PROGRAMMA DI GOVERNO #M5S: SPORT – cultura sportiva è il fulcro di un Paese in salute

cultura sportiva è il fulcro di un Paese in salute

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Sport

Indice

Indice 1
Introduzione 1
La Visione del M5S: principi e valori 1
Obiettivi 2
Il ruolo dello Stato nel sistema sportivo italiano 2
Proposte 3
Riassegnare allo sport le funzioni del passato 3
Il ruolo del Coni tra attuali assetti e prospettive future 3
Statuto del CONI e delle Federazioni Sportive Nazionali 4
Il riconoscimento professionale e le tutele giuslavoristiche delle atlete professioniste 6
La pratica motoria sportiva nel sistema scolastico 7
Il riconoscimento dei professionisti dell’attività motoria 7
L’esercizio fisico come strumento di prevenzione e di cura 8
Le politiche di contrasto al doping 9
Impiantistica sportiva in Italia 10
Sport e partecipazione 11

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Introduzione

La Visione del M5S: principi e valori
L’obiettivo dello Stato italiano deve esser quello di fornire a tutti i cittadini gli strumenti
necessari, nonché le condizioni ideali affinché possano sviluppare una cultura sportiva e
dell’esercizio fisico in grado di accompagnarli per l’intero arco della vita. Il fulcro di un Paese
in salute è proprio la cultura del movimento e sportiva intesa come valore in base al qualel’individuo impara a essere un soggetto fisicamente “attivo” e “autonomo” nel prendersi cura
di se stesso e del proprio stato di salute. Questo fine, raggiungibile esclusivamente con una
programmazione a lungo termine da parte dello Stato, si persegue investendo
nell’educazione alla motricità già a partire dalla prima infanzia in modo da fornire ai nostri
bambini un patrimonio ampio e diversificato di esperienze motorie, contrapposto alla
specializzazione precoce che al giorno d’oggi è riscontrabile in molte realtà sportive. Così
facendo si potranno porre le basi per i futuri cittadini “attivi” del domani e per gli atleti in
grado di competere ai massimi livelli.
Tale obiettivo è realizzabile attraverso linee-guida sulla promozione dell’attività motoria e
sportiva comuni a tutti gli organi di governo coinvolti (Ministero dell’Istruzione dell’Università
e della Ricerca, Ministero della Salute e l’Ufficio per lo Sport istituito presso la Presidenza
del Consiglio dei Ministri) affinché trovino applicazione nelle principali realtà italiane che si
occupano di esercizio fisico e attività sportiva: Scuola, Università, Coni, enti di promozione
sportiva, centri di ricerca e associazioni e società sportive. Nel rispetto delle proprie
competenze e del proprio ruolo, ciascuno deve seguire le indicazioni dettate dallo Stato: solo
così si potrà parlare di “sistema sportivo italiano” e di promozione del benessere fisico
caratterizzato da una condivisione di valori e di intenti.
Obiettivi
Il ruolo dello Stato nel sistema sportivo italiano
Lo sport italiano oggi più che mai soffre la carenza di politiche che mettano davvero la
pratica sportiva al centro del dibattito nonché la mancanza di azioni che siano incentrate sui
reali bisogni di tutto il settore. Gli ultimi Governi hanno mostrato il grave disinteresse verso il
mondo sportivo, delegando in maniera pressoché totale ogni iniziativa al Comitato olimpico
nazionale italiano (CONI) e limitandosi a intervenire su questioni spesso marginali e limitate
ad aspetti di tipo economico o propagandistico.
È necessario precisare, tuttavia, come il mondo politico sia diventato estraneo soltanto allo
sviluppo e alla promozione dello sport italiano e all’assunzione di iniziative legate alla
crescita di tutto il sistema, concentrandosi, invece, in quella che negli ultimi anni si è
dimostrata una vera e propria sistematica occupazione delle maggiori cariche all’interno di
enti e federazioni sportive nazionali.
