Privatizzazione Croce Rossa e lo scandalo dei mezzi (privati) targati CRI
Privatizzazione Croce Rossa e lo scandalo dei mezzi (privati) targati CRI

Privatizzazione Croce Rossa e lo scandalo dei mezzi (privati) targati CRI


Con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 178 del 2012 ha avuto inizio il graduale processo di privatizzazione dell’ente pubblico Croce Rossa Italiana (CRI) che, con le sue innumerevoli criticità, sta mostrando ora tutte le sue contraddizioni e i suoi effetti negativi anche per quanto riguarda le immatricolazioni dei veicoli targati CRI, il rilascio delle relative patenti, e la conduzione degli stessi veicoli.
Forse non tutti sanno che, come conseguenza della privatizzazione o meglio dire smantellamento in atto, i mezzi della Croce Rossa Italiana sono stati ceduti in comodato d’uso gratuito alla neonata “Privata Assistenza Croce Rossa” mentre i nuovi mezzi acquistati dalle suddette Associazioni di diritto privato vengono ceduti all’Ente Pubblico CRI per essere poi immatricolati nel registro pubblico (con targa ministeriale CRI), evitando quindi di pagare le tasse previste, (dopodiché il mezzo viene nuovamente ceduto in comodato d’uso gratuito alla parte privata).
Incredibile ma vero, in caso di necessità da parte dell’ente pubblico CRI di ricorrere all’utilizzo dei mezzi già ceduti in comodato d’uso gratuito dal pubblico alle associazioni private, i comitati regionali, che non possiedono più mezzi di soccorso, sono tenuti perfino a corrispondere un canone per l’utilizzo dei suddetti mezzi da chiedersi in «prestito» a un comitato privatizzato, nonostante questi mezzi risultino targati ed immatricolati nei registri pubblici CRI!
A seguito di questa procedura l’ente pubblico CRI risulta quasi privo di mezzi e dunque i soccorritori che da anni prestavano servizio su tutto il territorio nazionale vengono “privati” della loro mansione ed impiegati in attività figurative.
Ho interrogato il Ministro dei Trasporti Delrio per sapere come sia possibile che i comitati locali e provinciali CRI, stante la loro natura privatistica di associazione, possano tranquillamente immatricolare i mezzi di trasporto nei registri della motorizzazione dell’ente pubblico CRI e beneficiare pertanto delle agevolazioni derivanti da tale status e se non sia piuttosto obbligatorio per i suddetti comitati re-immatricolare con targa civile italiana i mezzi della Croce Rossa, assoggettandoli all’ordinario regime fiscale per questi veicoli!


FONTE : ariannaspessotto#M5S

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