PROGRAMMA DI GOVERNO #M5S: TURISMO

PROGRAMMA TURISMO

Introduzione

I governi fino ad oggi hanno fallito: non sono stati capaci di valorizzare il nostro meraviglioso Paese come merita. L’Italia detiene il maggior numero di beni culturali, paesaggistici, ambientali al mondo. Siamo ricchi di eccellenze che riguardano la moda, il cibo, il design. L’Italia potrebbe vivere solo di Turismo, ma questo non accade. Il MoVimento 5 Stelle vuole riposizionare il settore turistico al centro delle priorità governative. Per farlo abbiamo ragionato su azioni chiare che non possono essere rimandate: la necessità di una governance centrale, una fiscalità giusta e condivisa, scelte sostenibili e rivolte al processo di digitalizzazione del settore turistico.
Quando pensiamo al Turismo dobbiamo pensare a investimenti, ricerca e sviluppo per fare dell’Italia un esempio nel mondo.
Finora i governi hanno sempre considerato il turismo una sotto categoria della cultura. Si è sempre fatto turismo con la cultura. Con noi tutto cambierà perché finalmente parleremo di Cultura del turismo. Noi vogliamo che il turismo abbia una sua vera e propria identità. 1 miliardo investito nel petrolio genera 300 posti di lavoro. 1 miliardo investito nel Turismo genera 12mila posti di lavoro. Quando ci dicono che il turismo è il nostro oro nero, addirittura lo sottostimano. Perché l’Italia, pur essendo la meta da sogno di ogni turista, viene visitata una volta sola nella vita? Perché il nostro patrimonio culturale vale 7 volte quello di Francia e Spagna eppure noi abbiamo visite minori e introiti più bassi? Perché non c’è mai stata una programmazione strategica del turismo. Dobbiamo definire un obiettivo per i prossimi 10 anni.

Per Il MoVimento 5 Stelle il turismo è:
1. promozione unitaria ma attenta alle specificità.
2. turismo sostenibile, valorizza e tutela l’ambiente e le popolazioni.
3. turismo digitale: software e hardware che mettono insieme tutti i turisti.Turismo: Non solo cultura
L’Italia rappresenta il Paese depositario di un patrimonio culturale e storico unico al mondo:
detiene infatti anche il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità (51 ad oggi) dichiarati dall’UNESCO. Negli anni la strategia nazionale di promozione del nostro Paese ha legato il turismo quasi solo esclusivamente alla cultura. La politica governativa di questi ultimi anni è stata quella di promuovere il turismo quasi esclusivamente insieme alla cultura, infatti li ha accorpatI in un unico Ministero (MIBACT). Non solo, nella sua programmazione finanziaria del 2015 ha stabilito sul DEF (Documento di Economia e finanza) un concreto impegno nel promuovere il turismo legato alla cultura. È ormai consolidato tra gli operatori di settore che il binomio turismo cultura non è più sufficiente per promuovere in modo adeguato il nostro Paese all’estero. Il nostro patrimonio culturale paesaggistico e storico è e deve rimanere una leva strategica importantissima per il rilancio del settore, forse la più importante, ma è riduttivo pensare che sia l’unico asset su cui puntare quando si vuole promuovere l’Italia come destinazione turistica. Da una recente analisi, si è scoperto che i turisti scelgono l’Italia per tantissimi motivi: relax, cultura, lusso, shopping, natura, paesaggi, moda, enogastronomi. Questa tendenza sta cambiando anche a livello internazionale.
Il turismo potrebbe essere l’industria per far ripartire il Paese! Invece, secondo gli ultimi dati statistici sul versante dei flussi turistici stranieri in Italia, nel primo semestre 2016 si registra una flessione del 3,3% negli arrivi e dell’1,3% nelle presenze a fronte di un 2015 chiuso con un 5° posto per gli arrivi e al 7° posto per gli introiti nell’arena della competizione internazionale (UNWTO World Tourism Barometer).
Il rischio è quello di realizzare dei buoni interventi dal punto di vista normativo e istituzionale, ma inefficaci dal punto di vista dei risultati operativi per il sistema Paese. È necessaria una un’azione integrata e ben coordinata tra una governance centrale e le diverse amministrazioni competenti nei campi che hanno un importante, seppur indiretto, impatto sul turismo, come per esempio lo Sviluppo economico e i Trasporti.