È necessario ricordare come oggi il nostro sistema preveda che le funzioni in materia di
sport vengano attribuite al Presidente del Consiglio dei Ministri, il quale può comunque
decidere di rimettere tale delega a un altro esponente del suo Governo. Nel corso degli
ultimi anni l’assenza d’interesse da parte degli esecutivi per la pratica sportiva ha
condannato tutto il sistema a un lento ma inesorabile declino, sia per ciò che riguarda lo
sport professionistico, sia con riferimento allo sport di base e dilettantistico. Non bisogna
confondere, infatti, lo sport con l’insieme di competizioni [ a ] cui partecipano i nostri migliori
atleti, perché parlando di attività sportiva dobbiamo riferirci, soprattutto, all’esercizio fisico,
all’educazione, alla salute e al benessere. Lo sport non può essere circoscritto alla sola
competitività dei nostri migliori atleti, ma deve coinvolgere ogni attività sportiva
praticata anche a livello amatoriale. Il nostro Paese, purtroppo, non riesce ancora aguardare allo sport come un fondamentale strumento di educazione e prevenzione,
assumendo un ruolo sociale insostituibile e determinando, ove ben condotto, un aumento
complessivo dello stato di salute di ogni persona. Questa condizione è oggi determinata
proprio dall’assenza di politiche sportive adeguate.
Proposte
Riassegnare allo sport le funzioni del passato
Il MoVimento 5 Stelle vuole intervenire per attuare con urgenza politiche efficaci ​, e per
ridare allo sport quella funzione che oggi sta perdendo. Per assicurare ciò occorrerà
intervenire anche attraverso una profonda revisione della governance di tutto il mondo
sportivo, sia a livello governativo sia federale. È necessario limitare il potere dei vertici del
mondo sportivo, rimettendo al centro dell’attenzione gli interessi dell’individuo, che si tratti di
un atleta professionista o meno. Troppo spesso negli ultimi anni lo sport è stato al centro
delle cronache sportive non per i risultati raggiunti in campo internazionale ma per la cattiva
gestione delle amministrazioni dello sport.
L’interesse verso il mondo sportivo e il notevole giro d’affari ha iniziato ad attrarre soggetti
del tutto disinteressati dal buon andamento del movimento, adoperandosi, piuttosto, per la
copertura di cariche sempre più importanti. È del tutto evidente che tali meccanismi si siano
resi possibili anche a causa del disinteresse della politica che spesso è risultata addirittura
complice di azioni scorrette e, in alcuni casi, illecite. Il MoVimento 5 Stelle intende quindi
liberare il mondo dello sport da interessi che nulla hanno a che fare con la crescita del
sistema sportivo italiano ​, adoperandosi affinché i vertici delle più importanti
amministrazioni vengano scelti secondo criteri meritocratici adeguati a garantirne il buon
andamento.
Per questo motivo il MoVimento 5 Stelle intende:
● emanare linee-guida che indirizzino gli organi sportivi negli obiettivi da raggiungere a
breve, medio e lungo termine;
● assicurare la presenza di un Ministro dello Sport con piene funzioni, attento alla
vigilanza e alla verifica del buon andamento del sistema.
Il ruolo del Coni tra attuali assetti e prospettive future
Il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) è nato oltre cento anni fa, nel 1914, quale
ente privato [a] cui è stato affidato il compito di preparare al meglio i nostri atleti chiamati alle
gare olimpiche. Oggi il CONI rappresenta il centro di tutti i maggiori interessi sportivi italiani e
gestisce direttamente tutto il sistema sport quale confederazione di associazioni private: le
federazioni sportive e le discipline sportive associate. Ad esso si affianca il Comitato italiano
paralimpico (CIP) che assicura la promozione della pratica sportiva e l’integrazione sociale e
culturale in favore dei disabili.
