento 5 Stelle. Mentre a Roma e nel Lazio ministro e Governo hanno tra i loro piani proprio nuovi impianti per incenerire la spazzatura, smentendo nei fatti le parole fatte a Treviso. E dimostrando ancora una volta che le passerelle politiche sono come le bugie: hanno le gambe corte.

Il territorio di Treviso ha l’82% di raccolta differenziata ed è leader internazionale nel riciclo-recupero della materia. Un risultato raggiunto dopo anni di duro lavoro, che segue i principi dell’economia circolare, unica strada per rilanciare la sostenibilità dell’Italia e del resto dell’Europa. Quel lavoro che però rischia di essere vanificato dal cosiddetto “Sblocca Italia” di Renzi e Galletti – il più grande attentato all’ambiente del nostro Paese – che permette invece di trivellare liberamente e facilita la costruzione di nuovi inceneritori di rifiuti in altre aree del Veneto.

Persino la Commissione europea ammonisce il Governo nel report “Rifiuti energia ed Economia circolare” del 26 gennaio, dove smonta le strategie italiane. Ecco che cosa scrivono da Bruxelles: “Le risorse pubbliche dovrebbero evitare di creare sovraccapacità per il trattamento di rifiuti non riciclabili, come gli inceneritori” e si indicano investimenti prioritari in riduzione, riciclaggio e recupero di materia, mettendo anche in campo politiche come tassazione dell’incenerimento, la terminazione dei sussidi, la moratoria sulla costruzione di nuovi inceneritori e lo spegnimento progressivo di quelli esistenti”. Altro che costruirne di nuovi.

E’ necessario avviare subito una filiera eco-sufficiente di recupero della materia in Italia. Ma non possiamo farlo costruendo altri inceneritori o discariche. Dobbiamo invece ridurre, riciclare, riutilizzare e recuperare (le 4 R) i rifiuti gradualmente con un piano industriale pluriennale che rispecchia le strategie “Rifiuti Zero”.

Costruire nuovi forni inquinanti, come si è fatto a Brescia, impedisce lo sviluppo della differenziata di qualità e del riciclo-recupero dei rifiuti. L’esempio di Brescia dimostra quali ostacoli si costruiscono all’economia circolare. Se invece vogliamo davvero che il modello Treviso sia da esempio e traino per il Veneto e per il resto del Paese allora il Governo deve cambiare una volta per tutte le sue strategie in tema di rifiuti ed economia circolare. Il Movimento 5 Stelle è pronto ad accettare la sfida. Galletti, Gentiloni e il segretario del Pd Matteo Renzi lo sono?



Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte: Gianni Girotto : http://www.portavocegirotto.it/2017/05/22/rifiuti-zero-galletti-loda-modello-treviso-ma-nei-fatti-favorisce-gli-inceneritori/