PROGRAMMA DI GOVERNO #M5S: SICUREZZA PARTECIPATA DA PUBBLICO E PRIVATO

Un'Italia sicura grazie all'impegno di tutti i cittadini.

PROGRAMMA SICUREZZA MOVIMENTO 5 STELLE

L’idea di sicurezza del Movimento 5 Stelle – che nasce dall’incontro tra i valori fondamentali del
nostro Movimento e l’esperienza di questi anni nelle istituzioni – ha trovato applicazione in
diverse proposte depositate alla Camera e al Senato in questi anni ed è stata tradotta in un
programma organico di indirizzo con il contributo sostanziale e fondamentale di tutti gli iscritti.
Nel fissare i nostri punti fermi, occorre sempre tener presente che, poiché le minacce evolvono,
si moltiplicano e cambiano natura continuamente, ogni decisione è stata presa con la
consapevolezza che potrà essere modificata, tramite un nuovo momento di confronto, qualora il
contesto di riferimento cambi.
Sicurezza partecipata
La sicurezza non è imposta dall’alto, ma è un bene di tutta la collettività e, ognuno nell’ambito
del ruolo sociale rivestito, può concorrere al suo mantenimento.
Nell’attuale assetto costituzionale, quindi, il riconoscimento delle prerogative esclusive statali in
materia di «ordine pubblico e sicurezza» non esclude affatto l’importanza di stabilire per legge
statale forme di coordinamento tra centro e periferia; anzi, se pur prima del 2001 si sono avute
forme di collaborazione, oggi è la stessa Costituzione, all’art. 118 comma 3, a prevederne la
necessità. Si suole parlare a questo riguardo di sicurezza integrata quale strumento attuativo di
politiche che vedono integrarsi le competenze esclusive dello Stato in materia di ordine e
sicurezza pubblica con quelle riconducibili agli enti locali ed ai privati operanti sul piano della
prevenzione, quali governi territoriali di prossimità.
Punto programmatico
Il Movimento 5 Stelle reputa meno efficiente un sistema di sicurezza organizzato secondo una
struttura piramidale, in cui sia lo Stato l’unico soggetto preposto a garantire la repressione e la
prevenzione dei crimini e in cui il cittadino sia dunque semplice destinatario delle politiche
elaborate a livello governativo e realizzate per mezzo delle Forze di Polizia e per questo motivo
si impegnerà perché siano disciplinate forme di sicurezza partecipata, in cui il bene in questione
sia prodotto da una molteplicità di attori, posti tra loro in una relazione di natura paritaria.
La sicurezza quindi non è imposta dall’alto, ma è un bene di tutta la c o l l e t t i v i t a ̀
̀ e, ognuno
nell’ambito del ruolo sociale rivestito, p u o ̀
̀ concorrere al suo mantenimento.Cyber sicurezza
Quando parliamo di cyberspazio, stiamo parlando dell’insieme delle infrastrutture informatiche
interconnesse, comprensiva di hardware, software, dati ed utenti (privati, aziende, istituzioni) e
delle relazioni logiche stabilite tra di essi.
Ne consegue che se iniziamo a pensare alla quantità ed alla qualità dei dati che destiniamo ai
fornitori di un qualsivoglia servizio digitale ci rendiamo immediatamente conto che alcuni di
essi possiedono informazioni che aumentano di gran lunga il nostro grado di vulnerabilità.
C ollegarsi alla rete, oltre a permettere l’accesso a una mole enorme di informazioni e possibilità
rende anche i nostri dispositivi potenzialmente vulnerabili, con tutto quello che contengono, dai
dati personali, ai profili sui social network, fino agli accessi ai servizi di online banking.
In altre parole l’accesso a internet ci apre al mondo, ma rende le persone, le aziende e le
istituzioni potenzialmente esposte a rischi di truffa, furto di informazioni o sabotaggio. Il
pericolo non va assolutamente sottovalutato.
La più grande sfida del singolo diventa quindi trovare una dimensione individuale in cui
l’accesso alla tecnologia e la tutela dei propri diritti possano creare un equilibrio che minimizzi
la probabilità di subire danni di tipo sociale, economico e politico.
Punto programmatico
Il MoVimento 5 Stelle si impegna a sviluppare nuove capacità e nuovi strumenti per migliorare la
sicurezza cyber del sistema Paese perché questa rappresenta una sfida di grande importanza per
la crescita, il benessere e la sicurezza nazionale e quindi dei cittadini, che non può più essere
rimandata.
In ordine di priorità, per raggiungere questo obiettivo il Movimento 5 Stelle:
1. D isciplinerà forme di cooperazione tra pubblico e privato nello scambio di dati
informatici, al fine di garantire una maggiore sicurezza dell’intero sistema paese.
2. S tanzierà maggiori risorse pubbliche nell’ambito della cyber security.
3. Incentiverà misure di defiscalizzazione per le aziende che investono sulla sicurezza.Sicurezza e libertà
Sicurezza e libertà sono da annoverarsi tra i fondamenti di una civiltà democratica. Queste due
variabili vengono spesso considerate l’una in opposizione all’altra, ma in realtà sono finemente
complementari.
Quando si invoca più sicurezza – affidandosi alla protezione dello Stato, delle Forze dell’Ordine,
dell’Intelligence (servizi segreti e di Informazione) e dell’Esercito – è naturale arrivare a cedere
parti anche minime della propria libertà di movimento e della propria privacy, per consentire
agli organi ed enti preposti azioni di prevenzione, controllo e difesa. Come qualunque armatura
che si rispetti, anche l’armatura invisibile che chiamiamo “sicurezza” deve conoscere e saper
interpretare il corpo di chi la indossa, in un reciproco adattamento fra le parti.
