PROGRAMMA DI GOVERNO #M5S: LAVORO

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UN LAVORO DI QUALITÀ, UNA PENSIONE CON DIGNITÀ

PROGRAMMA PARZIALE 20.04 .17

Libera rappresentanza sindacale

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Sul fronte della rappresentanza nei luoghi di lavoro, oggi non è possibile per una lista sindacale nuova presentarsi alle elezioni delle Rsa (Rappresentanze sindacali aziendali) in seno alle aziende sopra i 15 dipendenti, pubbliche e private. Le Rsa possono essere nominate soltanto dalle organizzazioni precedenti, magari nemmeno elette. Oppure, se elette, solo tra liste di chi era presente già prima, cioè sindacati e organizzazioni già firmatari di contratti. Questo sistema, frutto dell’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori, come modificato in modo inappropriato da un referendum nel 1995, blocca qualunque rinnovamento sindacale e soprattutto conferisce alle aziende il potere di decidere quali sono i sindacati “buoni” e i “cattivi”, in relazione al rapporto che mantengono con la parte datoriale. Ricordate lo scontro Fiom- Fiat di qualche anno fa?
C’è stata poi una sentenza della Corte Costituzionale, nel luglio del 2013, che ha cambiato il quadro. Ma come tante altre volte, la Consulta non è stata minimamente tenuta in considerazione né dalle forze politiche né dai grandi sindacati confederali. I lavoratori, tutti i lavoratori, devono poter eleggere le loro rappresentanze, in piena libertà e senza vincoli. Tutti devono essere elettori ed eleggibili. Proprio come previsto dalla nostra Carta costituzionale.

Punto programmatico
Il MoVimento 5 Stelle vuole garantire a tutti i lavoratori il diritto di poter scegliere le proprie rappresentanze sindacali e di essere eletti, con una competizione aperta tra tutte le sigle, indipendentemente dall’aver firmato gli accordi con le controparti. Si tratta di applicare, finalmente, in modo compiuto l’articolo 39 della Costituzione sulla libera iniziativa sindacale.

Sindacati senza privilegi

Quote di servizio, enti bilaterali, finanziamenti indiretti da parte delle imprese, persino sponsorizzazioni. Oggi le maggiori organizzazioni sindacali si tengono in piedi attraverso una MoVimento 5 stelle – Programma Lavoro_Parziale 20.04 .17 3 molteplicità di strumenti che spesso genera opacità e toglie libertà d’azione alle sigle dei lavoratori, allontanandole dalle esigenze autentiche degli iscritti. Le risorse devono giungere al sindacato esclusivamente mediante le quote degli iscritti, perché l’attività sindacale deve fondarsi soltanto sul loro consenso e sulla difesa degli interessi dei lavoratori. Inoltre, il dipendente e il pensionato devono essere liberi di disdire una tessera sindacale che sia davvero rinnovabile: non devono più esistere adesioni che si perpetuano in eterno soltanto in base al principio del silenzio- assenso. Dopo un certo numero di anni, l’iscrizione a un dato sindacato deve essere oggetto di assenso esplicito. Anche Caf e Patronati vanno riportati sotto un reale controllo pubblico, in relazione all’efficienza e alla qualità del servizio erogato. Mentre i permessi e i distacchi sindacali devono essere utilizzati per l’effettiva presenza e attività nei posti di lavoro da cui si proviene e non per rivestire altri ruoli in altri settori.
Infine, fin troppi ex sindacalisti hanno fatto carriera in Parlamento, nei partiti, al governo o grazie a posti di potere nella gestione di grandi aziende: una commistione cui bisogna mettere fine.
Il grande sindacato va insomma aiutato a sburocratizzarsi, sfrondando inutili privilegi per riportarlo alla sua funzione essenziale: la difesa del lavoro.

Punto programmatico
Il MoVimento 5 Stelle vuole tagliare gli anacronistici privilegi che, all’interno del sistema sindacale, hanno contribuito a creare situazioni da “casta”, completamente scollata dalla realtà del lavoro che cambia.

Più democrazia sul posto di lavoro

La “cogestione alla tedesca” (Mit- Bestimmung) di cui molto si parla è il sistema che, soprattutto in Germania, regola le relazioni industriali e prevede la partecipazione diretta dei dipendenti ai processi decisionali dell’impresa su temi come l’organizzazione, la qualità del lavoro o altre scelte strategiche.MoVimento 5 stelle – Programma Lavoro_Parziale 20.04 .17 4 Più in generale, per la verità, possono essere diversi gli strumenti di consultazione, co- decisione o comunque di disintermediazione e coinvolgimento dei lavoratori nella vita dell’azienda. Si può chiedere il loro parere diretto attraverso proposte e suggerimenti in qualche modo vincolanti per il management. Oppure si possono prevedere “gruppi di miglioramento” su temi prettamente organizzativi o legati all’orario di lavoro. O ancora, in maniera più organica, si possono mettere in campo rappresentanze che entrano direttamente nel funzionamento dei consigli di amministrazione, di gestione o comunque di sorveglianza dell’impresa, eventualmente anche prevedendo forme di partecipazione agli utili per i lavoratori, un istituto che si potrebbe quasi definire di carattere contrattuale. L’obiettivo è quello di accrescere le sinergie tra le parti produttive, nell’ottica di un
rafforzamento complessivo dell’azienda e del perseguimento di obiettivi sempre più condivisi.

