Quando l’incubatore diventa un incubo!
Quando l’incubatore diventa un incubo!

Quando l’incubatore diventa un incubo!

Era Dicembre 2016 quando i giornali annunciavano il “Tutto esaurito” per il progetto “incubatore d’impresa”. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, sul sito del comune può trovare la seguente descrizione: «un incubatore d’impresa è un’organizzazione che accelera e rende sistematico il processo di creazione di nuove imprese fornendo loro una vasta gamma di servizi di supporto integrati che includono gli spazi fisici dell’incubatore, i servizi di supporto allo sviluppo del business e le opportunità di integrazione e networking ». L’incubatore di nuove imprese della città di Ivrea è un incubatore di natura pubblica nato per impulso e impegno dell’Assessorato alla Sviluppo economico e al Lavoro della Città di Ivrea, in collaborazione con l’Associazione per gli Insediamenti Universitari nel Canavese. L’Incubatore si trova presso i locali del Centro Adriano Olivetti, sito in Piazza Mascagni, meglio conosciuto anche come “Meeting Point”. Molto bene direte voi, bhe, per una volta in effetti l’amministrazione comunale a preso una decisione corretta sotto tutti i punti di vista, non è un caso che a livello mondiale molte nuove aziende di successo siano nate grazie a star-up all’interno degli incubatori d’impresa. Per molti mesi tutto fila liscio, all’interno dell’edificio vanno via via aggiungendosi nuove imprese, sullo stabile vengo eseguiti numerosi lavori di riqualificazione e qui iniziano i problemi. Come sappiamo però, una delle maggiori criticità dei lavori pubblici, superata la fase di aggiudicazione (spesso trasparente solo sulla carta), è la qualità dei lavori svolti. Purtroppo troppe aziende private vedono la pubblica amministrazione come una mucca da mungere, “rifilando” prodotti scadenti e lavori mediocri. Arriviamo quindi al dunque, è Venerdì 19 Maggio quando su Ivrea si abbatte un acquazzone leggermente più intenso del solito è il Meeting Point inizia ad imbarcare acqua. Prima iniziano a formarsi aloni lungo le parete e sui controsoffitti e poi pian piano le scrivanie vanno a bagno, portandosi dietro le apparecchiature i documenti gli archivi ecc… neanche la palestra di scherma viene risparmiata divenendo di fatto una piscina. Bene, questo è il danno, ma come sappiamo spesso segue la beffa. Vengono chiamati gli uffici comunali per mezzo del numero unico, la centralinista, evidentemente mortificata, risponde che il Venerdì pomeriggio non c’è più nessuno e che i vigili possono essere impiegati solo per “eventi” esterni e non all’interno di edifici. Gli imprenditori non si arrendono, chiamano l’azienda delle manutenzioni per ricevere aiuto, ma “gli eventi straordinari non sono di loro competenza”. Non resta che dotarsi di stracci e scope e ripulirsi tutto. Restano come sempre i soliti dubbi e le solite amarezze. Era evitabile? Chi pagherà (se pagherà) i danni? Possibile che i lavori vengano eseguiti in modo così grossolano? E’ evidente infatti che, data la quantità d’acqua entrata, la “svista” sul tetto è sicuramente proporzionale, non si tratta di certo di qualche guarnizione danneggiata ma di un problema più strutturale. Ovviamente sarebbe scorretto addossare la colpa di questo evento sulla giunta comunale, questo perché è davvero difficile avere il controllo totale sulle opere e sui lavori, a patto però che rimedino in tempi brevi al danno rivalendosi su chi l’ha cagionato e non usando il solito povero Pantalone.

Pierre Blasotta



FONTE : Ivrea 5 Stelle

LINK: http://www.ivrea5stelle.it/quando-lincubatore-diventa-un-incubo/

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