Secondo lo Statuto del CONI, a esso è affidato il compito di curare e potenziare lo sport
italiano, mantenendo comunque il compito di garantire la miglior preparazione possibile per inostri atleti affinché questi siano in grado di partecipare al meglio alle principali competizioni
internazionali e, naturalmente, alle Olimpiadi. È evidente, pertanto, che il ruolo della politica
risulta oggi sempre più marginale. Se è vero che al Presidente del Consiglio dei Ministri
vengono attribuite alcune importanti funzioni, è ormai evidente che negli ultimi anni i Governi
si siano del tutto disinteressati all’introduzione di nuovi provvedimenti in favore del mondo
sportivo, arrivando a delegare al CONI anche la promozione stessa della pratica sportiva nel
nostro Paese. Il Comitato è infatti l’autorità di disciplina, regolazione e gestione delle attività
sportive intese come elemento essenziale della formazione fisica e morale dell’individuo e
parte integrante dell’educazione e della cultura nazionale. Non soltanto: il CONI oggi detta
anche i princip ȋ fondamentali per la disciplina delle attività sportive e per la tutela della salute
degli atleti.
Crediamo fortemente che nel momento in cui sia auspicabile garantire una certa
autonomia al mondo sportivo, sia altrettanto necessario che la politica faccia la
propria parte, indirizzando seriamente le azioni che dovranno eventualmente essere
messe in atto dal CONI ​. Esistono temi su cui non è più pensabile lasciare alla libera
iniziativa del Comitato perché soltanto attraverso piani strutturati riusciremo a raggiungere il
fondamentale obiettivo di sviluppare la cultura sportiva e dell’esercizio fisico sin dalla
giovane età.
Per questo motivo il MoVimento 5 stelle ritiene che il CONI debba tornare ad occuparsi
del suo fondamentale compito di formazione olimpica dei nostri migliori atleti ​, i quali
saranno così in grado di raggiungere i traguardi più prestigiosi per lo sport italiano, lasciando
allo Stato il compito di promuovere su tutto il territorio nazionale la pratica sportiva.
Statuto del CONI e delle Federazioni Sportive Nazionali
Così come previsto dal suo Statuto il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) è la
Confederazione delle Federazioni sportive nazionali (FSN) e delle Discipline sportive
associate (DSA). Le Federazioni sportive nazionali sono costituite dalle società, dalle
associazioni sportive e, in alcuni casi, anche da singoli tesserati, e sono rette da norme
statutarie e regolamentari, nel rispetto dell’ordinamento sportivo nazionale e internazionale.
Alle Federazioni è affidato il compito di svolgere l’attività sportiva e le relative attività di
promozione, e per tali ragioni è loro riconosciuta una notevole autonomia, tecnica,
organizzativa e gestionale benché sotto il diretto controllo del CONI.
È chiaro quindi che tali prerogative, sommate ai poteri assegnati al CONI già evidenziati,
coprono tutti gli spazi relativi al mondo sportivo e ad ogni attività ad esso connessa,
lasciando alcuni compiti in capo al Governo. Per tali motivi il MoVimento 5 Stelle ritiene
che sia necessario assicurare la trasparenza nella gestione amministrativa del CONI e
delle Federazioni, dal momento che gli interessi in gioco sono senz’altro notevoli ​. Non
soltanto, infatti, occorre considerare l’aspetto direttamente legato al mondo sportivo e alla
sua promozione, ma risulta altrettanto importante sottolineare i grandi interessi politici ed
economici che lo sport muove nel nostro Paese. A causa di tali interessi, nel corso degli anni
gli Enti sportivi hanno visto una progressiva occupazione delle più alte cariche
amministrative, divenendo veri e propri centri di potere da gestire senza alcun riguardo verso
il mondo dello sport. Risultano così numerosi i casi di presidenti rieletti per oltre un
ventennio, determinando una preoccupante condizione di occupazione delle cariche elettivee un’assoluta mancanza di ricambio all’interno degli enti sportivi.
Le criticità all’interno della confederazione, tuttavia, non si limitano a tali abusi. Nel corso
degli ultimi anni, infatti, risultano numerosi i casi di illeciti commessi sia all’interno sia
all’esterno delle società da parte dei dirigenti sportivi. E ancora, non sono pochi i casi di
dirigenti in palese conflitto di interessi, chiamati a ricoprire ruoli apicali nonostante le proprie
incompatibilità. Dietro la necessaria interdipendenza, oggi si nasconde una gestione spesso
spregiudicata della cosa pubblica, mal celata dietro l’assenza di norme stringenti mai
adottate da chi dovrebbe, invece, garantire il corretto funzionamento delle attività sportive
nazionali.