Argomentazione
Oggi il settore turistico è inglobato nel Ministero dei beni culturali (MIBACT). Questa struttura lega da troppi anni il turismo italiano quasi solo esclusivamente alla Cultura, imponendo promozione e programmazione finanziaria. Il turismo potrebbe da solo essere l’industria del nostro Paese.Per ottenere risultati concreti è necessario ripensare alla struttura attuale.

Punto programmatico
Il MoVimento 5 Stelle vuole un Ministero del Turismo che svolga un’azione integrata con le diverse amministrazioni.

Un Paese unico perché ricco di migliaia diversità

A seguito delle diverse riforme costituzionali che hanno delegato la gestione delle competenze del turismo alle singole Regioni si è visto il prolificarsi di leggi che hanno generato confusione ed inefficienze. Un quadro normativo incerto, confuso e disomogeneo ha indebolito sia l’architettura istituzionale, sia la promozione del turismo nazionale. Non solo l’eccessiva frammentazione della competenza tra Stato- Regioni ma anche di enti di ridotte dimensioni quali Province, Comuni, comunità montane, ha causato, oltre all’instabilità della governance centrale, anche una scarsa efficacia della promozione all’estero, con conseguente sperpero di risorse pubbliche.
La regionalizzazione della competenza normativa in materia turistica ha creato una proliferazione di leggi spesso scoordinate e caotiche. Facciamo riferimento ad esempio alla classificazione delle strutture alberghiere così come alla regolamentazione dell’albergo diffuso che sono lasciate alle singole Regioni, creando modelli spesso discordanti l’uno dall’altro. Le singole regioni si recano nelle grandi fiere internazionali promuovendo solo il loro territorio e i loro prodotti locali. Un’azione inefficace ed inefficiente, che parcellizza la nostra promozione turistica, genera doppioni e confonde i buyer.
La promozione unitaria dell’Italia a livello internazionale è fondamentale per attirare turisti e
investitori stranieri e contribuire allo sviluppo del mercato turistico nazionale per competere in uno scenario globale sempre più dinamico. La difficoltà per il nostro paese non è tanto la promozione della sua immagine, il vero problema è la promozione unitaria dell’offerta turistica dei servizi legati all’ospitalità italiana.
Occorre, una strategia unitaria e coordinata che sappia raccogliere, riconoscere e mettere a sistema i piani di promozione elaborati dalle Regioni. Punto programmatico L’Italia è un Paese unico al mondo perché ricco di territori diversi che meritano di essere valorizzati. E’ il Paese di tutti, perché tutti hanno il diritto di essere rappresentati, anche quando parliamo di Turismo.Le numerose riforme costituzionali hanno delegato la gestione delle competenze in materia di Turismo alle singole Regioni generando il prolificarsi di leggi che hanno generato confusione e inefficienze.
Il MoVimento 5 Stelle vuole agire attraverso una promozione unitaria dell’Italia a livello internazionale, definendo una strategia unitaria e coordinata che sappia raccogliere, riconoscere e mettere a sistema i piani di produzione elaborati dalle Regioni, valorizzando al meglio i punti di forza di ogni singolo territorio.

Tasse giuste per investimenti nel settore

In Italia, solo negli ultimi decenni si è registrato un livello di tassazione turistica in crescita. Il settore turistico è gravato da una molteplicità d’imposte senza che il gettito sia reinvestito efficacemente nel settore. Le associazioni di categoria denunciano che il fisco italiano è arrivato a pesare per circa 2,5 miliardi di euro solo sui viaggiatori, senza generare opportunità economiche per gli investimenti nel settore. E’ prioritario intervenire sulla rimodulazione della pressione fiscale del settore turistico.

