QUANTO COSTA UN’ORA DI LAVORO IN EUROPA?

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Secondo i dati #Eurostat, nel 2017 nel nostro Paese il costo orario per l’intera economia, con esclusione dell’agricoltura e della Pubblica amministrazione, ha superato di poco i 28 euro, contro i 30,3 euro della media dell’Eurozona e sotto i livelli dei principali partner come la #Germania (34,1 euro) o la #Francia (36 euro).

Nel complesso, il costo orario del lavoro è aumentato del 2,3% nell’Unione europea e dell’1,9% nell’area della moneta unica. I Paesi in cui il lavoro ha il costo maggiore sono nel Nord e #Benelux, tra cui la #Danimarca (42,5 euro l’ora), il #Belgio (39,6), il #Lussemburgo (37,6) e la #Svezia (36,5), mentre il lavoro resta più economico nei Paesi dell’Est e Baltici: #Bulgaria (4,9 euro l’ora), #Romania (6,3), #Lituania (8), #Lettonia (8,1), #Ungheria (9,1) e #Polonia (9,4).

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Secondo i dati Eurostat, la retribuzione oraria media in #Italia, era pari a 22,4 euro nel 2004, 25,2 euro nel 2008, 27,7 euro nel 2012, per poi oscillare attorno ai 28 tra il 2015 e il 2017.

Il problema fondamentale per l’Italia è rappresentato dai costi non salariali, che nel nostro Paese pesano per il 27,5%, il quarto valore più alto dopo Francia (32,8%), Svezia (31,1%) e Lituania (28,3%): siamo sia sopra la media dell’eurozona (25,9%) che la media Ue (24%).

In conclusione, il vero problema di competitività del lavoro italiano è rappresentato soprattutto dalla differenza tra quanto costa un dipendente al datore di lavoro e quanto riceve al netto lo stesso lavoratore.

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FONTE : Tiziana Ciprini

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