Punto programmatico
Il MoVimento 5 Stelle favorirà il coinvolgimento dei lavoratori nell’elaborazione delle strategie, nell’organizzazione produttiva e, in generale, nei processi decisionali della loro impresa.

UN LAVORO DI QUALITÀ

UNA PENSIONE CON DIGNITÀ
Riduzione dell’orario di lavoro

Bisogna uscire da un equivoco: lavorare più ore non significa necessariamente essere più produttivi. Anzi. E’ la qualità del lavoro (da migliorare attraverso investimenti in ricerca, sviluppo e formazione) a far crescere la competitività e il valore aggiunto, ingredienti fondamentali per un’economia come quella italiana. Piuttosto, a fronte di una prossima probabile riduzione complessiva dello stock di ore lavorate in ragione degli impatti sui processi produttivi dell’avanzamento tecnologico, della robotica, dell’informatizzazione e della globalizzazione, andrebbe incentivata una diversa distribuzione, più inclusiva, di questo stesso stock, anche incoraggiando i rapporti in part- time lungo e disincentivando, al contrario, gli straordinari.
I Paesi europei in cui si lavora meno sono quelli ricchi del Nord Europa, mentre quelli in cui si lavora di più sono i Paesi dell’Est e del Sud. Un greco lavora il 50% in più di un tedesco, tanto per fare un esempio.
I costi per lo Stato, per avviare la riduzio ne degli orari di lavoro, sono in genere molto limitati. In Francia le 35 ore sono costate circa un miliardo l’anno, mentre in Italia stiamo spendendo, per la decontribuzione dei neoassunti col “Jobs act”, almeno 18 miliardi in tre anni, con ricadute occupazionali tra le peggiori in tutta Europa.
Le tecnologie migliorano la produttività e i margini di bilancio delle imprese che dovranno ripensare la loro organizzazione produttiva. Altrimenti la crisi di domanda e da sovrapproduzione sarà destinata inevitabilmente ad aggravarsi.

Punto programmatico
Il MoVimento 5 Stelle favorirà processi di riorganizzazione produttiva, riducendo l’orario di lavoro al di sotto delle 40 ore settimanali. Incentiveremo il part- time, faciliteremo anche i contratti di solidarietà difensivi ed espansivi, rafforzando infine il sistema dei congedi.


Accesso più flessibile alla pensione

La riforma previdenziale “Fornero” ha repentinamente alzato le soglie di accesso alla pensione di vecchiaia, scaraventando centinaia di migliaia di lavoratori “anziani” in un limbo di disperazione e generando la surreale (e vergognosa) categoria degli “esodati”. Al tempo stesso, intere generazioni di giovani continuano a restare tagliate fuori per molti anni dal mondo del lavoro, con ricadute negative per imprese private e pubbliche amministrazioni.
E’ evidente l’errore tecnico e culturale in cui incorrono i governi che insistono nell’alzare l’asticella dell’età anagrafica da raggiungere per il pensionamento: si pensa di rendere in questo modo sostenibile un sistema previdenziale che, in realtà, con il meccanismo cosiddetto “a ripartizione”, si regge in piedi soltanto se c’è lavoro di qualità per la popolazione attiva e congrui versamenti contributivi che servono a pagare le pensioni odierne (un sistema che costa circa 270 miliardi). Se i giovani non lavorano oggi, non possono mantenere i pensionati di oggi.
Bisogna quindi consentire ai lavoratori di scegliere con più libertà, entro certi limiti, la soglia anagrafica e di anzianità professionale da conseguire prima di accedere alla quiescenza. Magari, i ncentivando la staffetta generazionale come strumento di riduzione dell’orario del lavoratore vicino alla pensione, a fronte dell’assunzione di giovani, al fine di favorire l’occupazione giovanile e accompagnare i lavoratori anziani verso l’addio alla professione, garantendo NON ESISTE MIGLIOR AMBASCIATORE AL MONDO DEL TURISTAun passaggio di conoscenze ed esperienze tra generazioni.
Bisogna infine estendere le tutele previdenziali dei cosiddetti “usuranti” ad altri mestieri gravosi e garantire un accesso alla pensione agevolato ai cosiddetti “precoci”.

Punto programmatico
Il MoVimento 5 Stelle aumenterà la libertà dei lavoratori di decidere, entro certe soglie e limiti, il livello di contribuzione (anzianità) e l’età anagrafica di uscita dal lavoro, anche mediante il meccanismo di “staffetta generazionale”. Estenderemo le tutele previdenziali dei cosiddetti lavori “usuranti” a categorie oggi non incluse e terremo conto delle esigenze dei cosiddetti “precoci”.

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Per il programma ufficiale del governo #m5S, si prega di fare riferimento a: http://www.movimento5stelle.it/programma/

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