Pubblicazione di redditi e patrimoni dei dirigenti pubblici: l’ANAC risponde
Pubblicazione di redditi e patrimoni dei dirigenti pubblici: l’ANAC risponde

Pubblicazione di redditi e patrimoni dei dirigenti pubblici: l’ANAC risponde

Il 25 Maggio 2016, con la cosiddetta Riforma Madia, è stato approvato il decreto legislativo n. 97. Il decreto prevede l’obbligo – per i vertici della pubblica amministrazione – di pubblicare online non solo l’importo degli stipendi, ma anche dei propri redditi e patrimoni. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare gli arricchimenti dei dirigenti pubblici verificatisi in passato, ponendo un freno alla corruzione.
Pertanto, a Novembre e poi a Dicembre 2016, il segretario generale Garante per la protezione dei dati personali aveva invitato i funzionari e i dirigenti coinvolti dalla riforma a preparare i documenti necessari a soddisfare le richieste dell’ANAC (l’Autorità Nazionale Anticorruzione) in merito alla pubblicazione dei patrimoni del management pubblico.
Peccato che il provvedimento, impugnato dai sindacati di categoria e da alcuni dirigenti della stessa Autorità che tutela i dati personali, sia stato sospeso su ordinanza del Tar Lazio il 28 Febbraio 2017. L’udienza è stata fissata per il 10 Ottobre 2017, portando l’ANAC a sospendere a sua volta le direttive che fissavano al 30 Aprile passato il termine ultimo per la pubblicazione dei suddetti dati. Giusto per essere precisi, i dati che non dovranno più essere pubblicati – almeno fino alla definizione del merito del giudizio – sono i seguenti:

  • i compensi legati all’assunzione della carica, gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici: in sostanza, addio alla pubblicazione degli stipendi dei manager pubblici;
  • i diritti su beni immobili e mobili registrati, le azioni e le quote di partecipazione a delle società;
  • i redditi soggetti ad Irpef.

Insomma, quello che doveva essere un atto risolutivo contro la corruzione dei vertici della pubblica amministrazione, attraverso un’opera di trasparenza nei confronti dei cittadini, si è risolto per ora con un nulla di fatto. Il suo iter è stato sospeso e non è dato sapere se e quando verrà rimesso in moto. A tal proposito, il 5 Maggio appena passato ho chiesto al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione – attraverso un’interrogazione – se non ritenesse opportuno prendere in mano la situazione, facendo il possibile per rendere immediatamente applicabili le novità introdotte dal Decreto n.97, procedendo con l’identificazione dei dati, informazioni e documenti che dovrebbero essere obbligatoriamente pubblicati.

Nel frattempo avevo informato Raffaele Cantone, Presidente dell’ANAC, di questa mia interrogazione. La sua risposta non ha tardato ad arrivare. Sottolineando come “il principio di trasparenza sia uno degli elementi portanti della disciplina della prevenzione della corruzione”, il Presidente Cantone ha affermato di seguire con particolare attenzione ed interesse la questione, auspicando “che il giudizio in corso venga definito in tempi brevi o che, in alternativa, vi sia un tempestivo intervento legislativo chiarificatore della materia”.
Che dire, non posso che concordare con il Presidente Cantone e sperare in una rapida risoluzione della questione. Non rimane che attendere la risposta del Ministero.

Per l’interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/16501&ramo=CAMERA&leg=17



Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte: Roberta Lombardi Cittadina : http://robertalombardi.info/pubblicazione-redditi-patrimoni-dei-dirigenti-pubblici-lanac-risponde/