PROGRAMMA DI GOVERNO #M5S: FISCO – MENO TASSE PIÙ SVILUPPO

FISCO – MENO TASSE PIÙ SVILUPPO

Tassazione equa e sostenibile
Il livello di pressione fiscale in Italia – pari al 43,6 per cento nel 2015 per le famiglie e 65,4% per
le imprese – è ancora oggi elevato, soprattutto rispetto alla media degli agli altri paesi europei,
con pesanti ricadute sia in termini di consumi delle famiglie (di cui solo il 10 per cento
percepisce più di 55.000 euro annui ) che di investimenti per le imprese.
Dal lato delle imprese, la situazione è aggravata dalla complessità degli oneri burocratici in
relazione ai quali le aziende italiane impiegano in media 269 ore all’anno, che si traducono in
rilevanti costi a carico dell’impresa.
Un tale contesto, richiede misure di politica fiscale molto più incisive di quelle messe in pratica
nel corso degli ultimi anni, evidenziando la necessità di una riforma strutturale dell’attuale
sistema fiscale, non più idoneo a rappresentare la complessa realtà economica del nostro Paese
ed i disagi quotidiani di famiglie e imprese.

Punto programmatico

Il MoVimento 5 Stelle s’impegnerà per una riduzione della pressione fiscale sul reddito delle
persone fisiche attraverso la revisione degli scaglioni IRPEF privilegiando, nell’ottica di
redistribuzione della ricchezza, le fasce di contribuenti medio-basse, i nuclei familiari
monoreddito e con più componenti e le diversità territoriali del Paese.Agenzia in rete
È ormai un dato acquisito che l’iper-burocratica normativa fiscale italiana, oltre che ad essere un
danno per le imprese, non apporta alcun concreto beneficio in termini di gettito statale e di
contrasto all’evasione fiscale.
Le 269 ore all’anno, contro le 261 ore l’anno della media mondiale e le 173 ore nella media
europea, che le imprese e i cittadini sopportano per gli adempimenti fiscali si traducono, in
termini di lotta all’evasione fiscale, in un tax gap relativo a IVA, IRES, IRPEF sulle imprese e sul
lavoro autonomo e IRAP, i circa 91,4 miliardi di euro nella media degli anni 2007-2013 (solo
negli ultimi quattro anni l’Italia avrebbe perso 184,772 miliardi di euro di gettito Iva). Un
risultato a dir poco insoddisfacente tenuto conto del peso sopportate dalle aziende in termini di
produzione e concorrenza. È necessario un radicale cambio di rotta.

Punto programmatico
Il MoVimento 5 Stelle punterà all’introduzione di un sistema telematico per lo scambio di dati e
informazioni tra amministrazione finanziaria e contribuenti e s’impegnerà per incentivare
l’utilizzo della fattura elettronica. Il tutto sorretto da un intervento (senza costi per i
contribuenti) di rinnovamento e adeguamento tecnologico e digitale dei sistemi gestionali di
contabilità in uso alle imprese e professionisti del settore e con la soppressione di tutti gli
adempimenti contabili strettamente connessi ai dati di fatturazione, ivi compresi
quelli dichiarativi.

Agenzia partecipata

L’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa e delle politiche di indirizzo del Governo, si
misurano soprattutto in funzione del rapporto di fiducia reciproca tra istituzioni e collettività.
Per la compiuta realizzazione di tale obiettivo, occorre da un lato rivedere il ruolo dell’Agenzia
delle entrate, al fine di ottimizzare i controlli fiscali abbandonando le strategie operative degli
ultimi anni, finalizzate al perseguimento di un mero budget quantitativo che ha svilito il
principio della
«giusta imposizione fiscale» dettato dall’articolo 53 della Costituzione.
Dall’altro, è necessario garantire la piena partecipazione del contribuente ad ogni fase del
procedimento di verifica e di accertamento nonché escludere il ricorso a strumenti
standardizzati di accertamento, che hanno svilito il rapporto con il contribuente, favorendo
viceversa sistemi di controllo e confronto preventivo tra contribuenti ed amministrazione
finanziaria.
Sul versante delle azioni di contrasto, va migliorata e intensificata la lotta all’evasione
internazionale mediante il rafforzamento degli strumenti di cooperazione internazionale, con
particolare riguardo all’invio di richieste di assistenza amministrativa e di scambi informativi
spontanei, nonché all’attivazione dei controlli multilaterali; nonché potenziata anche con
l’introduzione di innovativi strumenti di emersione di base imponibile, tra cui ad esempio le
lotterie fiscali, già adottate in molti stati europei con significativi effetti positivi in da molteplici
meccanismi anche in conseguenza delle molteplici convenzioni stipulati termini di
maggior gettito.

Punto programmatico
Il MoVimento 5 Stelle vuole introdurre il principio generale del contraddittorio nell’ambito delle
attività di verifica e di accertamento, per obbligare l’amministrazione finanziaria ad “ascoltare”
sempre le ragioni del contribuente prima dell’adozione di accertamenti o atti impositivi nei suoi
confronti.