Viviamo in un tempo in cui la minaccia alla sicurezza avviene con modalità nuove, a cui non
siamo abituati, in cui gli obiettivi da colpire non sono quelli “dello Stato” ma i cittadini nella loro
vita ordinaria. Un tempo in cui gli obiettivi primari della minaccia sono di creare diffidenza
incontrollata e paura.
Il rapporto tra sicurezza e libertà non è quindi così scontato. E non è vero che all’aumentare
dell’uno diminuisce l’altro e viceversa. Sono due variabili assai complesse in grado di
influenzarsi a vicenda, ma che a loro volta subiscono l’influenza di vari e molteplici fattori, come
cultura e formazione.
Punto programmatico
È necessario evitare, sull’onda della paura, di assumere provvedimenti inutilmente restrittivi
delle libertà personali e dei diritti fondamentali della persona.
Per evitare che gli interessi prevalenti tra tutela della sicurezza collettiva e quella della privacy e
delle libertà individuali siano piegati, di volta in volta, alle derive emozionali causate da eventi
tragici, i provvedimenti da adottare in tema di sicurezza e libertà devono essere efficaci in
entrambe le direzioni, ma con una prevalenza verso la tutela della sicurezza collettiva.Riorganizzazione delle forze dell’ordine
A presidio del nostro Paese ci sono le Forze del comparto D ifesa e del comparto S icurezza,
rispettivamente rispondenti al Ministero della Difesa e al Ministero dell’Interno; del primo fanno
parte l’Esercito, la Marina militare e l’Aeronautica militare, tutti a ordinamento militare; del
secondo fanno parte la Polizia di Stato – organizzata al suo interno in reparti speciali – , i vigili del
fuoco, entrambi a ordinamento civile, la Guardia di finanza e la Polizia penitenziaria.
Una menzione a parte meritano i Carabinieri, i quali hanno la peculiare connotazione di Forza
militare di polizia a competenza generale, in quanto svolgono sia funzioni militari che funzioni di
polizia. In alcuni casi, le Forze di Polizia operano coordinatamente anche tramite organismi
interforze o di raccordo.
Punto programmatico
È chiaro che vi siano numerosi casi di competenze concorrenti tra le diverse Forze; quindi,
nell’ottica di razionalizzazione e potenziamento dell’efficacia delle funzioni di polizia, si rende
necessario ragionare su una riorganizzazione dei comparti sicurezza e difesa, accorpando Polizia
di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria, e trasformando le
attuali qualifiche esclusive di ciascun soggetto in nuove specialità in seno alla nuova ed unica
Forza di Polizia. Unica eccezione quella della Polizia Militare che verrebbe devoluta ad apposito
soggetto in seno alle Forze Armate.
Polizia locale
In un ambito di sicurezza integrata attraverso l’insieme degli interventi assicurati dallo Stato,
dalle Regioni, dagli enti locali e da altri soggetti istituzionali, al fine di concorrere, ciascuno
nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e all’attuazione di un
sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere delle comunità territoriali, le polizie
locali svolgono attività di
• Polizia Giudiziaria illimitata in flagranza di reato e ordinariamente relativa alle materie
di competenza.
• Polizia Amministrativa (ambientale ed ittico- venatoria, edilizia ed urbanistica, sanitaria
e cimiteriale, sicurezza urbana, commerciale, demaniale e vigilanza sulle case popolari,
affissioni e pubblicità).• Polizia Tributaria, limitatamente ai tributi di competenza comunale.
• Polizia Stradale.
• Ausilio alla Polizia di Stato nelle funzioni di pubblica sicurezza previa concessione del
Sindaco o dei Presidenti delle Provincie o delle Città Metropolitane a richiesta
dell’Autorità di Pubblica Sicurezza.
• Concorso alle operazioni di soccorso e protezione e sicurezza civile, relativamente alle
proprie funzioni di Polizia Stradale, con possibilità di estensione delle funzioni su altri
territori in caso di calamità previo accordo tra enti.
Punto programmatico
Polizia locale unico soggetto. I l M o V imento 5 Stelle ritiene che le Polizie Municipali e Provinciali
di ogni provincia o Città Metropolitana si debbano accorpare in un unico soggetto ed essere
dipendenti dal presidente della Provincia o della Città Metropolitana costituendo così Corpi su
base provinciale e non più comunale. Le Polizie Locali potranno così svolgere meglio la loro
funzione esercitandola su un’area di territorio più ampia e soprattutto più consona nelle Aree
Metropolitane ed evitando duplicazioni di Corpi con analoghe funzioni.
Il MoVimento 5 Stelle ritiene che le Polizie Locali possano rappresentare una risorsa per il
controllo del territorio e quindi rappresentino un ulteriore baluardo per garantire la Sicurezza
Urbana, in sinergia con gli organi di polizia dello Stato godendo delle stesse tutele e medesimi
strumenti. A tal fine ritiene quindi che vada distinto il ruolo e soprattutto la funzione del
Poliziotto Locale dagli altri dipendenti dell’ente, privi di qualifiche di Polizia Giudiziaria,
Pubblica Sicurezza e Polizia Stradale (di cui invece è titolare il vigile urbano) e quindi che il
rapporto di lavoro vada regolato con un contratto di tipo pubblicistico come tutte le altre figure
in uniforme che hanno la prerogativa di tutelare i cittadini e far rispettare le leggi.

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Per il programma ufficiale del governo #m5S, si prega di fare riferimento a: http://www.movimento5stelle.it/programma/