Rimodulazione e finalizzazione Tassa di soggiorno

La tassa di soggiorno, introdotta con il decreto del 2011 sul federalismo fiscale municipale, è ancora un tema molto controverso e dibattuto nel settore. Tale imposta, che grava sul turista ed è riscossa dalle strutture ricettive, deve essere destinata a finanziare interventi in materia di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali, nonché investimenti per i relativi servizi pubblici locali. Tuttavia si è rivelata troppo inefficace perché il Governo deve ancora adottare il regolamento che avrebbe dovuto contenere la disciplina generale di attuazione dell’imposta di soggiorno. In assenza del regolamento generale, le amministrazioni locali, che hanno scelto di applicare l’imposta, hanno adottato differenti regolamenti comunali, seguendo diversi modelli applicativi (modulata per: categoria, prezzo, stagionalità, categoria, importanza turistica del comun) e determinando di conseguenza divari di competitività territoriali. Il suo costo gestionale molto spesso ricade sulle spalle dell’imprenditore che si vede costretto a farsene carico anche quando il cliente si rifiuta di pagarla. Alcuni Comuni utilizzano i proventi dell’imposta di soggiorno per coprire sostanzialmente le perdite di bilancio, oppure destinano la maggior parte del gettito per investimenti indirettamente rilevanti per il turismo, anziché rispettare il vincolo di scopo stabilito dalla norma. Secondo una prima stima sulla destinazione delle somme raccolte con l’imposta di soggiorno, risulta che la metà dei proventi dell’imposta di soggiorno è destinata alle attività culturali a sostegno diretto delle istituzioni o per l’organizzazione di manifestazioni o eventi culturali. Proponiamo una tassa di soggiorno più equa che sia applicata a tutte le strutture ricettive (alberghi, B&B, affittacamere, case vacanze…).
La tassa di soggiorno deve essere applicata in modo proporzionale al prezzo della camera: così facendo in automatico si risolve in modo oggettivo il proliferare dei casi particolari che hanno visto creare confusione al turista e all’operatore (stagionalità, ubicazione, comune, stagionalità, categoria). Inoltre se applicata in percentuale sul prezzo, si agevolerebbero i Tour Operator che, lavorando con circa un anno di anticipo, riuscirebbero in modo più preciso a determinare i prezzi per i pacchetti vacanze; oggi infatti a causa dell’eccessiva variabilità della tassa di soggiorno i Tour Operator definiscono lo stesso in anticipo il prezzo e chiedono alle strutture di farsene carico. I comuni devono dimostrare che il gettito della tassa di soggiorno è destinato esclusivamente alla promozione e ad attività legate al turismo e alla valorizzazione del territorio.