Il MoVimento 5 stelle ha più volte denunciato la presenza di soggetti in possesso di
incarichi di tipo politico comunque chiamati a ricoprire ruoli di vertice all’interno delle
federazioni ​. Eppure, ancora oggi, nessun serio provvedimento è mai stato adottato e
nessuna misura legislativa in grado di superare questa evidente criticità.
Appare quindi urgente prevedere nuove misure che regolino le attività della gestione
amministrativa sportiva, improntandole a criteri di trasparenza ed efficienza ​. Per fare
questo sarà necessario introdurre seri provvedimenti che assicurino l’assenza di conflitti di
interesse all’interno delle federazioni e l’immediata decadenza per tutti gli organi che non
risultano in possesso dei requisiti di indipendenza e onorabilità necessari a presiedere enti
così importanti.
Per quanto riguarda il limite ai mandati, oggi non previsto dagli Statuti delle Federazioni, il
Parlamento è stato a lungo in attesa dell’approvazione del provvedimento che dovrebbe
limitare la rielezione delle cariche federali, e a pochi giorni dallo scioglimento delle camere le
speranze risultano pressoché nulle.
Infine riteniamo necessario un intervento che renda più stringenti i controlli relativi alle spese
sostenute dal CONI e dalle Federazioni, attraverso un sistema più trasparente e in grado di
limitare ulteriormente la discrezionalità.
In questa direzione sarebbe auspicabile accorpare alcune Federazioni che per disciplina
risultano essere sostanzialmente simili, determinando non soltanto un miglior controllo ma
un conseguente e considerevole risparmio di denaro e di risorse.
Per tali motivi il MoVimento 5 stelle intende:
● introdurre un limite per i mandati per gli organi delle federazioni sportive;
● stabilire la decadenza dei membri che non rispettino i nuovi criteri;
● introdurre criteri di candidabilità stringenti, che garantiscano la presenza di soggetti
non condannati, che non presentino conflitti di interessi e doppi incarichi, eliminando
la presenza di soggetti che ricoprono ruoli politici;
Il riconoscimento professionale e le tutele giuslavoristiche delle
atlete professioniste
L’articolo 3 della Costituzione italiana garantisce e tutela il principio di uguaglianza,
prevedendo, in primo luogo, che lo Stato e le sue Istituzioni si facciano carico di assicurare
l’effettiva rimozione di ogni forma di discriminazione, anche in ambito sportivo, attraverso un’
equiparazione di trattamento nelle discipline sportive professionistiche.L’ordinamento italiano, tuttavia, non prevede una disciplina organica e adeguatamente
strutturata per le attività sportive professionistiche praticate dagli atleti di entrambi i sessi, dal
momento che oggi si definisce, di fatto, quale professionistica l’attività agonistica svolta dagli
atleti di sesso maschile, generando in tal modo un evidente squilibrio nella parità di genere.
Le federazioni sportive nazionali riconoscono come professionistiche solo sei discipline
sportive su sessanta, ed oggi, si sono ridotte solamente a quattro: il calcio, il golf, il basket e
il ciclismo. Tutte esclusivamente afferenti al solo settore maschile.
La legge 23 marzo 1981, n. 91, (recante «Norme in materia di rapporti tra società e sportivi
professionisti») è l’unico provvedimento che regola attualmente il professionismo sportivo. In
particolare, l’articolo 2 ha demandato al Coni e alle federazioni sportive la definizione di
professionismo sportivo, distinguendola dall’attività dilettantistica, determinando in questo
modo un profondo elemento discriminatorio che nel corso degli anni ha penalizzato le donne
che praticano sport in maniera professionistica.
