PROGRAMMA DI GOVERNO #M5S: LA TRANSIZIONE ED IL NUOVO SISTEMA ENERGETICO

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LA TRANSIZIONE ED IL NUOVO SISTEMA ENERGETICO
Dietro al PEM5S c’è una visione ed un’elaborazione comune, frutto del lavoro di confronto dei cittadini eletti al Parlamento nazionale. La strada, comunque, è tracciata dall’esigenza di dover arrestare gli squilibri ambientali iniziati con la rivoluzione industriale.

In questo, le nuove tecnologie rendono possibile un’inversione di rotta: un percorso che appare oggi inevitabile da affrontare e che il Gruppo PEM5S vuole affrontare in modo trasparente e duraturo.

Questo documento, infatti, è stato preparato con la funzione di supportare il dibattito necessario a tracciare il percorso di transizione verso una nuova economia, veramente pulita, efficiente e indipendente, dettandone i tempi e le modalità di cambiamento che, investendo in modo pervasivo ogni aspetto del sistema energetico, avrà ricadute non indifferenti sull’intero sistema socio- economico- ambientale.

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Per il Movimento 5 Stelle i cittadini devono poter essere preparati al futuro, partecipando attivamente alla sua costruzione.

LE CONSEGUENZE DELLA TRASFORMAZIONE

Gli impatti diretti della transizione dal “vecchio sistema” al “nuovo sistema” sono molteplici. Ad essi si aggiungono gli effetti indiretti, che sono innumerevoli e non sempre definibili.
Di seguito si è cercato di elencarne alcuni, classificandoli per settore/aspetto/sistema investito.

Indipendenza energetica

L’indipendenza energetica, possibile attraverso la riduzione delle quantità di energia importate, consentirà, progressivamente, di creare un sistema di prezzi energetici interno, stabile e non soggetto a variabili esogene, quali offerta e domanda mondiali dei beni energetici, scarsità, fattori geopolitici.

I prezzi rifletteranno i costi internazionali delle tecnologie per lo sfruttamento di risorse energetiche prodotte internamente e seguiranno esclusivamente le dinamiche del mercato interno.

L’energia elettrica che, in assenza di scoperte tecnologiche in grado di rendere conveniente l’immagazzinamento stagionale, continuerà ad essere importata anche al 2050 non potrà influenzare se non in senso positivo il sistema, poiché l’acquisto da fornitori esteri avverrà sulla base del merito economico.

Al di là dei mercati, la raggiunta indipendenza energetica permetterà al Paese di godere di una migliore posizione nello scacchiere internazionale, grazie a una più elevata sicurezza degli approvvigionamenti.

Le famiglie

Le famiglie saranno interessate da profondi cambiamenti nelle tecnologie di generazione, divenendo esse stesse tra i principali attori del sistema di produzione- consumo. Saranno chiamate a promuovere importanti interventi di riqualificazione energetica e a installare 87 impianti per la produzione di energia elettrica e termica per autoconsumo o, in alternativa, a partecipare a progetti di produzione- consumo a livello locale.

In ogni caso, gli investimenti effettuati dovranno risultare convenienti, prevedendo tempi di ritorno ragionevoli che, di fatto, potranno ridurre il peso della componente energia sul reddito. A tal fine, comunque, dovranno essere studiate e applicate soluzioni in grado di supportare la transizione energetica anche in assenza di capacità finanziarie, evitando l’acuirsi delle problematiche legate alla povertà energetica.

Lo sviluppo di un sistema di generazione distribuita, come evidenziato da numerosi studi internazionali, porterà a un incremento dell’occupazione nel settore rinnovabili/efficienza con ulteriori benefici che ricadranno sulle famiglie.

Le imprese

Le imprese, come le famiglie, dovranno essere protagoniste nello spostamento dei propri consumi verso le nuove tecnologie. Anche i grandi stabilimenti industriali dovranno essere energeticamente autonomi e allo stesso tempo compatibili con le esigenze della comunità che li ospita. Le produzioni più efficienti dal punto di vista ambientale dovranno essere facilmente riconoscibili e per questo un ruolo fondamentale sarà svolto dall’informazione rivolta ai consumatori e agli utilizzatori, pubblici e privati.

È una delle principali sfide lanciate da questo documento, ma il M5S è fermamente convinto che proprio dalla corretta attribuzione dei costi (su tutte l’attribuzione del

costo legato all’inquinamento prodotto e l’eliminazione dei sussidi ancora concessi alle produzioni inquinanti) e dalla collaborazione tra la cittadinanza e le imprese, l’intero sistema economico nazionale possa trarre beneficio e nuovi spunti di miglioramento.