Ridurre il peso dell’IMU sugli immobili alberghieri

Secondo le associazioni di categoria L’IMU (Imposta Municipale Unica) e la TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili, riguarda i servizi comunali rivolti alla collettività, come ad esempio la manutenzione stradale o l’illuminazione comunale) versati dal settore turistico risultano a 893 milioni di Euro e 817 Euro per ciascuna delle 1,1 milioni di camere esistenti nei circa 34 mila alberghi italiani. Ad esempio un albergo a 4 stelle di 100 camere in centro a Milano l’IMU ha raggiunto la soglia dei 100.000 euro. Non c’è dubbio che un immobile alberghiero ha una sua tipicità, che costituisce un investimento ad uso produttivo, ma tale aggravio spesso ingiustificato è contrario alle politiche di sviluppo perché indebolisce ulteriormente il rilancio del settore turistico. L’imposta municipale unica è resa più gravosa dal fatto che è dovuta anche in periodi di bassa stagione, o quando gli alberghi sono a riposo o comunque semivuoti, o quando le stesse strutture, causa della crisi di questi anni, hanno chiuso definitivamente. Ridurre l’IVA che grava sulle attività turistiche L’attuale legislazione prevede l’applicazione di un’aliquota dell’IVA pari al 10% per alcuni servizi (le prestazioni rese ai clienti alloggiati nelle strutture ricettive, la somministrazione di alimenti e bevande, il trasporto di persone e dei rispettivi bagagli al seguito) e ha stabilito un regime speciale IVA applicabile alle operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio e turismo per l’organizzazione di pacchetti turistici. Si stima che una riduzione ulteriore dell’aliquota IVA (dal 10 al 5%) sui servizi del settore turistico non solo consentirebbe all’Italia di essere maggiormente competitiva – soprattutto rispetto ai Paesi europei che applicano aliquote minori del 10% (ad esempio Germania, Francia e Spagna) e rispetto ai Paesi emergenti che non prevedono affatto tale imposta – ma avrebbe effetti positivi come l’ aumento di consumi e degli investimenti turistici e di incremento generale dell’occupazione nel settore.


Rimodulare l’entità della tassa sui rifiuti (TARI) in base all’effettiva produzione di rifiuti

La tassa sui rifiuti (TARI) riguarda la gestione dei rifiuti in Italia. La tassa finanzia i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utente. Secondo alcune stime , la Tari grava soprattutto sugli alberghi: il versamento risulta fino agli oltre 15mila euro annuali richiesti a Napoli. La Tari è elevata anche per ristoranti, trattorie e pizzerie, ad esempio per un’attività di 200 metri quadri, si può giungere a pagare, a Venezia, quasi 12mila euro. È giusto che alle imprese del settore alberghiero venga ridotta la Tari per le attività stagionali in base all’effettiva produzione di rifiuti: chi meno inquina, meno paga.

Istituire delle zone franche per rilanciare le aree turistiche in crisi.

Le Zone Franche Urbane italiane sono state mutuate dalla Francia con l’obiettivo di individuare quartieri urbani disagiati, all’interno di cui realizzare misure di politica fiscale e contributiva vantaggiose, al fine di sostenerne la ripresa socio- economica ed occupazionale. Le leggi finanziarie 2007 e 2008 hanno istituito anche in Italia le zone franche urbane come quartieri in condizioni di disagio sociale, economico e culturale, per contrastare i fenomeni di degrado e favorire l’integrazione sociale e culturale della popolazione. La normativa prevede agevolazioni fiscali e previdenziali per attrarre investimenti e sostenere la crescita imprenditoriale e occupazionale nelle piccole imprese di nuova costituzione ivi localizzate.

Semplificazione: consentire alle imprese turistiche di svolgere gli adempimenti burocratici e le comunicazioni con la PA in modo digitale

La semplificazione amministrativa è sempre stata al centro del dibattito politico ed istituzionale ed è molto sentita dalla collettività come intervento indispensabile per la modernizzazione del Paese. Il mondo imprenditoriale ha il problema di come ridurre i tempi e i costi per migliorare le procedure amministrative presenti nella vita di un’impresa.
Il nodo da risolvere è la semplificazione come organizzazione e scambio di informazioni tra le differenti Amministrazioni che ogni giorno sono in contatto nella vita delle imprese, in modo che ogni genere di adempimenti di natura amministrativa, contabile e gestionale svolti presso uno degli uffici interessati, siano direttamente trasmessi e condivisi anche agli altri, con evidente vantaggio per le imprese e per l’intera economia.
Per incrementare la competitività delle aziende turistiche italiane è necessaria una semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese, che frenano gli investimenti e la crescita del settore così come i contratti di lavoro e gli adempimenti fiscali. Altri aspetti da non sottovalutare sono la riduzione e la semplificazione della legislazione turistica e il controllo del rispetto delle norme e dei requisiti previsti dalla legge per le attività turistiche.
Per semplificare è necessario far sì che le imprese possano e svolgere i loro adempimenti burocratici e di comunicazione con la Pubblica Amministrazione in modo digitale (assunzioni, DURC, registro delle presenze…). Una misura prioritaria di veloce applicazione che porterebbe, se pur non risolvendo il problema in modo completo, a un massiccio risparmio di tempo e di costi.