Tali discriminazioni di genere sono causate anche da questioni economiche in capo alle
società sportive, e dal conseguente inadempimento del Coni e delle federazioni in relazione
alla necessità di definire il settore professionistico per gli atleti di entrambi i sessi.
Il quadro che ne deriva è quello per cui le atlete italiane che fanno dello sport il loro
lavoro sono penalizzate e costrette a gareggiare da sportive dilettanti ​, dal momento
che, in assenza di un quadro giuridico definito, nessuna federazione permette loro di
accedere all’attività professionistica, anche nei casi in cui le stesse federazioni abbiano
riconosciuto per i colleghi di sesso maschile la qualifica di atleta professionista.
La principale conseguenza della mancata applicazione della qualifica di atleta professionista
determina per le donne pesanti ricadute in termini di assenza di tutele fondamentali, tra le
quali quelle previdenziali e la mancanza di trattamenti salariali adeguati all’effettiva attività
svolta; nello specifico, le atlete donne non percepiscono né il trattamento di fine rapporto, né
gli indennizzi o altre tutele per i casi di maternità e sono escluse dalla maggior parte delle
forme di tutela presenti nel mondo del lavoro; inoltre, in alcuni casi, al verificarsi di infortuni,
le spese di cura e di riabilitazione sono a carico delle stesse.
Per questi motivi, il Movimento 5 Stelle intende:
● superare la discriminazione femminile nello sport perseverando nella strada della
sensibilizzazione in materia di parità di diritti nello sport, parità di accesso alla pratica
sportiva e di cultura sportiva in generale;
● prevedere un fondo adeguato a garantire, in una fase transitoria che anticipi una
adeguata regolamentazione, la tutela per le atlete donna durante il periodo della
maternità
La pratica motoria sportiva nel sistema scolastico
La pratica motoria e sportiva, se ben condotta e con l’ausilio di personale qualificato,
contribuisce in modo significativo al miglioramento della qualità della vita costituendo
un’efficace attività di prevenzione delle malattie (quali, ad esempio, quelle cardiovascolari, il
diabete, l’obesità, i tumori e altro), e aiutando a ridurre la spesa pubblica sanitaria.
Per tali motivi, è importante improntare sani stili di vita fin dalla tenera età procedendo a un
graduale accesso alle attività motorie e sportive.Negli istituti di scuola primaria, ad oggi, non è garantita la presenza di insegnanti
specializzati nella pratica sportiva dal momento che negli ultimi anni si è preferito attuare
delle politiche non lungimiranti basate su meri progetti annuali e volte solamente a
tamponare la necessità di assicurare ai nostri bambini il perseguimento del benessere
psicomotorio.
Per questi motivi, il Movimento 5 Stelle intende:
● sviluppare politiche scolastiche che conferiscano alla pratica sportiva la giusta
dimensione all’interno del sistema educativo grazie alle competenze di personale
docente adeguatamente formato;
● prevedere l’inserimento dei laureati in scienze motorie già a partire dalla scuola
primaria dove l’insegnamento dell’educazione fisica è reso obbligatorio dai curricula
didattici ma non è ancora esercitato da personale competente;
● perseguire misure di inclusione sociale attraverso la pratica sportiva coinvolgendo i
bambini affetti da disabilità;
● potenziare il monte ore dedicato all’insegnamento dell’educazione fisica e sportiva
che nelle scuole primarie non deve essere inferiore a tre ore settimanali.
Il riconoscimento dei professionisti dell’attività motoria
Il decreto legislativo n. 178 del 1998 trasformò il vecchio ISEF (Istituto Superiore di
Educazione Fisica) in “Scienze Motorie” creando un nuovo corso di laurea che aveva
l’obiettivo di formare professionisti che avessero adeguate conoscenze nelle aree
didattico-educative, della prevenzione e dell’educazione motoria adattata, tecnico-sportive e
manageriali.
Tale trasformazione intendeva offrire continuità al percorso formativo scolastico che aveva
generato negli anni precedenti migliaia di insegnanti di educazione fisica.