Riguardo alla competitività internazionale, una parte dei benefici che si otterranno dall’implementazione delle proposte per un piano energetico potrà arrivare dalla promozione degli interventi di efficienza energetica e dalla stabilizzazione dei prezzi energetici nel medio lungo periodo. La partita della competitività, tuttavia, dipenderà anche da fattori esogeni quali ad esempio gli accordi internazionali sui cambiamenti climatici e l’introduzione di standard ambientali comuni, anche al di fuori dell’Unione Europea

L’industria nazionale darà il suo contributo alla transizione attraverso la produzione di macchinari/materiali/tecnologie italiane al fine di limitare fortemente trasferimenti monetari massicci verso l’estero50 (saldo bilancia commerciale).

Il territorio

Il territorio italiano, inteso anche come ambiente e paesaggio, potrà ottenere importanti benefici legati all’introduzione di piccoli sistemi di generazione diffusa pulita e rinnovabile in sostituzione dei grandi sistemi di generazione centralizzata. L’obiettivo da raggiungere è la massima tutela del territorio, con un consumo netto di suolo pari a zero. Per alimentare i consumi energetici delle città e delle grandi aree metropolitane, con le attuali tecnologie, sarà comunque necessario mantenere almeno in parte un assetto di tipo centralizzato, ovvero quello che prevede grandi impianti lontani dai centri di consumo.

La capacità di tutelare il territorio e il paesaggio, oltre che l’ambiente, dovrà essere una delle principali linee di indirizzo dell’attività di ricerca nel campo delle tecnologie energetiche.

Il Gruppo PEM5S è convinto che con una corretta pianificazione e grazie alla partecipazione di tutti gli attori della filiera sin dalla fase di pianificazione, anche al netto delle eventuali perdite dovute all’occupazione di suolo, all’impatto paesaggistico e all’impatto delle tecnologie a inquinamento locale il bilancio per il territorio può essere comunque positivo.

Le infrastrutture nazionali e le interconnessioni con l’estero

Le infrastrutture energetiche di nuova costruzione si sposteranno verso il settore della generazione distribuita, il che implicherà un fortissimo aumento nel numero degli interventi e una corrispondente riduzione della loro entità economica.

Gli apparati dell’attuale sistema dovranno essere in larga parte smantellati o riconvertiti.

Parliamo, ad esempio, dei grandi impianti termoelettrici, ma anche delle centrali termiche condominiali di tipo tradizionale (non cogenerative).

L’orizzonte temporale molto ampio di questo documento permette comunque di sfruttare le macchine e le strutture esistenti fino alla fine della loro vita utile, escludendo le tecnologie e gli impianti ad altro rischio sanitario ed ambientale. Le scelte individuate nel futuro Piano Energetico dovranno indirizzare da subito e quanto più possibile il mercato verso le tecnologie in linea con gli obiettivi di medio e lungo periodo, escludendo costose “fasi di transizione”.

Il sistema elettrico rimarrà unico a livello nazionale e tutti i punti di prelievo e immissione vi saranno collegati.

Le attuali interconnessioni con l’estero saranno, lo stesso, conservate ma, in assenza di pari interventi di trasformazione dei sistemi energetici a livello europeo, si valuterà la convenienza o meno di ampliare la rete attuale. La rete gas verrà mantenuta fino al 2050 dopodiché, se necessario, potrà essere utilizzata per il trasporto, la distribuzione e l’accumulo del biometano e dei gas di sintesi. Coltivazione di idrocarburi

Secondo il M5S l’Italia non avrà più bisogno di idrocarburi per coprire il fabbisogni di energia entro il 2050. Lo sfruttamento di giacimenti carboniferi e petroliferi sul territorio italiano (compresi giacimenti marittimi) non appare necessario, vista anche la scarsa incidenza che le risorse sfruttabili hanno sulla domanda complessiva, presente e futura.

Per questo il M5S, anche in coerenza con l’esigenza di tutela dell’ambiente naturale, propone di cessare immediatamente le nuove esplorazioni, migliorando al tempo stesso il processo di controllo sulle attività estrattive in corso.

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Per il programma ufficiale del governo #m5S, si prega di fare riferimento a: http://www.movimento5stelle.it/programma/

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