Recuperare il gettito fiscale dal il Tax Free

Quando i turisti, non UE, acquistano nei negozi Italiani con il Tax Free hanno diritto, per legge, al rimborso dell’IVA presentando la fattura, rilasciata dal negoziante, in dogana. Tuttavia per gestire la procedura burocratica, i negozianti incaricano degli intermediari che si trattengono il 30% dell’Iva come provvigione. Un giro di affari di 250- 300 milioni di euro annui che invece di finire nelle tasche dei turisti (come dovrebbe essere) vanno nelle casse di pochissime multinazionali private. Una soluzione sarebbe quella di far gestire la procedura burocratica all’Erario Italiano il quale applicando una trattenuta sull’operazione (max. 10%) potrebbe poi reinvestirla nel settore turistico. Punto Programmatico Il MoVimento 5 Stelle intende avviare una seria rimodulazione della pressione fiscale. Agendo per priorita’:
1. Semplificazione: consentire alle imprese turistiche di svolgere gli adempimenti
burocratici e le comunicazioni con la PA in modo digitale
2. Una tassa di soggiorno rimodulata in modo equo, proporzionale al prezzo pagato e usata
per scopi turistici
3. Rimodulare l’entità della tassa sui rifiuti (TARI) in base all’effettiva produzione di rifiuti.

Costruire il futuro dell’Italia con il Turismo sostenibile

L’Italia è un Paese ricco di luoghi di attrazione turistica di altissimo valore economico, in grado di generare reddito e occupazione per le attività imprenditoriali. Ogni iniziativa deve però sempre tenere conto della tutela del paesaggio e dell’ambiente. La tendenza turistica attuale è sempre più rivolta verso scelte di turismo sostenibile, inteso come “soddisfazione dei bisogni del presente senza compromettere la possibilità di soddisfare quelli delle generazioni future”. Noi vogliamo agire in ottica sostenibile preservando e valorizzando tutti i beni dai quali il Turismo è generato.
Oggi è fondamentale puntare su specifiche politiche per ottenere un turismo sostenibile.

La capacità di carico

La capacità di carico di una destinazione è per definizione: il numero massimo di persone che possono visitare contemporaneamente una destinazione turistica senza provocarne danni ambientali, economici, e socio culturali e senza ridurre eccessivamente la qualità dell’esperienza fruita dai visitatori. Un esempio eloquente, ma purtroppo non l’unico in Italia, è Venezia che riceve più di 20 milioni di visitatori annui anche se uno studio ha evidenziato come per non superare la capacità di carico della città, essa avrebbe dovuto ospitare al massimo 12 milioni di turisti all’anno.

Albergo diffuso

Albergo Diffuso: un albergo che non si costruisce, ma che nasce mettendo in rete case pre- esistenti, rientra in questa tendenza generale di evoluzione dell’offerta turistica del nostro Paese, che ha fatto parlare di trend da struttura verticale a orizzontale. Interessa chi si occupa e crede al turismo sostenibile, il modello di ospitalità che potrebbe cambiare e rivalutare il panorama dell’offerta turistica del nostro paese, per lo sviluppo di borghi e centri storici, perché non c’è bisogno di alberghi nuovi ma di nuovi alberghi.

Mobilità Dolce

Il boom del settore turistico in questi ultimi anni è stato anche grazie allo sviluppo della mobilità. Tuttavia il turismo e il trasporto di massa hanno portato uno sfruttamento e l’impoverimento di zone che prima, anche grazie alla loro inaccessibilità, erano maggiormente preservate.
Dare valore al turismo esperienziale e al turismo lento a partire anche da una scelta oculata dei mezzi di trasporto sostenibili (non motorizzati che rispettino l’ambiente) può significare non solo dare un’impronta nuova alla propria vacanza vivendo un’esperienza, ma anche ridurre gli impatti negativi che un turismo fuori controllo può avere sugli abitanti di un territorio.