Tralasciando le valutazioni in merito all’opportunità o meno di tale cambiamento, quel che è
certo è che arrivati a oggi gli operatori delle Scienze Motorie vivono un senso di grande
disorientamento.
Considerate tali premesse, è facile pensare come in realtà il passaggio da ISEF a Scienze
Motorie non sia mai stato compiuto e sul piano culturale e innovativo la trasformazione
auspicata non è mai avvenuta. Se da una parte, infatti, è stato creato un corso di laurea
capace di formare «professionisti del movimento», dall’altra non sono intervenute le
opportune modifiche nel mondo del lavoro, rivelatosi incapace di accogliere i nuovi
professionisti in scienze motorie; non si è investito in prevenzione, non si è investito nella
Scuola, non si è investito in una nuova classe sportiva dirigente e soprattutto non è stata
avviata una reale sensibilizzazione della popolazione Italiana sull’importanza vitale di questa
materia.
Se l’obiettivo dello Stato era, ed è tuttora, quello di formare migliaia di esperti del movimento
che educhino le persone a corretti stili di vita, a una prevenzione costante delle malattie, a
un’alimentazione equilibrata e che sappiano indirizzare le nuove generazioni a una qualità
della vita superiore alla nostra, allora il progetto sta fallendo.
Il Movimento 5 Stelle intende intervenire sul riconoscimento reale del professionistain scienze motorie al fine di perseguire, coadiuvando e supportando il personale
sanitario, l’unico interesse generale: la tutela della salute pubblica.
L’esercizio fisico come strumento di prevenzione e di cura
Secondo le linee-guida elaborate dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) definite
«Strategia sull’attività fisica per la regione europea 2016-2020», l’inattività fisica è divenuta
uno tra i principali fattori di rischio per la salute in quanto ritenuta responsabile ogni anno di
un milione di decessi; a livello collettivo, l’inattività non solo ha un pesante impatto negativo
in forma di costi diretti per il sistema sanitario, ma ha anche un elevato costo indiretto in
termini di aumento dei congedi per malattia, delle inabilità al lavoro e delle morti precoci. Si
calcola che per una popolazione di dieci milioni di persone per metà non
sufficientemente attive, il costo dell’inattività sia di 910 milioni di euro l’anno ​; e il dato
ancora più allarmante è che la tendenza verso l’inattività sembra aumentare di anno in anno,
specialmente nei ceti meno abbienti.
Si deve entrare nell’ottica secondo cui l’esercizio fisico è un “farmaco” che opportunamente
somministrato previene le malattie croniche da inattività e ne impedisce lo sviluppo,
garantendo considerevoli vantaggi sia al singolo individuo sia al Sistema sanitario, riducendo
i costi ingenti legati alle ospedalizzazioni e all’uso dei farmaci.
Occorre, pertanto, includere la prescrizione dell’attività fisica da parte del Servizio sanitario
nazionale come accade già in altre realtà, implementare i programmi avviati sull’attività fisica
sia in riferimento alla promozione che alla prevenzione e terapia, in una visione che rinnovi
l’attuale impostazione e che conferisca il giusto peso all’esercizio fisico da utilizzare come e
spesso al posto di un farmaco.
Più specificamente, il Movimento 5 Stelle ritiene necessario estendere ad ambiti
territoriali più ampi l’esperienza già maturata con progetti pilota attuati in alcuni
ambiti regionali, riguardanti programmi di prescrizione dell’attività fisica, rivolti a
persone che presentano problemi di salute per i quali questo trattamento è di
dimostrata efficacia ​, costruendo a tal fine percorsi assistenziali integrati.
Favorire un approccio life-course mirato alla prevenzione e alla sensibilizzazione dei
cittadini, agendo precocemente e lungo tutto il corso della vita per ridurre i fattori di rischio
come fumo, abuso di alcol, sedentarietà e alimentazione scorretta costituisce senza dubbio
una delle migliori soluzioni.
