Richiedenti asilo a Reggio Emilia. Serve chiarezza
Richiedenti asilo a Reggio Emilia. Serve chiarezza

Richiedenti asilo a Reggio Emilia. Serve chiarezza

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di MoVimento 5 Stelle Reggio Emilia

Trasparenza nella gestione dei richiedenti asilo, i cittadini chiedono chiarezza. Oltre 700 persone sono scese in piazza a Reggio Emilia al fianco di sette comitati di quartiere. Lo hanno fatto in maniera silenziosa e pacifica, senza bandiere e con una sola domanda portata sotto le finestre del sindaco Luca Vecchi (Pd): Da 427 a 1095. Perché?”. Sono scesi in piazza non “contro i profughi” come qualcuno vuole far erroneamente credere , ma per porre semplici domande.

Reggio Emilia secondo gli accordi con il Governo doveva ospitare 427 richiedenti asilo, sono diventati 1095. Perché? Quanti sono i veri profughi? Quanti di questi sono migranti economici arrivati qui in maniera illegale? Lo vedremo tra 2 anni. Se non verrà loro riconosciuto lo status di profughi, verranno realmente rimpatriati? Chi ci guadagna? Non certo i richiedenti asilo realmente profughi.

Un anno fa il consiglio comunale di Reggio Emilia approvò una mozione del Movimento 5 Stelle per far sì che il gruppo di lavoro sul tema dei richiedenti asilo ( coop, parrocchie, Istituzioni, Comitati, forze dell’ordine etc) informasse il Consiglio Comunale. Non è mai avvenuto!

Nel 2015 presentammo esposti all’Anac e alla Corte dei Conti per chiedere trasparenza nella gestione dei fondi.

Negli anni, la coop bianca che gestisce l’accoglienza in provincia di Reggio, ha aumentato i ricavi in maniera spaventosa (+900mila euro nell’ultimo anno), e diversi parroci fondatori l’hanno abbandonata polemicamente.

La mancanza di risposte e trasparenza da parte del Comune non aiuta una seria politica dell’accoglienza. Con i comitati, diciamo no a qualsiasi strumentalizzazione xenofoba o razzista e allo stesso tempo un fermo ‘no’ anche all’arroganza di assessori e consiglieri comunali di Sinistra Italiana e Pd che bollano come ‘razziste’ centinaia di persone che hanno il solo ‘torto’ di aver posto domande scomode al sindaco.
Cittadini legittimamente preoccupati della vita sociale nei loro quartieri, che chiedono solo trasparenza.

Chi è eletto nelle istituzioni deve ascoltare i cittadini. La piazza dei comitati va ascoltata, non demonizzata.
Questo è il dialogo. Non mettere la testa sotto la sabbia e far finta che a Reggio come in Italia vada tutto bene.

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