Riscossione giusta

L’attività di riscossione per essere considerata giusta deve necessariamente contemperare
l’interesse del cittadino al pagamento di quanto dovuto con il minor aggravio possibile, sia in
termini di oneri finanziari sia sotto il profilo psicologico, evitando ogni forma di pressione tale
da ingenerare uno “stato di paura” nei confronti delle istituzioni e dei soggetti preposti alla
riscossione.
Dai dati pubblicati dal Ministero dell’economia e delle finanze nel Rapporto sull’evasione fiscale
allegato alla Nota di aggiornamento al DEF 2015, emerge che il 5,1% delle entrate
complessivamente riscosse deriva da ruoli, di cui oltre il 60% derivante da rateazioni in corso. I
dati riportati sono significativi dell’efficacia degli strumenti agevolativi del pagamento rispetto
alle procedure di esecuzione forzata.
Il ché si traduce nella necessità di riformare l’attuale sistema di riscossione mediante ruolo,
locale e nazionale, sia sul piano delle procedure finalizzate al recupero del credito, con riduzione
dei costi a carico dei contribuenti, sia degli strumenti posti a tutela del cittadino di fronte ad
illegittimità e irregolarità commesse nella gestione della riscossione, che spesso si traducono in
danni patrimoniali non più recuperabili.

Punto programmatico
Il MoVimento 5 Stelle punterà all’internalizzazione del servizio di riscossione da parte degli enti
impositori con esclusione del ricorso agli agenti della riscossione, riducendo così l’aggravio
di costi (aggi e mora) a carico dei contribuenti.

Tutela autonoma (prima) e processo efficiente (dopo)

Le commissioni tributarie hanno un ruolo fondamentale nella composizione di rilevanti interessi
contrapposti, entrambi meritevoli di adeguata tutela: il recupero di base imponibile evasa e la
percezione di gettito da parte dello Stato (da un lato); la correttezza, sostanziale e procedurale,
del prelievo da parte del contribuente (dall’altro). Solo nel 2015 sono pervenuti innanzi alle
Commissioni tributarie ben 256.901 ricorsi per un valore complessivo di circa 33,5 miliardi di
euro. In un tal contesto, un giudice tributario professionale, oltre che professionista, a tempo
pieno e adeguatamente retribuito, costituisce oggi una garanzia irrinunciabile. Tuttavia, il
miglioramento delle condizioni della giustizia tributaria, passa anche attraverso il
potenziamento degli istituti deflattivi del contenzioso. Tra questi, l’istituto della mediazione
tributaria e, soprattutto, delle procedure di autotutela da parte del contribuente, sia in fase di
accertamento che nella successiva fase di riscossione.

Punto programmatico
Il MoVimento 5 Stelle vuole potenziare l’autotutela amministrativa al fine di ridurre il
contenzioso ed agevolare la difesa preventiva nei confronti degli atti illegittimi
dell’amministrazione finanziaria.

Fisco A++

La tutela dell’ambiente, in quanto bene comune e patrimonio dell’intera collettività, rappresenta
un obiettivo irrinunciabile. A tal fine, il sistema fiscale può costituire un valido strumento per
incentivare o disincentivare determinati comportamenti non sostenibili per l’ambiente.
Il nostro ordinamento, contiene poche e confusionarie misure fiscali a favore dell’ambiente, in
conseguenza della resistenza che il legislatore ha sempre mostrato verso l’introduzione di green
taxes.
La strada da percorrere passa necessariamente dall’introduzione di un tributo unico ambientale,
che unifichi in un unico presupposto le diverse basi imponibili, tenuto conto dell’indice di
impatto ambientale dei singoli beni immessi in consumo, delle attività produttive e dei servizi
erogati nei diversi settori merceologici e professionali, in modo tale da indirizzare l’intero
comparto produttivo e professionale, verso forme di produzione ecosostenibili.
Nel lungo periodo, la tassazione dei consumi e della produzione in base all’indice di impatto
ambientale potrebbe anche essere una valida alternativa agli attuali sistemi di imposizione
basati principalmente sulla tassazione della ricchezza prodotta, attribuendo al sistema
impositivo una marcata impronta ambientale in attuazione del principio “chi (meno) inquina
(meno) paga”.

Punto programmatico

Il MoVimento 5 Stelle propone l’introduzione d’incentivi fiscali alle attività a minor impatto
ambientale. Ovvero a quelle che apportano benefici in termini di tutela dell’ambiente e riduzione
degli agenti inquinanti; tra cui la promozione del riciclo e riutilizzo di beni usati, delle fonti
rinnovabili, delle produzioni a km zero, delle fonti alternative alle fonti fossili per
l’autotrasporto.

Questa pagina e’ qui servita solo allo scopo di migliorare l’accesso all’informazione.
Per il programma ufficiale del governo #m5S, si prega di fare riferimento a: http://www.movimento5stelle.it/programma/

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