Renzi: premier di petrolieri e armatori
Renzi: premier di petrolieri e armatori

Renzi: premier di petrolieri e armatori

La relazione annuale 2015 sull’export militare italiano mostra un aumento del 200% sull’esportazione di armamenti per un valore complessivo di 7.9 miliardi di euro.
Aumenta parallelamente l’intermediazione finanziaria delle principali banche italiane, Intesa San Paolo e Unicredit e, per la prima volta, anche di Banca Etruria. Oggi scopriamo, quindi, che i fondi rubati ai risparmiatori di Etruria non sono stati usati solo per la speculazione finanziaria della famiglia Boschi ma anche per armare i conflitti nel mondo.
La vendita d’armi è aumentata verso i paesi in guerra ed in particolare verso l’Arabia Saudita in violazione alla legge 185/90 che proibisce la vendita di armi ai paesi in conflitto o che violano i diritti umani.
L’Arabia Saudita è lo stesso paese condannato dall’ONU per crimini di guerra in Yemen e che finanzia direttamente e indirettamente i gruppi jihadisti (Daesh e altri) che stanno destabilizzando tutto il Medio Oriente.
Ora guardate queste immagini di Homs, Siria. Guardatele bene e chiedetevi se voi vivreste in un posto così.
Perché ve le mostro? Per facilitare un ragionamento semplice semplice: la guerra è funzionale al sistema.
La guerra in Medio Oriente porta soldi nelle casse dei paesi occidentali e potere per i paesi sauditi e Israele.
La guerra in Medio Oriente muove enormi masse di migranti verso il nostro continente e con essi enormi interessi legati al business dell’accoglienza (il piano Turchia-UE ad esempio o, in piccolo, Mafia Capitale).
Per bloccare questo meccanismo dobbiamo necessariamente partire dall’interruzione delle vendita di armi.
Il M5S ha depositato una risoluzione l’8 ottobre 2015 che chiede espressamente al governo italiano di imporre un embargo d’armi contro il regime di Riad ma, ovviamente, il Governo ci ignora da allora.
Dopo lo scandalo di Banca Etruria (coinvolta anche nella vendita di armi), dopo Mafia Capitale (il cui interesse è avere migranti in gran quantità su cui speculare) e dopo Trivellopoli (che ci lega a doppio filo alle multinazionali del petrolio e quindi al Medio Oriente), non ci sono più dubbi e questi dati sull’export di armi non fanno altro che perfezionare il quadro: il Presidente del Consiglio Renzi non è il garante del popolo italiano ma di petrolieri e armatori.



FONTE : Manlio Di Stefano | Un cittadino in Parlamento