Forme di percorsi di turismo alternativo

Realizzazione di percorsi naturalistici, storico/artistici, eno- grastronomici e interventi finalizzati a sostenere il recupero del patrimonio culturale e paesaggistico.
L’eccezionale patrimonio artistico e ambientale, in termini di quantità e qualità, è una formidabile risorsa cui attingere per ideare e attuare percorsi turistici alternativi, ricchi di riferimenti culturali solo apparentemente secondari ma che, in realtà rappresentano un modo, alternativo e sostenibile, di valorizzare una grande ricchezza (es. non solo la visita ad un museo o una città d’arte ma, al contempo, prevedere percorsi paralleli che leghino i luoghi a pagine della nostra letteratura, a brani del nostro repertorio musicale), non più vista come giacimento da sfruttare ma trasformandola in strumento di divulgazione e approfondimento culturale

Ecomuseo

Un ecomuseo, diversamente da un normale museo, non è circondato da mura o limitato in altro modo, ma si propone come un’opportunità di scoprire e promuovere una zona di particolare interesse per mezzo di percorsi predisposti, di attività didattiche e di ricerca che si avvalgono del coinvolgimento in prima persona della popolazione, associazioni e istituzioni culturali. In questo nuovo tipo di museo l’aspetto ambientale e la componente geografica prevalgono nettamente. Inoltre si può dichiarare che il museo diffuso appartiene alla comunità, che è essa l’ecomuseo. Racconta l’identità di una comunità parlando degli utensili attori delle sue tradizioni: certi lavori d’artigianato, di certe professioni che sopravvivono nonostante i cambiamenti del tempo.


Turismo Rurale ed Ecoturismo

È sotto gli occhi di tutti che le zone rurali negli ultimi anni hanno vissuto un abbandono lento ma inesorabile verso le grandi aree urbane. Ma proprio grazie al loro appeal turistico potrebbero rinascere insieme all’economia del luogo. Sempre più turisti hanno rivolgono la propria attenzione a luoghi suggestivi, zone ancora incontaminate, posti speciali in cui l’identità della cultura locale fa ancora sentire con decisione la propria presenza. Questi luoghi fanno vivere al turista un’esperienza nuova e soprattutto a contatto con la natura e le attività artigiane del luogo. Inoltre il turismo rurale, che ha il suo periodo più favorevole in autunno ed in primavera, è un’alternativa valida che potrebbe risolvere destagionalizzare il turismo e distribuirlo durante tutto l’arco dell’anno.
Ecoturismo è la contrazione delle parole turismo ecologico. È una forma di turismo incentrato sull’impegno ambientalista e sociale ed è caratterizzato dalla promozione di uno sviluppo sostenibile del settore turistico minimizzando l’impatto ambientale.

Punto programmatico

Considerando la tendenza sempre più richiesta di opportunità di turismo sostenibile e la volontà
di perseguire un’economia turistica ambientale sostenibile il MoVimento 5 Stelle ha intenzione
di puntare su azioni specifiche con massima priorità:
1. Favorire il diffondersi di attività turistiche ricettive che non accrescono il consumo di
territorio, utilizzando strutture già esistenti (Bed & Breakfast, Albergo diffuso,
Agriturismo)
2. Sviluppo del Turismo Rurale ed Ecoturismo
3. Favorire la localizzazione di attività tradizionali ed artigiani e dei loro punti vendita
integrandole alle strutture turistiche principali

Questa pagina e’ qui servita solo allo scopo di migliorare l’accesso all’informazione.
Per il programma ufficiale del governo #m5S, si prega di fare riferimento a: http://www.movimento5stelle.it/programma/

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