Per questi motivi, muovendo dall’idea che l’invecchiamento attivo debba essere un obiettivo
prioritario del Governo e che a tutte le età vada garantito un elevato livello di qualità della
vita, proponiamo le seguenti azioni:
● promuovere la prescrizione ai pazienti dell’esercizio fisico come farmaco e di
affidare alla figura di un esperto professionista (quale ad esempio il laureato in
scienze motorie) la sua somministrazione in luoghi adeguati e sicuri;
● mettere a regime su base nazionale progetti sperimentali già avviati che nel
corso degli ultimi anni si sono rivelati modelli di best practice per la prescrizione
dell’attività fisica adattata alle caratteristiche dell’individuo a persone con fattori di
rischio o affette da patologie, garantendo la sua somministrazione tutorata grazie ai
medici dello sport, agli specialisti di riferimento e ai laureati in scienze motorie;● avviare a livello nazionale un’ implementazione di strutture o palestre della salute
che siano adeguatamente funzionali alla somministrazione di attività fisica
adattata e che siano concepite per promuovere l’esercizio fisico non soltanto ai fini
della prevenzione ma anche per il trattamento di malati cronici.
Le politiche di contrasto al doping
Il doping rappresenta oggi un tema di assoluta importanza nel panorama sportivo.
Negli ultimi anni l’assunzione di farmaci in grado di alterare le prestazioni degli atleti non
soltanto a livello professionistico è considerevolmente aumentata, anche grazie alle nuove
scoperte mediche relative a sostanze in grado di aggirare i normali controlli antidoping.
Purtroppo un numero sempre maggiore di sportivi ricorre all’utilizzo di sostanze proibite e
dannose per il nostro organismo, in grado sì di migliorare la performance sportiva o
l’efficienza psicofisica, ma capace di comportare danni anche irreversibili al nostro
organismo. Come più volte sostenuto, il Movimento 5 Stelle ritiene fondamentale
concentrarsi sul rafforzamento delle misure di contrasto al doping non soltanto per
limitare il ricorso a metodi sleali all’interno delle competizioni sportive, ma per
accrescere l’idea che lo sport è soprattutto benessere fisico, il quale non potrà mai
essere raggiunto attraverso l’utilizzo non terapeutico di farmaci in grado di alterare le
prestazioni del nostro corpo.
La normativa internazionale in materia di antidoping prevede che ogni Paese firmatario del
Codice mondiale antidoping introdotto dal WADA, World Anti-Doping Agency, debba dotarsi
di una propria Organizzazione nazionale antidoping, NADO.
Inizialmente l’organizzazione in materia di antidoping è stata affidata direttamente al CONI,
ma a partire dall’anno 2015 si è deciso di istituire un ente denominato NADO ITALIA, di
derivazione funzionale della Agenzia Mondiale Antidoping e con responsabilità esclusiva in
materia di adozione ed applicazione delle norme nei confronti dei trasgressori, il quale,
benché formalmente autonomo, rimane di fatto controllato dal Comitato olimpico. Il
MoVimento 5 Stelle ritiene fondamentale intervenire per migliorare la cultura antidoping,
soprattutto tra chi pratica sport a livello amatoriale, anche attraverso la diretta collaborazione
del Ministero della Salute, attraverso campagne informative in grado di limitare il fenomeno.
A nostro avviso l’attuale sistema delle competenze sull’antidoping, e della
responsabilità dei controlli, deve certamente essere migliorato, per superare i possibili
conflitti di interesse del CONI che, attraverso NADO ITALIA, assume oggi, di fatto,
l’ambivalente funzione di controllore e controllato.
Sul punto anche la WADA ha più volte sottolineato la necessità di affidare i controlli
antidoping ad autorità pubbliche e indipendenti dai governi.
