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Piazza San Carlo: non possiamo cedere alla paura

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di Chiara Appendino, sindaco MoVimento 5 Stelle Torino

I fatti di Piazza San Carlo di sabato sera ci hanno profondamente colpito, non solamente perché un momento di festa si è trasformato in terrore e sofferenza, ma perché la ragione, che in un primo momento era stata ricondotta a degli atti scellerati di pochi incoscienti perpetrati in un clima di incertezza globale, ora resta ancora ignota. Il tutto, inoltre, condizionato da un clima di crescente paura generata dall’11 settembre in avanti e soprattutto dopo i fatti più vicini di Charlie Hebdo, Bardo, Bataclan, Nizza, Berlino e Londra, solo per citarne alcuni.

Credo sia dunque opportuno fornirvi tutte le informazioni attualmente in possesso dell’Amministrazione.

Prima, però, vorrei dedicare un pensiero alle persone ferite e ai lori familiari e a tutti coloro che hanno vissuto momenti di paura e panico temendo per sé stessi e i loro cari. E un sentito grazie alle forze dell’ordine, alla nostra polizia municipale, a GTT, ai taxisti, al personale sanitario e di soccorso che hanno gestito in modo egregio la maxi emergenza e svolto la loro funzione senza sosta e in modo impeccabile e a tutti coloro che hanno aiutato il prossimo in una situazione così difficile.

L’evento ha seguito una prassi di atti amministrativi e di supporto organizzativo ormai consolidata. Va precisato, inoltre, che anche in eventi recenti, che hanno visto un numero similare di persone, non sono stati adottati ulteriori provvedimenti di limitazione alla vendita di alimenti o bevande in vetro o lattine, anche alla luce della sanzionabilità della vendita abusiva comunque prevista dalle norme vigenti.
Come da prassi, ricordo che la Commissione Provinciale di Vigilanza nella mattinata dell’evento ha verificato tutti i requisiti di sicurezza, comprese le vie di fuga ed i dispositivi, ed ha autorizzato Turismo Torino, soggetto organizzatore, ad effettuare l’evento.

La semplice disamina dei fatti non può, però, essere considerata esaustiva soprattutto in quest’aula. Un Sindaco, al di là delle eventuali responsabilità civili e penali di ogni singolo soggetto, che saranno individuate dagli organi preposti, sente su sé stesso l’onere di rappresentare una intera comunità scossa per l’accaduto e, in particolare in questi momenti, soffre con le persone che sono state coinvolte ma, soprattutto, deve domandarsi quali dovranno essere le azioni da strutturare affinché lo spazio pubblico possa continuare ad essere sempre fruito in sicurezza da tutti.

Non possiamo cedere alla paura, non possiamo farci vincere da questo nervosismo diffuso grazie al terrore che ha visto tanti luoghi teatro di fatti tragici, ma tutto questo si deve coniugare con azioni che, seppur auspicate da molto tempo, non sono al momento state attuate.

Mi riferisco in particolare alla cospicua presenza di venditori abusivi di bevande in contenitori di vetro e metallo, anche all’interno dell’area delimitata, nonostante i controlli e le sanzioni elevate, piaga ormai endemica dei grandi eventi organizzati in questa e in altre città.

Questo grave problema può essere efficacemente affrontato solo grazie ad ulteriori azioni di prevenzione e repressione che devono necessariamente essere condivise da tutte le forze dell’ordine. Solo in questo modo pensiamo che il fenomeno possa essere definitivamente arginato.

In tal senso si sta valutando l’ipotesi di autorizzare in sede di Comitato Provinciale per la Sicurezza tutte quelle manifestazioni di piazza che per le loro caratteristiche possono costituire un luogo nel quale potenzialmente possa generarsi un pericolo per la sicurezza e dunque in quella sede valutare eventuali prescrizioni aggiuntive necessarie.

Il passaggio al Comitato non rappresenta solamente una formalità, ma il luogo nel quale tutte le istituzioni possono, collaborando, mettere a sistema le risorse al fine di potenziarne gli effetti.

Certamente l’introduzione di prescrizioni, dopo i fatti di sabato, dovrà essere un tema centrale per la sicurezza degli eventi, dalle partite ai concerti in piazza, fino ai festeggiamenti per il capodanno quando, tipicamente, sono molte le persone in piazza munite di bottiglia, non solo nella nostra Città ma a livello nazionale.

Una particolare riflessione la vorrei affidare a ciascuno di noi, in particolare a coloro che in modo, fatemelo dire, irresponsabile, forse per qualche attimo di notorietà, diventano artefici di questo grande dolore. Quando i mezzi di comunicazione ci portano in mezzo alle tragedie del nostro tempo, com’è ad esempio accaduto a Londra negli stessi momenti, ci domandiamo quasi scioccati quale sia la strada che ha intrapreso questo mondo e, in un sentimento di impotenza, ci chiediamo dove andremo a finire. Ecco, la risposta va trovata dentro di noi in quegli anticorpi che da qualche anno a questa parte abbiamo maturato. Non possiamo accettare il dolore e la paura come metro di misura delle nostre scelte e l’indifferenza come unica difesa. Nei tanti che hanno aiutato dei perfetti sconosciuti ieri sera possiamo contare cento, mille volte i soggetti che probabilmente da soli hanno scatenato il panico in piazza.

Sicuramente, inoltre, pur non volendo per alcun motivo rinunciare alla fruizione delle pubbliche piazze, sarà necessario tenere in considerazione l’utilizzo anche di altri luoghi consoni ad ospitare questo tipo di eventi. Gli organizzatori e, in questo caso, le società sportive interessate, che hanno fornito il medesimo supporto garantito negli eventi tenuti in passato, saranno coinvolti in questa analisi chiedendo loro la disponibilità anche degli impianti di loro proprietà.

Un ultimo pensiero accompagnato dagli auguri di pronta guarigione va a coloro che sono ancora ricoverati presso gli ospedali della nostra Città. Con un abbraccio tutta Torino è partecipe del loro dolore.

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