Quel “fattaccio” riservato del Consiglio comunale di Arezzo
Quel “fattaccio” riservato del Consiglio comunale di Arezzo

Quel “fattaccio” riservato del Consiglio comunale di Arezzo

Molti ricorderanno il Consiglio comunale dello scorso 28 aprile, quando durante una delle interrogazioni relative alla nomina del signor Alberto Lapenna nel Consiglio di Amministrazione di Nuove Acque S.p.A., il Presidente Mattesini ha interrotto la seduta pubblica, trasformandola in riservata, facendo allontanare dall’aula il pubblico presente e la stampa.

A seguito di ciò è stata convocata ieri la Commissione Controllo e Garanzia, per affrontare e chiarire il “fattaccio”.

In quanto membri della Commissione abbiamo approfondito nel merito la questione, evidenziando come non sia stato rispettato il Regolamento del Consiglio comunale, di cui all’art. 49 ed in particolare al comma 5, dove si fa riferimento ai criteri con i quali è possibile procedere ad una seduta di tipo riservato, mentre al comma 6 si stabiliscono le modalità con cui vi si può ricorrere.

Nel dibattito è emersa l’assenza di condizioni per le quali sarebbe stato possibile passare alla seduta riservata, in quanto la nomina di Lapenna, coordinatore pistoiese di Forza Italia, era già stata formalizzata, venendo meno ai presupposti di riservatezza. Non è stato inoltre rispettato il comma 6 poiché la seduta riservata deve essere deliberata dal Consiglio e svolgersi al termine degli argomenti legati alla seduta pubblica.

Questi sono i fatti, ma quello che è accaduto in Commissione è ancora più sconcertante.

Come membri di minoranza abbiamo stilato un documento per stigmatizzare l’accaduto, al fine di evitare che in futuro si possa ripetere un episodio simile. Il documento, formalmente legittimato anche dal Segretario Generale presente in Commissione, è stato votato favorevolmente dai soli membri di minoranza, raccogliendo il voto CONTRARIO dei restanti componenti di maggioranza. La loro scelta, nonostante sia stato accertato che la procedura adottata era viziata da irregolarità, ha legittimato la condotta tenuta durante la seduta consiliare oggetto della questione.

Vorremmo anche far notare che i verbali della seduta riservata è stato deciso che seguiranno l’iter di pubblica evidenza come nella normalità, a dimostrazione che non vi erano realmente i presupposti per ricorrere a tale procedura.

Siamo molto preoccupati dall’epilogo di questa vicenda e di come la maggioranza interpreti la democrazia.

Massimo Ricci e Paolo Lepri, Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle Arezzo



FONTE : Movimento 5 Stelle Arezzo