Impiantistica sportiva in Italia
Le norme statali regolano sia la costruzione sia il funzionamento degli impianti sportivi, con
particolare riferimento alla loro progettazione, ai vincoli in materia di sicurezza e igiene, alle
forme di utilizzo e di gestione. Le norme CONI, invece, individuano i livelli minimi qualitativi e
quantitativi da rispettare nella realizzazione di nuovi impianti sportivi, ovvero nellaristrutturazione di quelli esistenti. Al rispetto di tali norme sono soggetti tutti gli impianti
sportivi destinati alla pratica di discipline regolamentate dalle Federazioni sportive nazionali
e dalle loro affiliate, ovvero ad attività propedeutiche, formative e di mantenimento di tali
discipline. Per una migliore definizione della normativa di riferimento risulta necessario,
inoltre, individuare la tipologia di impianto, con riferimento alla sua destinazione, alla sua
grandezza e alla sua utilità. Tuttavia un ruolo fondamentale viene ricoperto dagli enti locali e
dalle Regioni, ai quali vengono demandati importanti compiti in materia di nuova costruzione
e ristrutturazione degli impianti, e chiamati a definire con proprio atto normativo le modalità
di utilizzo dei vari impianti sportivi comunali. Non soltanto. Gli enti locali sono chiamati a
gestire gli impianti di proprietà, all’interno dei quali viene svolta l’attività sportiva dalla
maggior parte dei cittadini. Agli enti locali spetta, ad esempio, la determinazione delle tariffe
per la fruizione degli impianti nonché le modalità e i canoni di riferimento per la gestione
degli impianti affidati a terzi.
Negli ultimi anni, purtroppo, la condizione generale degli impianti sportivi, siano essi destinati
a grandi eventi che alla normale attività sportiva delle associazioni presenti nei vari territori,
mostra preoccupanti segni di inefficienza. Gli enti locali non riescono a gestire in maniera
adeguata gli impianti, anche a causa delle scarse possibilità economiche, condizione questa
che ha determinato, in alcuni casi, un aumento delle tariffe a fronte di un abbassamento
della qualità delle strutture. Lo Stato è quindi chiamato ad assicurare che agli enti locali sia
garantita la possibilità di intervenire per il corretto funzionamento degli impianti, attraverso
un piano che consenta la distribuzione di adeguate risorse per le amministrazioni chiamate
ad intervenire.
Per questo motivo il Movimento 5 Stelle intende reperire risorse strutturali da
destinare all’impiantistica sportiva che siano davvero in grado di aiutare le
amministrazioni in difficoltà ​
Sport e partecipazione
Lo sport oggi è senza dubbio un movimento in grado di coinvolgere un numero vastissimo di
persone. Non sempre il tifoso viene adeguatamente considerato quale elemento
imprescindibile per la crescita di una singola società e, indirettamente, per una disciplina
sportiva. Spesso, infatti, ci si limita a definire il tifoso quale mero spettatore, coinvolgendolo
con soli fini di mero sfruttamento economico. È invece necessario considerare gli
appassionati sportivi come una componente in grado di migliorare il sistema fino ad avere un
ruolo attivo all’interno delle singole società.
Sono oggi sempre più diffuse le società che hanno deciso di far entrare al loro interno un
numero più o meno elevato di tifosi, con la diretta partecipazione popolare attraverso la
diffusione di parti rilevanti delle proprie quote azionarie. È così che i tifosi, attraverso la
detenzione di importanti parti delle società hanno iniziato un graduale passaggio che li ha
visti diventare, da semplici spettatori, parte integrante della propria squadra. Ad essi è quindi
concesso un reale controllo sulle principali decisioni societarie, attraverso la diretta
rappresentazione nei consigli di amministrazioni.
Il Movimento 5 Stelle intende prevedere forme di incentivazione per la maggiordiffusione dell’azionariato popolare anche nel nostro Paese, oggi limitato
a pochi
e
sporadici casi ​. Riteniamo che attraverso il diretto coinvolgimento dei tifosi possa aumentare
il livello di responsabilizzazione
e un maggior attaccamento del territorio alle squadre di
riferimento nelle varie discipline sportive, agevolando un modello che guardi allo sport anche
come sistema di crescita culturale delle singole realtà.

Questa pagina e’ qui servita solo allo scopo di migliorare l’accesso all’informazione.
Per il programma ufficiale del governo #m5S, si prega di fare riferimento a: http://www.movimento5stelle.it/programma/

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